Star Trek XI, il futuro ha inzio, ma non conformemente alle regole

SPOILER: il testo che segue contiene rivelazioni (uha, parola grossa) sulla trama (altra parola grossa) del film Star Trek, il futuro ha inizio
star trek xi locandina

Una delle mie mansioni al giornale è l’aggiornamento della programmazione cinematografica (questo ve la dice lunga su quanto sia tenuta in conto la mia prestazione lavorativa).
Appena saputo che c’era Star Trek al cinema, mi sono fiondata. Eravamo in tre in sala.

Bel film, grande nostalgia, qualche lacrima al decollo dell’Enterprise, ma in complesso niente da farti strappare i capelli dalla felicità.
Nessun momento veramente emozionante, battaglie così ridicole che neanche nel peggior episodio di TNG, suspence zero, zero strategia, zero frasi memorabili. Zero mito.
Un film bello, ma non da imparare a memoria. La solita operazione commerciale, solo che stavolta, invece di andarsi ad infilare nella Marvel, sono venuti in casa nostra a resuscitare i nostri amici, i nostri fratelli, coloro sulle cui bare abbiamo pianto, le cui ceneri sono conservate nei nostri cuori, coloro sotto i quali abbiamo prestato così a lungo un servizio fedele.

Non mi arrabbio -come fanno i Trekkies più accaniti- per il fatto che le navi di classe Constitution non potrebbero in nessun caso essere al suolo, che Chechov è ricciolino, che Spock decide di essere umano invece di vulcan, che J.J. Abrams abbia voluto cambiarci le carte in tavola sotto gli occhi, che abbia voluto sconvolgere il passato, dare inizio ad un nuovo futuro.

Mi spiace solo che non sia stato fatto bene abbastanza.

Occhei, non vuoi conformarti alle rigide regole del Trekkismo? Benone, fai pure, ma devi darmi qualcosa in cambio: un’altra fede, altri amici, altri fratelli con cui soffrire ed amare. Non pupazzi che giocano a fare i supereroi.

Insieme ci siamo divertiti per una serata, J.J., tu ti sei messo in tasca un sacco di soldi ed io un calcio nel didietro. Con questo nuovo giocattolo potrai farne tante altre di versioni, più colorate, più tristi, più romantiche, così ti potrai permettere un’altra villa a Miami e quel loft a Manhattan che piaceva così tanto a tua moglie. Forse comprerai più azioni della Paramount. Vuoi qualcos’altro? i miei denti d’oro?

Ci siamo divertiti, ma una serata soltanto, J.J.
Non hai fatto i conti con lo zoccolo duro, o forse hai pensato che lo zoccolo non è più duro come una volta, che la linea non c’è più, che potevi giocartela con un bluff senza venir scoperto?

Avevi solo doppia coppia, e l’abbiamo visto tutti.

Il ballo “Sadie Hawkings”

Ieri ho visto Twilight. Peccato che avevo già dormito durante la cosa sugli egizi di Voyager, altrimenti mi sarei fatta un bel pisolino. Ricordatemi di dire a Natalina, che me lo ha consigliato, di restituirmi i due euro del noleggio.

Anche in questo film, con il miliardi di altri film americani, c’è il ballo di fine d’anno. Ci sono interi film incentrati sul ballo di fine d’anno, come ad esempio Giù le mani da mia figlia. C’è Mai stata baciata, con Drew Barrymore, e beh, c’è Carrie, lo sguardo di Satana, in cui il ballo di fine anno diventa una carneficina.
Il ballo di fine d’anno è un retaggio della presentazione in società della cultura anglofona sette-ottocentesca. Oggi è diventato un passaggio dall’adolescenza alla gioventù per ogni ragazzo americano.
Dio, grazie per non avermi fatto nascere in America!

Nella puntata “Il gioco” di Star Trek TNG, l’androide Data dice al giovane cadetto Wesley Crusher che la peggiore esperienza della sua vita è stata il ballo “Sadie Hawkings”, in cui sono le ragazze a scegliere i ragazzi.
Sicuramente, se fossi stata americana, per me il ballo di fine d’anno avrebbe rappresentato un vasto trauma che avrebbe percorso tutta la mia esistenza con esiti ferali.

ballo sadie hawkings

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