Stili e piante per specchi d’acqua (su Houzz)


I giardini con un lago, un piccolo stagno, una fontana o una qualsiasi componente d’acqua, hanno un “passo in più” rispetto a quelli asciutti, seppur belli. L’acqua è un elemento che fa rivivere sensazioni ancestrali e primordiali. Non a caso i primi giardini nacquero attorno alle oasi per proteggere i piccoli specchi d’acqua.

Viole del pensiero, primule e ciclamini

Da la Riviera del 12 febbraio 2006
Lo so che la stagione è avanti di un pezzo, però io lo trovo ancora gustoso. Vi prometto qualcosa di nuovo nei prossimi giorni.

Viole del pensiero, primule e ciclamini

Che noia, che barba, che noia! Alle soglie della primavera, quando i vivai tornano ad offrire qualche pianta annuale da cassetta o da bordura, ricompaiono immancabili le viole del pensiero. E come in una prevedibile cena di natale, nella quale alla pasta e vongole si succede l’arrosto col purè, tra un po’ avremo le primule, mentre i ciclamini sono in vendita sin dall’autunno. Il fatto è che il sistema italiano di vendere giardinaggio funziona così: se una pianta non ha fiori non ha neanche valore commerciale. Questo è dettato dall’ignoranza e dall’acquiescenza dell’acquirente. Non ci si prende mai la briga di andare a cercare piante che non si vedono al mercato o dai vicini. E’ un modo di fare giardinaggio pressappochista e banale, e se vogliamo, anche un po’ ridicolo.
Prendiamo il caso delle viole del pensiero (Viola x wittrockiana), da qualche anno a questa parte il mercato ci propone degli ibridi dai fiori sempre più grandi, che hanno ben poco del delicato e buffo fascino delle vecchie “pansè”. Vita Sackville West, la grande giardiniera inglese, constatava come alcune avessero una “buffa faccia da gatto”. Ora quei micini sono cresciuti a forza di incroci, selezioni ed ormoni, e ci guardano in gattesco con feroci ghigni da tigre dai denti a sciabola (vedete qua sotto, come ci guardano storte?).

Viola del pensiero gigante

Non sarebbe meglio un tappeto di semplice e minuta Viola tricolor, che ogni tanto ancora si trova in pochi esemplari terrorizzati tra quella gran massa di felini urlanti?
I ciclamini, poi! Chi li riconosce più? I più piccoli sono sempre troppo grandi, con colori rudi e volgari. Perso completamente il loro colore originario, una gradazione elegantissima e raffinata tra il malva chiaro e il rosa confetto, perso il fascino del loro fogliame macchiato come certe edere. Ora sono brutti come scarafaggi color fucsia.
ciclamini giganti

Le primule (Primula veris) non sono mai state un granché. Hanno un fogliame che sembra lattuga e dei colori che le fanno sembrare finte. L’unica che abbia un’apparenza “normale” è quella di colore giallo crema, la P.veris, che è poi il colore originario (il “giallo primula”, per l’appunto). Ovviamente di primule esiste una gran quantità di specie (tutte più belle della commerciale P. vulgaris) ed un numero incredibile di varietà orticole, ma nei nostri vivai arrivano solo i comuni ibridi. Basta spulciare appena un po’ nella storia del giardinaggio per avere un’idea del vastissimo mondo delle primule e dell’intensa passione collezionistica che le accompagna. Purtroppo il nostro clima è troppo caldo ed asciutto per loro, che diversamente da quel che si crede sono piante perenni e non annuali. Tuttavia non si può trattarle diversamente perché, come le pansè (piante perenni anche queste), muoiono appena iniziano ad arrivare i primi caldi. Tra l’altro noto con orrore come le primule vengano acquistate in miscugli allucinati e disposte in ciotole in pieno sole, per “abbellire” i gradini delle scale. Il posto ideale per le primule, se si vuole sperare di vederle rispuntare l’anno successivo, è in piena terra, in una zona fresca e leggermente ombrosa. La chioma di un albero caducifoglie va benissimo, poiché lascerà passare il sole in inverno, quando le primule saranno in fiore, e le ombreggerà dalla primavera all’autunno.
Un ciliegio, magari, dato che non abbiamo parlato dell’Hana-mi.