Oggi ho deciso di lasciare il lavoro e di riprendere a scrivere un po’ su questo nuovo blog.
Sto trasferendo il contenuto del vecchio blog ‘Aboretum’, ormai “fumato”.
Per ogni messaggio riporterò la data originale e i relativi commenti.
Oggi ho deciso di lasciare il lavoro e di riprendere a scrivere un po’ su questo nuovo blog.
Sto trasferendo il contenuto del vecchio blog ‘Aboretum’, ormai “fumato”.
Per ogni messaggio riporterò la data originale e i relativi commenti.
groggy
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)
Rassegne di Scienze Naturali
Non mettere a dieta la tua identità
La data di questo messaggio è il 22 febbraio 2009. E’ stato il primo messaggio di questo blog.
Oggi è il 30 agosto, sono passati sei mesi e finalmente il lavoro l’ho lasciato sul serio.
Con raccomandata e preavviso. Tutto fatto, partita chiusa.
Da ottobre scorso ad oggi ho dovuto ingoiarne tanti di rospi: prendere ordini editoriali da giornalisti infinitamente meno capaci di me, e che messi a confronto con un mediocre corrispondente locale di un qualunque quotidiano regionale calabrese, avrebbero fatto la peggiore delle figure possibili. Personaggi di dubbia integrità morale e di sicura non-integrità deontologica. Opportunisti qualunquisti, poveri e squallidi incapaci. Non troppo diversi da tutti i giornalisti, quindi, e di certo non diversi dai giornalisti calabresi. Persone che gozzovigliano fisicamente e ideologicamente nella loro ignoranza crassa, supina e pluristratificata.
Ho dovuto collaborare con gente che non distingue tra “è” con con l’accento ed “e” senza accento, che scrive “inpiedi” tutto attaccato, che non sa che “sì” se perde l’accento cambia anche di significato. E prendere anche delle sonore bastonate, tacciata di fare la “saputa”, solo per essere capace di leggere.
E questo è il meno.
Ho dovuto vendere le mie idee per pochi spiccioli pagati saltuariamente. Per necessità.
Non che sia venuta meno la necessità, anzi, è più che mai cresciuta. Ma è finito l’atteggiamento rassegnato nei confronti di questi squali della società, che cannibalizzano le altre persone, il lavoro altrui.
Sono contentissima di aver lasciato il mio “lavoro”.
bene Lidia, però ti è servito quel lavoro, per arabbiarti e affilare le unghie, le cose che scrivi non sono da persona con unghie laccate e se mai ce ne fosse stato bisogno questo lavoro è stato un ottimo levasmalto
in bocca al lupo!!!