C’è una cosa che mi tormenta da un bel po’ di tempo: qual è l’ultimissima tendenza della moda delle unghie?
Come mi piacerebbe saperlo!
So che vanno molto le unghie in stile “french”, che hanno la testa piatta come un badile. So che vanno le unghie iper-decorate, come queste:
E so che da un po’ girano anche le unghie affilate alla Dracula, una roba sicuramente resuscitata dal carretto della saga di Twilight.
Che fine hanno fatto le unghie lunghe smaltate di rosso degli anni ’80, alla Valentina?
Ma insomma, qual è davvero l’ultima, la moda più raffinata e colta delle unghie?
Unghie-torta-nuziale? Unghie-orto? Unghie-bandiere? Unghie-Simpson? Unghie-orchidea?
Caspita, mi sa che sono le unghie-unghie, non laccate e tagliate normalmente corte con le comuni forbicine. E magari -aggiungiamo- con un tocco di onicofagia.
ImprintingE’ capitato ad un mio amico pittore di subire una sorta di terzo grado artistico da parte di una mercante d’arte (è per questo che ho pubblicato il post Qui mi tocca rifare gli esami del primo anno). Mi sono chiesta cosa avrei detto e fatto al suo posto. Mi sono chiesta quale sarebbe l’opera d’arte che mi piacerebbe fare. La risposta -per quel che mi riguarda- è abbastanza semplice.
Vado da Sotheby’s con qualche decina di migliaia di euro e compro un vaso cinese antico, bellissimo, decorato, raffinatissimo, unico. Con carta d’identità, certificato, pedigree, tutto.
Affitto un enorme capannone e lo tingo tutto di bianco.
Ci porto il vaso cinese.
Chiamo la televisione, registi, i fotografi, i critici d’arte, giornalisti, ecc.
All’ora precisa precedentemente determinata, prendo il vaso cinese e lo butto violentemente per terra, frantumandolo.
Poi con una paletta e uno scopino prendo tutti i pezzi e li metto in una teca di vetro, immersi in una resina polimerica trasparentissima.
Poi ci appiccico i pedigree del vaso cinese e la ricevuta di Sotheby’s.
Cos’ho prodotto?
Indubbiamente il vaso cinese antico, unico e bellissimo, era un’opera d’arte (o di artigianato, per chi tiene a queste distinzioni). Ma ora che è in frantumi, calati in una resina che li immobilizza lo è ancora? Cosa dà al vaso cinese il suo statuto di arte?
E se io ho prodotto un’opera d’arte, quale esattamente è? La teca in vetro contenente l’opera d’arte precedentemente distrutta, i cocci di vaso, l’atto di rompere il vaso, la foto che ritrae il gesto, il filmato prodotto, il ricordo del gesto impresso nella memoria della gente, o tutte queste cose assieme?
O le domande che da ciò derivano?
Proposta: un vaso cinese è sacrificabile. Pensiamo alla stessa cosa con qualcosa di più serio, diciamo, La Gioconda.
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)