I Guerriglieri Verdi

Avevo promesso di inserire alcune considerazioni sulla questione dei Guerriglieri Verdi, Green Guerrillas, o Guerrilla Gardening.
Data la lunghezza e l’assenza di foto so già che non lo leggerà nessuno.
…pazienza.

A quanto ho potuto notare esistono due fazioni contrapposte: alcuni non li apprezzano per via dell’implicazione “violenta” del termine “guerrilla”, altri invece considerano questa forma di giardinaggio una sorta di via salvifica per affermare la volontà del popolo contro l’esaurimento delle risorse terrestri e la progressiva invivibilità dei grandi centri urbani.
Non ho mai considerato le vie di mezzo approssimative, e personalmente ritengo che entrambe le fazioni abbiano torti e regioni in egual misura.
I Guerriglieri Verdi sono nati negli anni Settanta, nelle sterminate, angoscianti, periferie delle grandi metropoli americane, dove la vita è vita solo a metà, la violenza è all’ordine del giorno. In quel periodo “il mercato del mattone” viveva una forte crisi, e molti quartieri venivano letteralmente abbandonati, diventando fatiscenti, rifugio per operazioni malavitose, prostituzione, spaccio di droga, violenze, stupri, omicidi e fatti delinquenziali di ogni sorta.
Sotto la spinta dell’ecologismo allora nascente, e per reagire all’inerzia delle istituzioni pubbliche, gruppi di attivisti si sono riuniti per restituire dignità a questi quartieri, costruendo degli orti da dare in gestione a chi fosse interessato. Nacquero anche piccoli parchi dove far giocare i bambini sotto lo sguardo dei genitori, al riparo dalle automobili a da malintenzionati.
Gli orti urbani in seguito si trasformarono in strumento di politica sociale, ma questa è un’altra storia.
L’istanza dei Green Guerrillas deriva dal fatto che le istituzioni e gli enti pubblici erano del tutto sorde alle richieste della gente. Il fatto che il nome sia in spagnolo fa quantomeno sorgere il sospetto che queste periferie fossero abitate perlopiù da ispano-americani, per i quali il governo centrale aveva poco interesse, dato che si tratta di frazioni non votanti della popolazione (Obama a parte).
I Guerriglieri verdi dell’epoca sono riusciti a tirare fuori interi quartieri da una situazione di miseria sociale, non diversamente da come il vecchio protagonista di L’uomo che piantava gli alberi ha fatto per la sua terra. Una nobile storia, che non implica necessariamente azioni furtive e illegali.

In Italia e in epoca contemporanea un guerrigliero verde “vecchio stile” è se non altro fuori posto. E’ vero che gli enti pubblici sono inefficienti, che i “giardinieri” comunali hanno appena qualche nozione di orticoltura, che le nostre periferie sono trascurate e neglette, ma alla maggior parte di questi problemi si può dare un contributo se non direttamente, in modo individuale, perlomeno con un associazionismo funzionante e regolamentare.
Non lo dico -personalmente- perchè abbia in ispitto chi agisce contro le regole, ma perchè queste forme sono più efficaci e se ben condotte, portano a dei risultati gradevoli e duraturi, e a volte anche di un certo pregio.
Purtroppo il lato più fortemente negativo di queste iniziative, è che la borghesia intellettuale paesana se ne impadronisce e le porta regolarmente all’affondamento. Come ad esempio accade nel paese dove vivo, Siderno, dove un’iniziativa simile proposta dall’ATA Club, è fallita causa il fatto che le signore impellicciate e le mogli dei medici non volessero rompersi le unghie scavando nella terra o portare un sacchetto di sabbia per 100 metri (oltre alla inconsistenza delle loro conoscenze orticole, che farebbero rabbrividire qualsiasi appassionato).
Se non si vuole trasgredire un regolamento a cui nessuno fa caso, meglio a questo punto chiedere di poter gestire singolarmente (o in piccoli gruppi) una piccola aiuola comunale e basta.

Dall’altro lato sembra esserci un piacere modaiolo, piuttosto incolore e frutto di un’epoca contemporanea in cui la trasgressione delle regole è diventata consuetudine, nel crearsi un’attività illegale ma non dannosa, nella quale sia contemplata una idea di ribellione e un pensiero bellicoso o belligerante, ma solo nel termine e non effettivo.
Spesso sono giovani intelligenti, cresciuti con i telefilm americani , dotati di coscienza ecologica, ma che non riescono a capire che le loro attività sono solo la dimostrazione di come ci sia un distacco sempre più crescente tra la società e le istituzioni, un’incomunicabilità invalicabile che prevede, di prassi, il sopruso o la questua per ottenere un proprio diritto.

4 pensieri su “I Guerriglieri Verdi

  1. non è troppo lungo dai ! è anzi interessante per l’accenno alla sua origine , che non conoscevo fino in fondo ; trovo le tue considerazioni grosso modo condivisibili anche se credo che tu non abbia considerato il lato giocoso e leggero della cosa : puo’ essere divertente trovare una mattina un’aiuola desolata riempita di piante magari anche inconsuete , poi è chiaro che con questi interventi non cambi le citta’.
    in ogni caso è sempre piacevole leggere il tuo blog e le tue storie ,
    ciao da Greg.

  2. Non so se faccio parte dei Guerriglieri Verdi, Green Guerrillas, o Guerrilla Gardening, ma quand’ero piccino mia nonna mi raccontava sempre la storia di Giovannino Semedimela, era un tipo che ogni volta che mangiava una mela in giro per il mondo ne seminava i semi nel posto dove aveva mangiato la mela fino a riempire il mondo di piante di mela.

    Ora sono grande, ma ogni volta mi ritrovo con dei semi o dei bulbi tra le mani non resisto alla tentazione di piantarli in posti semiabbandonati…

    Qualche volta il segno del mio passaggio è rimasto, molte altre volte una passata di diserbo o di decespugliatore lo ha cancellato.

  3. Bel post. Non lo condivido in toto, ma lo trovo interessante.

    Mentre qui è visto come un sintomo del distacco dei cittadini dalla legalità/politica/istituzionalità, io lo vedo più come un riavvicinamento al valore della cittadinanza. Quindi privilegio l’aspetto della partecipazione, del bene pubblico e della comunità e un del senso di appartenenza.
    Ottima l’osservazione sulla quasi antinomia tra guerrilla e gardening: ma nella stessa ci leggo le potenzialità di una pratica che può essere piegata a molteplici usi. Implica ironia e semoplicità ma anche profonda rivoluzione nell’atteggiamento. C’è chi da sempre è un guerrigliero green anche se non aveva nessuna etichetta.
    che ne dici?

    ciao e grazie

  4. Pingback: La High Line di New York « Giardinaggio Irregolare

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