Il potere taumaturgico dell’arte (e dei tuberi)

Steven King, nel suo libro On writing, autobiografia di un mestiere, dice che la scrivania di uno scrittore deve stare nell’angolo, a ricordare come non sia la vita sostegno per l’arte, ma il contrario.
Zio Steve ne sa qualcosa, perchè quando un camioncino l’ha investito, frantumandogli gamba e bacino, è riuscito a tirarsi fuori dalla angoscia anche grazie al suo mestiere.
Non invento oggi nulla e vi porgo un pensiero banale: piantare dalie mi fa bene alla salute, anche se piove un po’.

Sto meditando su questo benedetto lavoro, sul mio futuro, e mi chiedo (come quella faccia da moccioso di Muccino) “che ne sarà di me?”
E tutte le risposte mi spaventano.
Ed ora? Ora lavarsi i capelli bagnati dalla pioggia, cambiare la maglia, caffè, e poi a scrivere un bel redazionale sulla grigliata mista per il ponte del 25 aprile.
Tutta vita, signori.

3 pensieri riguardo “Il potere taumaturgico dell’arte (e dei tuberi)

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