A fari spenti nella notte

Ieri sera ho fatto un tratto di strada medio-lungo con i fari spenti. Almeno credo, non ne sono neanche sicura. So solo che quando ho girato la manopola per spegnerli, non erano accesi. O li avevo spenti qualche secondo prima di tirare il freno a mano?
Non credo, e non è la prima volta che mi capita.
In un mese ho ammaccato due auto facendo retromarcia, e ora questo.
Mi capita sempre più spesso, sempre più spesso. Andavo fiera della mia organizzazione di automobilista: mai partita coi fari spenti, mai lasciato i fari accesi, mai lasciato la chiave girata, mai lasciata ferma l’auto senza freno a mano. Ricordo l’irritazione che mi pervase, qualche anno fa, quando mi accorsi di avere viaggiato in paese coi fari spenti. Era forse la seconda volta che mi capitava in vita mia. Ora ho smesso di contare.
Ma dannazione, chi mi vedeva non poteva segnalare? Un’auto coi fari spenti è una cosa tragicamente pericolosa, specie per i pedoni. Non potevano segnalarmi?

Mi sono fermata a prendere una pizzetta e sono ripartita a fari spenti.

Essì che prima avevo incontrato i Carabinieri (in quel momento avevo i fari accesi, però) e mi erano venuti in mente pensieri di sicurezza automobilistica, di regolarizzazione col fisco.
Una volta ripartita, dopo la pizzetta, pensavo: ma quello fermo in mezza alla strada…non potevano farlo accostare? era pericoloso (intanto avevo i fari spenti). Meno male che ho messo la freccia: sono un’automobilista rigorosa (intanto avevo i fari spenti). Tanto, anche se mi fermavano, io sono tutta in regola (intanto avevo i fari spenti), assicurazione, bollo e tutto…giusto quella tassa dell’ACI, ma di quella i Carabinieri non si accorgono (intanto avevo i fari spenti).

Insomma, tutto il tragitto di ritorno dalla pizzetta in poi a pensare alle regole, ai regolamenti, a com’è bello sentirsi onesti, rispettare una norma giusta…come mi sentivo in regola mentre tornavo a casa…

Intanto avevo i fari spenti…

Un pensiero su “A fari spenti nella notte

  1. Certo che non doveva poi essere tanto buio se non ti sei accorta che i fari erano spenti, oppure hai una vista da gatto.
    Per dirla con un mio vecchio amico napoletano, “quello è l’inconscio tuo che si ribella”, troppo rigore, troppa organizzazione, troppe regole. E’ così che gli automatismi si disautomatizzano senza che neanche uno se ne renda conto. Alle volte è meglio trovare un equilibrio dinamico tra programmazione e improvvisazione.
    Magari se al mattino non avessi canticchiato Battisti sotto la doccia…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.