Drammatico dialogo Shoshoni in tre atti, di Lidia Zitara

Dramatis personae:

Grande Capo Estiquatzi, che già abbiamo conosciuto sciamano e capo della tribù, dotto in ogni cosa che riguarda il Cielo, la Terra e gli Spiriti

Squaw Pelle di Rana, giovane ragazza bruttina e un po’ ottusa

Venditore al mercato:

Giornata mite di primavera, il Grande Capo Estiquatzi e la giovane squaw Pelle di Rana si recano al mercato dei fiori ad acquistare delle piantine per una trasmissione televisiva.

Squaw Pelle di Rana: che magnifica giornata, Grande Capo, ecco, guarda lì, il venditore di piantine olandesi, tra quello di cellulari usati e pignatte per fagioli.
Grande Capo Estiquatzi: mia giovane e ingenua squaw, continui a dimenticare che noi non sappiamo dell’esistenza dell’Olanda, e che i cellulari non sono ancora stati inventati, come i tablet e l’iPad. Ma ti passo le pignatte solo perchè oggi la giornata è così carica di aspettative e promesse della buona stagione.
Squaw Pelle di Rana: oh, Grande Capo, scusami. Avviciniamoci, se vuoi, al venditore di piantine oland…di fiori…

Il Grande Capo Estiquazi e la giovane squaw si avvicinano al venditore di fiori, il quale li blandisce e gli recita i prezzi delle piantine. Si rivolge direttamente al Grande capo senza timidezza.

Venditore: ehi, ragazzo, guarda che cos’ho qui per te! Solo cinque euro. Guarda, questa puoi tenerla sia dentro che fuori e ha anche i bocciolini. Se vuoi la puoi anche appendere! Ehi, ragazzo, lo sai il nome, lo sai? Sì, che lo sai, tu sei ferratissimo.

Grande Capo Estiquatzi: ma certo che conosco il nome di questa pianta: è un Aeschynanthus lobbianus, finalmente una pianta delle nostre parti, anche se questa è evidemente importata dall’Oland…ehm, da un altra tribù. E’ conosciuta dagli incolti come “pianta dei rossetti”. Nel dire queste parole il Grande Capo Estiquatzi getta uno sguardo a squaw Pelle di Rana la quale porta le mani al petto e volge il viso a terra.
Il venditore al mercato rimane irritato dalla precisione del Grande Capo Estiquatzi, così, pensando di tendergli un tranello di difficile risoluzione prende una piantina di
Helleborus niger, dai fiori curiosamente enormi, rosa pallido, ma sciupata dal caldo.

Venditore: questa è una bella piantina, ragazzo! Dieci euro! E’ l’Iberis! Sai perchè i fiori sono così grandi? Assenza di ossigeno.
Grande Capo Estiquatzi: grazie, prenderemo le margherite.

Una volta allontanatisi il grande Capo Estiquatzi procede a passo pesante, con le dita intrecciate davanti al corpo:

Squaw Pelle di Rana: cosa ti accade Grande Capo, come mai avanzi lentamente e sei così pensieroso? Ora possiamo registrare la trasmissione in tv!
Grande Capo Estiquatzi: mia giovane squaw, so che un giorno scopriranno la dislessia, ma è possibile confondere il suono della parola “elleboro” con quella di “iberis”?
Squaw Pelle di Rana: non saprei: non mi sembrano suoni simili.
Grande Capo Estiquatzi: c’è solo da averne dolore comunque.

Chi invidio

Io invidio, in ordine:

1) Chi ha una buona memoria. La mia è ferma alle sigle dei cartoni animati, alle battute dei film di fantascienza e alle canzoni dei Pooh. Non ricordo le date, neanche quelle della mia vita. Ricordo solo le date degli animali.

2)Chi dorme poco. Io sono una dormigliona. Posso dormire anche capovolta. Ho bisogno di almeno 10, 12 ore ore di sonno per essere funzionante. Pare che Stefan Edberg abbia perso una finale di Wimbledon perchè si giocava di mattina.

3) Chi legge veloce. Io sono una lettrice lenta e questo mi fa incazzare da morire.

Voi direte: ma non sarebbe più “normale” invidiare chi sa ballare, cantare, dipingere,scrivere, ecc. No, io quelle persone le ammiro come depositare di un sapere che a me sarà sempre negato.