E’ spirato

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Qualche giorno fa è spirato il forum di Brave New Garden, come era nelle previsioni di molti, e nell’ultimo periodo, anche nelle nostre.
Mi sembra un tributo dovuto a questo esperimento coraggioso, malvisto, disprezzato, a volte ridicolizzato.
Io non so che dire: forse l’Italia non è pronta per questo genere di forum, forse ho sbagliato io, forse non c’è stata abbastanza solidarietà, collaborativismo, empatia (sì, quella di certo è mancata), forse, come dice qualche stupido al cubo “il metagiardino non interessa a nessuno” volendo forse dire che non è in grado di capirlo.
Brave New Garden si è preso randellate già da appena nato, durante la sua vita ha visto molti più punti interrogativi che punti fermi, e per motivi che non riesco bene a chiarirmi se non -come ho detto- con una vistosa mancanza di empatia tra i membri- non è riuscito neanche a lambire gli scopi che si era prefisso.

Di una cosa sono sicura: non c’entra niente il dato orticolturale, come invece qualcuno mi ha spiegato. Si può parlare benissimo di metagiardino senza per forza doversi soffermare sulle cure alle piante: per quello esistono forum già ben avviati. Se questo fosse vero vorrebbe dire che la coscienza della natura sarebbe ancora in stato embrionale in Italia, dato smentito da molte pubblicazioni, prima fra tutte Ontologia e teleologia del giardino di Rosario Assunto.

Allora? Allora c’è stato l’errore umano.
Non so se qualcuno abbia voglia di dire qualcosa in epitaffio del forum, ma io voglio dire che il rischio fa parte della cultura e che rischiare e fallire non è un disonore.
Io rischierò ancora, ed ancora, ed ancora, fin quando potrò. Brave New Garden non ha avuto fortuna, ma ha avuto coraggio, cosa che non è da tutti.
Brave New garden, ti ho voluto bene.

50 pensieri riguardo “E’ spirato

  1. ancora non mi son fatto un’idea chiara.. ma di sicuro il fallimento non è un disonore come dici… e sei sempre ammirevolmente determinata.
    Valuta cosa può non aver funzionato e si riparte.

  2. Il BNG è stato un esperimento, lo considero un rompighiaccio che apre una strada, altri, un po’ più forti delle passate esperienze andranno più avanti.
    Forse il problema è la cultura delle persone che hanno partecipato, come base può essere simile, ma salendo di livello era come l’aria in alta quota, rarefatta. Magari uno era più ferrato in filosofia, un altro in sociologia, o letteratura, ma era più difficile condurre una discussione ferrata ( in una materia che non si conosce bene come l’altra persona), così, magari per timore , alcuni argomenti pure interessanti sono rimasti soli soletti.
    Il colpo di grazia è stata quella critica stroncante che ci ha definiti dei “perditempo”, sono state troncate le chiacchere che comunque non erano fini a se stesse. E’ stato tolto il lato ludico e leggero del discorso.
    Perlomeno questa è una delle possibili interpretazioni .

  3. Anch’io ho voluto bene a BNG. M’è dispiaciuto molto vedermi sbattuta in faccia la brutta pagina con un bel ERROR stampigliato. Ma quale ERROR? Altro che ERROR. Era giusto eccome invece.
    Vabbè, il server non c’ha colpa, inutile che me la prenda con lui.
    Non lo vivo come un fallimento, bensì come un arrivederci. Il dispiacere di aver perso una voce, una voce che manca. Il fatto è che per il pubblico mediamente a disposizione l’idea non è matura. Troppo impegnativo. Per riuscire servono persone già ben avviate. L’idea è coraggiosa, ma io non lo sono stato altrettanto.
    E poi che c’entra sta cosa dell’orticolturale, non c’entra nulla, ancora con ‘sta storia.

  4. analisi banale, ma è l’unica che sono in grado di fare: esperimento prematuro, per un paese immaturo.
    Il livello culturale dei forumisti è /era troppo diseguale, come in una classe mista di campagna, con bambini dalla prima alla quinta elementare tutti insieme; allora alcuni si annoiano, atri si sentono inadeguati.
    E diventa difficile trovare argomenti che possano essere trattati in modo soddisfacente da tutti, specialmente quando manca la materia bruta (la terra con cui sporcarsi le mani) e si possono manipolare ‘solo’ idee e contenuti.

  5. Era divertente, era esagerato, era pure rissoso.. ed era difficile, da fare ancor più che da leggere. Era sedersi in giardino per parlare di tutto il resto, non usare tutto il resto per parlare del giardino, Un forum ontologico, e chi lo può sopportare, specie se anziché procedere in modo rigoroso e dottorale prferiva la via della chiacchiera, persino la dimensione “comaresca” a quella cattedratica? C’è chi si è fatto intimidre e chi invece l’ha liquidato, ma né una cosa né l’altra dovrebbe stupire.
    Io mi sono divertita molto, penso fosse davvero una strada interessante (coraggiosa), forse un po’ acerbo il nostro approccio.. Ho un po’ di nostalgia a non aprirlo più la mattina, ma è andata: e adesso, via, che cosa ci inventiamo?

  6. Ora inizio a capire un po’ meglio, forse perchè stiamo parlando tutti a freddo e quando ciò di cui parliamo non esiste più. Come si fa di un morto, appunto: “Eh, era bravo, se lo pigliavi per il suo verso!” “Eh, non gli mancava mai il sorriso”.
    Cose così.
    mettendo insieme queste informazioni mi sembra di poter dire questo: abbiamo schiacciato troppo l’acceleratore, forse noi per primi perchè ci credevamo tanto, o forse perchè lo spazio, com’era concepito, portava all’estremizzazione dei concetti.
    Le conversazioni erano difficili da seguire e perciò rimanevano vuote. O i commenti erano frastagliati o troppo specifici.
    Poi arrivò la ventata Lucilla che con i suoi racconti ha reso il forum più piacevole e romantico, ma ahimè, al di là di quello c’era ben poco. Inoltre un forum non può basarsi su un solo elemento parlante e un uditorio silenzioso (quello è il blog).

    Tuttavia non posso non pensare che se il Brave New Garden fosse nato non da due persone, ma da un gruppo di cinque o sei, le cose sarebbero andate diversamente.
    Alla fine, si deve dolorosamente concludere- quello che è mancato è stato proprio il coraggio.
    Io ho cercato di averne anche per quelli a cui è mancato. la risposta che mi attendevo alla famosa lettera che ci etichettava come “segaioli” sarebbe stato un rinnovato vigore di interesse per dimostrare che così non era.
    Non siamo e non eravamo dei segaioli, non lo siamo mai stati. Forse non tutti sapete che la medesima persona ha scritto una seconda lettera con insulti ancora più gravi. Il fatto di godere anche dell’elemento eidetico del giardino, e non solo di quello pratico, non ci rende dei marziani e neanche strani, come noi ce n’è tanta di gente (come pure ce n’è tanta di gente che non apprezza l’elemento eidetico, per il semplice fatto di non capirlo).
    Bene, con Brave New Garden abbiamo rotto il ghiaccio, ed ora, come dice Jude, che si fa?

  7. penso che dovremmo innanzitutto capirci: quando tu parli di ‘elemento eidetico’, io istintivamente penso all’immagine eidetica, che in psicologia è un’allucinazione consapevole!
    Voglio dire che saper argomentare sull’essenza del giardino non è da tutti ed è forse per questo motivo che certe discussioni si svuotavano o si esaurivano sul nascere; come ho già detto, spesso mi sono sentita inadeguata rispetto al livello della discussione: non ho sufficienti competenze storico-filosofiche per contribuire in modo costruttivo, posso solo ascoltare, non partecipare.
    La mia formazione mi insegna che si impara meglio giocando. Ci vuole un po’ di leggerezza per stemperare la serietà degli argomenti, per questo anch’io ho apprezzato molto gli interventi di Lucilla.
    E si impara facendo, provando, sbagliando e riprovando

    1. …esistono allucinazioni consapevoli? Mia zia deve essere una di queste, allora!

      COMUNQUE! E’ vero che una delle difficoltà della filosofia è ricostruire un linguaggio di un filosofo. Prendiamo il termine “ontologico” usato da Jude qui sopra. Nella sua storia ha avuto tanti significati, ma tanti, da Parmenide ad Husserl e Heiddeger. I linguaggi vengono decostuiti e ricostruiti dai filosofi: la prima cosa per capire un filosofo infatti è capire come parla. Le categorie di Aristotele e quelle di Kant non sono la stessa cosa e anche la parola “estetica” assume significati diversi nel corso della storia. E’ una cosa che sempre successa e che sempre succederà, non bisohgnava scoraggiarsi davanti a questo fatto. Se si fosse tenuto veramente a costruire un linguaggio nuovo e universale, avevamo le possibilità di farlo, ma se si lanciava una proposta rimaneva ferma.

      Io credo però che ci si doveva scoraggiare. Dire la propria, a testa bassa e caricando.
      Anche io ho apprezzato gli interventi di Lucilla, fino ad un certo punto, cioè fino a che non sono stati sufficienti ad insegnarci qualcosa.

      In ogni caso credo che l’errore sia stato mio: ho coinvolto Koki ed eravamo troppo pochi. La nascita di un esperimento così audace deve partire da un nucleo più ampio. Questo è stato il vero motivo della “non riuscita”.

      1. Checcacchio, basta però col darsi le colpe. Colpa mia, colpa sua, colpa tua. Amen. Siamo stati bravi per quanto nelle nostre possibilità, le difficoltà reali sono quelle che ha scritto Ross e con quelle abbiamo fatto i conti. Restiamo nei paraggi e facciamoci vedere. Nel frattempo io studio e mi preparo per le prossime occasioni.
        Ciao signore!

        1. hai ragggione, basta, ormai abbiamo capito cosa non ha funzionato, più o meno, e rimaniamo nei paraggi.

          Adesso però bisogna farsi uscire un coniglio dal cappello!

      2. per chiarire il significato di ‘immagine eidetica’ (ora finalmente sai come definire tua zia) : è una costruzione mentale, anche molto elaborata e in grado di evolversi nel tempo, di cui però il soggetto è consapevole, rimanendo capace di distinguerla dalla realtà oggettiva; quasi un mondo parallelo

  8. Io lo leggevo spesso, pur non avendo la capacità e la preparazione per partecipare.

    Resta il fatto che qualsiasi esperimento, sia che funzioni sia che non funzioni è lodabile. Di parlare sui soliti argomenti e sui luoghi comuni sono capaci tutti (forse persino io), trovare nuove strade o nuovi linguaggi è una cosa di pochi eletti.

    Non abbattetevi e inventate qualcosa di nuovo, vi seguirò anche lì.

  9. Che brutto vizio che è l’abitudine di vetuperare uno quando è in vita e magnificarlo quando è morto! Potevate parlarne bene prima e non ammazzarlo! Per me è stato un omicidio premeditato per futili motivi. Oppure l’ eutanasia per un raffreddore. Poi tirare fuori ancora la storia di quello delle 1000 peonie che ha definito il blog segaiolo come grave episodio, mi fa proprio ridere, anzi mi sconcerta. Mi ricordo che quando successe mi domandai se per caso fosse il finanziatore del blog. Sarebbe come se io mi fossi buttata dalla finestra perchè Lidia ha scritto che faccio venire il mal di pancia.
    PS. Abito al pianterreno

    1. Che brutto vizio quello di generalizzare, farsi un’idea e non smuoversi da quella. Non abbiamo vituperato nè stiamo magnificando. Ma conosci il significato di queste parole? Il forum non andava, non c’era niente in scrittura da oltre due mesi, non abbiamo ucciso nessuno, abbiamo solo sepolto un cadavere e ora ne stiamo facendo un epitaffio e possibilmente, un’autopsia per non ammazzarne un altro la prossima volta.
      Tu hai il tuo modo di prendere le cose e PRETENDI che sia lo stesso per noi, d’altra parte non scrivevi sul forum da mesi -e proprio tu, che te ne sei andata perchè io ti ho detto che fai venire il mal di pancia, buttandoti dal pian terreno, sei stata la prima ad abbandonare la barca, dopo aver fatto del forum un tuo satellite privato dove scrivere quel che accidenti ti passava per la testa, coerente o meno, intelligente o stupido, informato o disinformato.

        1. Il forum non andava.
          Mancava la maieutica,l’arte o la sensibilità di riuscire a partire da cose semplici,quotidiane riflessioni,osservazioni di cause -effetti per arrivare a discussioni in cui la signorina Eidetica e il signor Ontologico avessero un senso per tutti,
          Sono via da parecchi mesi e non sapevo di questa morte,mi ero pure iscritta…e adesso a chi racconto del fiore di tulle,di filigrana,mai visto prima che ho trovato ieri ?.
          Mi sono persa la storia del segaiolo che ha 1000 peonie ,le perversioni in genere vanno in coppia e una bilancia l’altra,per attivare il meccanismo di difesa e credersi sani ,ma questa è un’.altra storia .

  10. i funerali sono riti importantissimi in tutte le culture, indispensabili per elaborare il lutto, quindi cerchiamo di comportarci di conseguenza e non sottovalutiamo l’utilità di questo rendiconto postumo.
    @ LIdia: l’immagine eidetica non ha niente a che vedere con Harvey, è come un flash, uno stato percettivo, una costruzione mentale che può essere brevissima anche se molto dettagliata; è slegata dalla verbalizzazione, può essere influenzata da ricordi o da aspettative, da desideri inconsci ed è un fenomeno psichico più frequente nell’adolescenza che nell’età adulta

  11. scusa Nik, la faccenda dell’immagine eidetica non c’entra nulla col forum, è solo un inciso per chiarire come sia facile fraintendersi

  12. Bello, mi piace l’idea di Bng come Harvey… Abbiamo tirato fuori il coniglio dal cappello e appena ce l’abbiamo rimesso dentro per una ttimo è sparito!

  13. buongiorno, anzi buona sera (o addirittura buonanotte, non so).
    arrivo quando anche i funerali sono finiti e le persone stanno ormai allontanandosi.
    Me ne dispiaccio. dove posso mettere il naso per capire cosa ha reso tale il morto?
    Un saluto a quelli che conosco, e un grazie a Lidia se mi fa sapere dove trovare le spoglie.
    ciao ciao a tutti, Bruna,

    1. Ciao Bruna, purtroppo è scomparso anche il cadavere. Aruba non è molto delicata. Non avendo rinnovato il contratto hanno semplicemente cancellato tutto. C’erano molte discussioni interessanti, specie all’inizio. Ma non mi dispiace sia volato via tutto così. Ci ispiravamo ed Eraclito e anche questa cosa, come tutte, è passata come l’acqua del fiume.

  14. Dico la mia. Non mi sono iscritto, ma l’ho letto quasi tutto e mi è sembrato assolutamente campato per aria. Dove non erano ripetizioni di concetti noti e personaggi che hanno fatto la storia dell’arte dei giardini, erano discussioni filosofiche, filologiche, mitologiche, teologiche… e quant’altro. Tutto bello, ma talvolta anche molto superficiale (non lo so, mi viene in mente quella dell’arte che nasce solo dal dolore) e il tutto sempre molto poco criticato, tutto abbastanza accettato, digerito senza troppo fiatare. Ok, qualche screzio qua e là… ma non c’è stato nessuno che abbia detto “d’accordo, ma tutto questo come si traduce concretamente?”.
    Insomma, molta teoria e nessun giardino nuovo e coraggioso. Tantissima teoria e nessuno che abbia confrontato quel materiale con, per dire, il fatto che oggi tanta gente ha un giardino di 80mq in una palazzina di tre piani e, magari, con sotto i garage. E questo non per dire che quella teoria non è adatta a quei giardini, ma: quella teoria come entra in quei giardini?
    In altri paesi parlano meno ma fanno più giardini. Quindi, in breve, non penso che la strada per il rinnovamento dell’arte dei giardini italiani passi per un approfondimento culturale, ma piuttosto per un allargamento. E per allargare bisogna scendere con i piedi per terra, spiegare meno ma spiegare a tanti. E, soprattutto, chi sa deve essere il primo a fare bene, che è la migliore spiegazione.

    1. Buona anche questa, Louis.
      Ti assicuro senza tono polemico, applicando il tuo ragionamento mi verrebbe da dire che Gardenia è una meravigliosa rivista di giardinaggio. Può essere, non lo escludo. Sarebbe un bel argomento il tuo.

    2. Può darsi che il tuo ragionamento vada bene per “brave new garden” ma non sono del tutto sicura che vada bene in generale. Il saper fare non è mai stato distinto dal saper concepire, anzi, in genere -nell’arte- è dal saper fare meglio degli altri qualcosa che scaturisce un cambiamento e un miglioramento. Non voglio toccare qui l’importanza dei materiali artistici, che è un argomento che meriterebbe una trattazione a parte. Invece io ritengo che il giardinaggio peninsulare (permettetemi di evitare il termine “italia” per una espressione geografica che non MI rappresenta), sia afflitto da una scarsissima conoscenza sia pratica che teorica. Anzi, la teoria in qualche modo è stata scritta, letta e assorbita, perlomeno da una certo tipo di pubblico, ma la pratica è ferma ai manualetti del tipo “come avere un balcone fiorito tutto l’anno senza smagliarsi le calze e rovinarsi le unghie french”. Per dimostrare le nostre diciamo così “teorie” sarebbe occorsa un’attività collaterale a quella del giardiniere che è quella del viaggiare alla ricerca di giardini nuovi e coraggiosi, un po’ come fanno su Vulgare.net . Possibilità che nessuno di noi aveva.
      Noi abbiamo affrontato il lato peculiarmente artistico del giardino, e quindi cosa avremnmo dovuto fare? creare un giardino per ogni idea che ci veniva in testa? Be’, mi sembra un po’ ridicolo.
      Voglio farti un esempio su come la cultura generale e la conoscenza della materia di cui ci si occupa in particolare conducano a risultati migliori (qualora corroborati da una buona capacità tecnica). Io ho un diploma di Illustrazione equipollente all’accademia delle belle arti, ma per entrare nelle fasce per le supplenze dovetti prendere un diploma di istituto d’arte. Prova pratica: realizzare una scatola di cioccolatini. mentre i miei compagni si intestardivano su forme di packaging più o meno complicate io ho scelto una scatola quadrata bassa, su cui ho fatto un disegno art nouveau. Tecnica+conoscenza: ebbi la votazione più alta. Solo tecnica puoi avere una botta di culo e fare qualcosa di bello e nuovo., Solo conoscenza: non combinerai mai niente.
      Ma noi non abbiamo mai detto, scritto, sostenuto, velatamente o no, che la tecnica è meno importante del principio eidetico. Volevamo avere un posto dove poter dire che hanno pari valore. L’abbiamo avuto, non è andata bene. Faremo qualcos’altro. Io perlomeno lo farò.

      1. In ogni caso non c’è niente di male, ma magari tanto di bene a parlare di giardino, anche senza poi effettivamente arrivare ad una conclusione fisica materiale.
        In ogni caso di certo non ci meritavamo gli insulti e le derisioni di cui siamo stati oggetto.

        1. Devo fare ammenda. Ammenda con tutti gli iscritti a “Brave New Garden” e con coloro che vi hanno partecipato e l’hanno sostenuto. In realtà le derisioni di cui “siamo” stati oggetto erano rivolte a me, non ho ben capito per quale ragione, anche una mezza me la posso immaginare. Questi attacchi erano rivolti a me, ma per colpire me hanno attaccato l’intero forum. Dovevo essere più furba e capirlo prima. Non l’avrei ritenuta allora nè una critica sensata nè alcunchè di cui tenere conto, visto che -per come la vedo adesso- erano parole dettate sull’onda di un trasporto emotivo e per nulla razionale.

  15. Signora Zitara, non sto affermando che quel forum meritava quella fine. Non sto neanche affermando che l’importante è la sola pratica. Dico solo che la teoria, da sola, non sta in piedi: esattamente come la pratica. L’una ha bisogno dell’altra per vivere e, in breve e nuovamente, a me il forum è sembrato “campato in aria” proprio perchè solo ed esclusivamente teorico. Non dico che per ogni teoria dovesse esserci un progetto (cosa che, se fosse stata, certo non sarebbe stata ridicola, prego, ma semplicemente molto ma molto raffinata e assolutamente di rispetto), ma lì non ne ho visto nemmeno uno. E si può fare ricerca fine a se stessa, questo è certo, ma lì non si è arrivati a tanto. E anche la ricerca fine a se stessa prima o poi è meglio mutarla in pratica, se è un forum di giardinaggio. Altrimenti era meglio un caffè letterario.
    Quanto al riferimento a Gardenia come “buona” rivista posso dire questo: che sono d’accordo, ci sono mostruosità dentro. Ma in ogni caso preferisco chi fa e sbaglia e da a tutti modo di discuterne, piuttosto che parlare di argomenti perfetti ma che non si sa come realizzare.

    1. E’ piuttosto fastidioso sentirsi rispondere con un “signora Zitara”. Esiste una sola signora Zitara sulla penisola italiana, ed è mia madre. E’ la classica frasetta da perfettino che si diverte a dar fastidio, a titillare il nervoso, a sfruculiare nel ronzio che prende dietro l’orecchio.
      E’ un incipit che in internet non si usa più, da veterotestamentario, da ingessato signore borghese che cita Dante e che se potesse lo citerebbe in latino. E’ l’incipit di chi ti dice”ti chiamo signora, ma in realtà vorrei mandarti affanculo, perchè non sei una signora”, oppure di chi vuol dirti: “cara stupida, guarda che io sono un signore, perciò accondiscendo a farti salire al mio livello e ti chiamo signora, anche se tale titolo non ti spetterebbe”.
      Quindi per favore, lasciamo da parte non le buone maniere, che sono sempre utili, ma gli inutili formalismi, che sono deleteri.
      ORA: tu hai detto che il forum era “campato in aria”. A questo c’eravamo arrivati anche noi prima del decesso.

      Ma dire che (cito) Non dico che per ogni teoria dovesse esserci un progetto (cosa che, se fosse stata, certo non sarebbe stata ridicola, prego (spocchia verbale, buona per una lettera all’ufficio tributi, n.d.c.), ma semplicemente molto ma molto raffinata e assolutamente di rispetto), ma lì non ne ho visto nemmeno uno.

      ma che credi, che per ogni giardino che ognuno di noi ha in testa abbia: a) lo spazio, b)i soldi, c)le piante d)la consulenza per realizzarlo?
      ma ci sei o non ci sei con i piedi per terra? E che dovevamo essere tutti figli di Onassis?
      Ad ogni modo, tu non vuoi farti riconoscere, hai letto ma non scritto, noi non sappiamo chi sei e francamente anche le tue considerazioni a me sembrano “un po’ campate per aria”. A dirla tutta ho imparato a non fidarmi troppo di persone come te che non partecipano agli eventi e poi presumono di averne in pugno la chiave di interpretazione, che arrivano dal nulla e pretendono di conoscere le dinamiche-anche emotive e personali- di un piccolo gruppo di persone che ha almeno tentato di parlare di giardinaggio in modo diverso, a capire SE le cose possono essere inquadrate in modo differente.

      1. Se uno arriva a questo blog ed è arrivato anche al BNG, sa che Lidia partecipa attivamente alla Compagniadelgiardinaggio.it, dove si parla di giardinaggio concreto. Mi sembra un po’ fuorviante dire che il sito era campato in aria. Era VOLUTAMENTE campato in aria!! E con questo intendo dire che si voleva discutere tutto ciò che è oltre il giardino, lasciando le questioni tecniche-pratiche ad altri contesti. Forse è fallito perchè per farlo bene bisogna leggere tanto, magari viaggiare, avere tempo da investire nella cultura. E a volte le questioni della vita quotidiana non lo permettono, ci si distrae.
        Mi è dispiaciuto che quel pazzoide che è venuto a insultare abbia provocato danni, una persona equilibrata può esprimere le proprie critiche in modo civile oppure cambiare sito ( un po’ come cambiare canale tv). Se per caso sta ancora leggendo da queste parti lo inviterei a farsi curare da un bravo psichiatra ( Lo posso dire? casomai mi cancelli).

        1. Posso permettermi di dire che dovremmo essere stanchi di sentire ancora sta storia degli insulti? Ma ragà siamo così malmessi da pensare che un giudizio negativo abbia stroncato tutta un’operazione? Ma pensate un pò come gongolerebbe il tipo se fosse vero. Mi sembra assurdo e un pò infantile. Invece che devo fà per sto basilico? Magari mi risponde il tipo

  16. Perchè, uno per parlare di pittura, deve parlare per forza anche di pennelli? L’idea di giardino è talmente vasta e complessa che permette di “spettegolare” du di lei per anni, senza mai nominare una pianta, una tecnica culturale e il proprio giardinetto (finalmente!). Di stile, di storia, abbiamo tentato di pasticciarci su un pochetto, sempre da povere comari e rudi paesani, ovviamente.
    C’è un libro che mi ha divertita moltissimo, è di R. P. Harrison e si intitola: “Giardini – Riflessioni sulla condizione umana:” Fazi editore . Bene, anche questo libro è tutto campato in aria, pensi Signore, che, per ben 210 pagine, questo Harrison parla di giardini, senza mai raccontarne uno vero.

    1. Ecco si, io la penso come Lucilla. Del resto c’eravamo ritrovati a parlarne.
      Certo, non significa non dare importanza alla pratica, che ha già i suoi spazi, mentre latitano gli spazi per le teorie e gli approfondimenti storici. Ad ogni modo Louis ha sollevato una bella questione.

    1. A me quelle due mail hanno fatto proprio male, sinceramente non so se nono state quelle la causa dell’affondamento di BNG, ma non credo proprio. C’è dell’altro, eravamo “campati in aria”, mancavo io, mancava l’intesa, la fiducia, la comprensione, un linguaggio comune, il tempo e la dedizione.
      Purtroppo mancavano un sacco di cose.

      Il basilico perchè ti viene male Lucilla? L’hai seminato o l’hai comparto nei contenitori alveolari? Sai quel è secondo me il segreto del basilico? metterlo nella terra vecchia che è stata sei mesi in una latta d’alluminio. Poi utilizzare piantine robiste, e ovviamente non affondarle troppo dentro nella terra, metterle vicine vicine e spuntarle quando sono abbastanza grandi. Annaffiature regolari e possibilmente niente concime se non il letamino nella terra da mettere sei mesi prima. Poi il basilico vuole un fiore vicino, altrimenti non cresce. Sevi mettergli una portulaca o un garofanino, se no non si diverte, e lo sai che la prima causa di morte delle piante -e in generale degli organismi viventi- è l’invecchiamento rapido delle cellule dovuto alla mancanza di diversivi.

  17. “Metterlo nella terra vecchia che è stata sei mesi in una latta di alluminio”. Stupendo! L’hai sperimentata tu o lo fanno dalle tue parti? O l’hai letto nel giardino delle vecchie signore? Cazzo! Non ho la latta di alluminio e comunque avrei dovuto farlo prima di Natale. A voglia fare sughi! I miei basilici, e qui mi piacerebbe farti schiattare di invidia, sono di 10 varietà diverse. Erano 11, ma quello che sa di limone e che alla cdg dicono essere una varietà resistentissima, è schiattato per primo. Lumache, anche. Li ho comperati in alveolo da un noto vivaista piemontese, gran simpaticone, e non è neppure il primo anno. Gli altri anni era andata molto meglio. Niente concime e neppure troppissima acqua, anche se è una pianta di origine indiana. Mezz’ombra, come il peperoncino che ai paesi suoi vive in sottobosco. Ma questo a una calabra non devi raccontarlo. Può anche darsi che stia piovendo troppo. Sei contento Luis che parliamo di pratica? (frecciatina bonaria)
    Certo che ci sarai restata male per quel bel commentino, ci sarei rimasta anch’io, ma poi mi sarei detta: Ma chi se ne frega! Sai che noia se tutti fossero d’accordo?- Neanche noi due andiamo spesso così d’accordo e ogni volta mi incazzo come una iena, ma poi vedo che non si muore, allora mi passa e si rincomincia. Ma davvero quel signore là ha visto tutte quelle peonie? Ricomincia anche con lui e fatti portare in quel posto (posso venire anch’io?). Dove ci sono le peonie dovrebbero esserci anche gli ellebori e dalle tue parti gli endemismi non si sprecano. Perchè non cominci a raccogliere i semi di tutto quel ben di dio che fotografi così bene? Ciao e buona notte

    1. No, non si muore, Lucilla, anche se a volte mi dai il mal di stomaco.
      Il basilico per me serve ad una sola cosa, a cucinare. Quelli da “collezione” non mi interessano granchè. E ultimamente neanche i peperoncini, dato che con le mie emorroidi e la mia colite se me li mangio un giorno, sto male per altri sette (ieri li ho mangiati, e oggi sto pagando).
      Il fatto dell’alluminio è una sorta di “consiglio della nonna”, solo che la nonna stavolta sono io. Ho notato che se faccio il terirccio, con letame (anche in pellet), sabbia, compost e terreno argilloso, poi lo uso, chessò, per una composizione estiva e poi lo svuoto in un “cato” (secchio d’alluminio), e ce lo lascio fino alla primavera dopo, il basilico ci va che è uno splendore.

  18. Certo che anch’io me lo mangio! Non lo colleziono per il gusto di collezionare. Ognuno ha un sapore diverso e faccio certe paste con i pomodorini! Poi mi divertono, anche se non si divertono loro, dato che non li accompagno con garofanini e gentilezze varie, anche perchè, avendo un giardino d’ombra, difficilmente fiorirebbero.

  19. Mi dispiace che il mio “signora zitara” sia stato così malamente accolto. E’ che io non so come chiamarla, e il “tu” fatico a darlo a chi non conosco perchè temo di prendermi una libertà. Inoltre sono di padre e madre inglesi, e l’italiano colloquiale lo maneggio poco e male. Quanto al usare il “signora” per offenderla più che per rispetto beh, questa è un’offesa bella e buona che lei fa me, e del tutto gratuitamente. Non mi piace litigare, ma non mi piace neanche essere preso a pesci in faccia per una formula educata. Anche il “prego” passato per spocchia verbale mi irrita, perchè vedo che l’importante per lei è smontare il mio modo di scrivere ed offendermi subito dopo, più che discutere e ragionare. In ogni caso mi scuso per averla offesa chiamandola signora zitara, mi dica lei come chiamarla.

    A questo punto mi sembra inutile ripetere una terza volta che secondo me c’è molta differenza tra solo e soltanto teoria e tanta teoria ma almeno qualche esempio pratico. Esempio che tutti sono in grado di fare, avendo tutti a disposizione un foglio di carta e una matita e in ogni caso non si pretende un disegno per ogni teoria ma, diciamo, uno ogni tanto non stona.
    Nessuno dice che non avete almeno tentato di parlare di giardinaggio in modo differente (e chi lo nega?), ma qui si discuteva del perchè questo tentativo è fallito. Io ho detto la mia, non le è piaciuta e l’ha giudicata campata in aria. Ma per quanto campata in aria possa essere la mia opinione, si basa almeno sul fatto che il forum nei fatti non ha funzionato ed è chiuso.

    PS il libro di Harrison è magnifico, ma ogni tanto anche lui parla di giardini reali (come il parchetto all’interno della sua università… o di quando era studente universitario, non ricordo con precisione) o almeno reali nell’immaginario (il paradiso, i giardini boccaceschi, mi pare persino il bosco di Gilgamesh e l’isola di Circe, se non mi confondo con un altro libro) e dei quali abbiamo quindi almeno delle sommarie descrizioni di struttura e forme. E il suo è un libro, che tratta un tema da capo a piedi ed ognuno è libero di leggere o meno. Un forum nasce in modo differente, è fatto di tante persone, ha uno stampo corale e se si perde o manca lo stimolo di partecipare al coro il forum muore. Io ho detto la mia personale ragione per cui non mi è sembrato interessante partecipare.

    1. Grazie Louis per il tuo contributo. Ora capisco meglio che il tuo stile un po’ ingessato non era frutto di una condiscendenza marcata da snobismo, ma da una difficoltà oggettiva. Se vuoi sapere la verità, mi sono irritata proprio per il tuo modo di porgerti. Mi scuso molto e spero che non me ne avrai. Accetto il tuo parere e consiglio, ora, con minore inquietudine (il mondo è pieno di persone invidiose che amano nascondersi sotto nikname falsi). Dare delle “signora” ad una donna d’aspetto se non silfidico, almeno giovanile come me, è un clamorosissimo insulto in italia: non farlo mai, specie se vuoi rimorchiare! E’ il classico tono di chi vuol prendere distanza, di chi ti dice: “Signor mio, lei non sa chi sono io”. Non è un semplice “Dear Sir” inglese. In genere in internet ci si dà del tu, ci si chiama Loius, Lidia, Milli, Alessandro, ecc. Se lo scrivi in una lettera va bene, ma non in blog. fa sentire l’interlocutore vecchio di novemila anni, e stupido come un portacenere.
      Se posso però darti io un consiglio, avverti che sei straniero. Scrivi così bene che non si è capito.
      Ci racconti qualcosa in più di te? Come mai sei approdato in terra italica lasciando la perfida Albione?

    2. Mister Luis, buon giorno! Vorrei spendere una parolina a difesa de BNG, che io ho amato, perchè, anche se inconsistente, come Lei dice, era carino, simpatico e anche stimolante, almeno per me. Mi sembra che di giardini se ne sia parlato, io stessa, ho fatto una kilometrica descrizione della Landriana ai tempi di Russel Page, ho parlato della sua evoluzione, dei personaggi che l’hanno abitata etc. Maurizio Usai ha parlato di Ninfa, non descrivendola proprio. ma argomentando le ragioni del suo dissenso sul modo in cui è stata conservata. Si è parlato a lungo di cosa succede a chi eredita un giardino e di tanti altri argomenti. Capisco però che uno non provi interesse a un forum, io stessa ho partecipato solo a quello e a paesaggiocritico. In fondo a me di sapere come si fa una bordura mista, non interessa, anche perchè posseggo una bella biblioteca dove attingere tutte le notizie che voglio. E poi le bordure miste neanche mi piaciono. La saluto distintamente
      Madama Lucilla

  20. Stavo pensando un po’ di tempo fa: questo forum aveva aspettative molto alte, non solo chiacchiere ma si chiedeva qualcosa in più: preparazione, studio di vari libri e una solida base culturale umanistica ( filosofia- estetica- antropologia-storia dell’arte-storia sociale , ecc..). Fin qui niente di male , anzi.
    Ma la mia riflessione è che se io avessi una tale cultura e conoscessi un argomento ( giardinicolo e non) alla perfezione aggiungendo spunti originali, forse preferirei scrivere un articolo per una rivista di settore ( di filosofia per es, non intendo Gardenia), piuttosto che lanciarla sul Web..
    Non so se ho reso l’idea del mio dilemma.

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