Sardinitudine

Per farla breve: le sardine non vivono solo nel Mediterraneo e non hanno come unico destino quello di finire ad involtino impanate e fritte al ristorante estivo.
Ci sono sardine che vivono anche nell’Atlantico, nelle zone un po’ fredde, tipo verso l’Islanda.
Lo so perchè una volta vidi un bel documentario che parlava dell’importanza delle sardine oceaniche.
Queste sardine sono più o meno come il pane per noi. Una sorta di “basic alimentare” per altri pesci più grossi. Nella catena alimentare stanno poco più in alto del krill e del plancton.
Il documentario è vecchio, ma ricordo che la sfilza di animali sardinivori era infinita. Pesci più grossi, che ne so, tipo merluzzi, tonni, pesci sapada, squali, altri pesci oceanici. Le balene le spaventano con le bolle d’aria e le serrano in banchi circolari e iniziano a papparsele dall’esterno. E dove non passano le balene arrivano cormorani o altri uccelli acquatici dall’alto.
Poi non ricordo cos’altro: ah, sì, l’uomo.
Insomma queste sardine non hanno pace, vengono predate in lungo e in largo da tutti i loro vicini: che vita orribile, in cui sei il cibo preferito di tutti gli altri pesci, sempre sul chi va là, sempre in fuga, sempre a disposizione degli altri come panino imbottito.

Alla fine del documentario dissi a mia sorella: “Grà, io e te siamo delle sardine!”.
Da quel momento è stato coniata un’espressione familiare: “essere una sardina” .

Se sei una sardina, fai passare la signora con la ricotta e stai muta come un pesce.

Ci sono pesci e pesci nell’oceano!

Lanterna Verde: niente paura, ma niente fede

Ti spiezzo in due
Ti spiezzo in due
Da tempo mi macinava in testa questo pensiero. Qualche settimana fa hanno passato in tivvù Lanterna Verde, un film su un supereroe della DC Comics.
Per diventare una Lanterna Verde, una sorta di corpo di polizia intergalattico, c’è un requisito importante. Ma proprio importante, nel senso che se non hai quello non potrai mai essere una Lanterna.
Non devi avere paura.
Perciò, quando l’anello di Swaaami Brachamutanda o come-cavolo-si-chiama, sceglie il belloccio americano di turno, tutte le Lanterne vanno in subbuglio dicendo che la razza umana è una razza di fifoni.
E metà del film ce lo passiamo così, a sentire il belloccio (?) di turno che tenta di vincere la sua paura. Naturalmente l’altra metà è stata occupata sonnecchiando.
Ora, considerazioni specialistiche a parte, è evidente che Lanterna Verde celebra il valore “americano” dell’assenza della paura, non già di quel sentimento indefinibile che è la paura controllata dalla ragione.

Non sono d’accordo. Come si può essere d’accordo? Forse la razza umana non sarà adatta a fare da Lanterna, anche se queste Lanterne sembrano dei birrai ubriachi immersi nel fosforo.

I valori che contraddistinguono noi europei sono più elevati, non già l’assenza di paura -che non sinonimo di coraggio (per aspera ad astra)- ma il controllo della paura, e soprattutto la fede. La fede in qualcosa di ben più grande di un misero deuccio venerato da un terzo della popolazione di un pianetino in un angolo remoto della nostra galassia. La fede nella capacità dell’universo di evolversi adeguatamente.

Per me Lanterna Verde esce sconfitta in partenza, non c’è assenza di paura che possa compensare la presenza della fede.

Il birraio ubriaco
Il birraio ubriaco