Qualcuno tra gli astanti, gentili signore e signorine, gentili signori e signorini, avrebbe il buon cuore di spiegarmi il senso di questo spot?
Su una cosa non sono d’accordo: l’ostentazione non è affatto morta, è più in forma di Lady Gaga.
Qualcuno tra gli astanti, gentili signore e signorine, gentili signori e signorini, avrebbe il buon cuore di spiegarmi il senso di questo spot?
Su una cosa non sono d’accordo: l’ostentazione non è affatto morta, è più in forma di Lady Gaga.

Gordio
Inserito originariamente da Lidia Zitara
Ho ricevuto proprio ora una telefonata da parte della redazione del mio giornale (“Il Quotidiano della Calabria”) che mi avvisava che il maestro nazionale del tè presente alla fiera di Cittanova è stato accusato di pedofilia.
Ho avuto l’impressione che fosse un tipo un po’ strano, ma molte persone che vendono piante hanno germi di follia. La foto che avevo scattato, e che per giunta ritraeva la vittima, aveva anche suscitato interesse per la “stranezza” delle facce e della situazione.
Ovviamente l’ho rimossa.
Questo signore, di cui non ricordo il nome, aveva con sè un ragazzino. I due dividevano l’albergo ma per fortuna la vittima è riuscita a fuggire e ad andare dai Carabinieri, a cui ha raccontato tutto.
La psicologia ci insegna che chi è pedofilo è stato a sua volta violentato da piccolo, ma non credo che ogni vittima si trasformi in carnefice. Credo che con la razionalità e con l’apertura del cuore si possano vincere gli spiriti oscuri.
Dubito di ogni cosa, dubito che il maestro avesse tale qualifica e che questa fosse nazionale. Temo di immaginare che cosa si possa o si sia potuto perpetrare all’interno delle mura della sua sala da tè.
Sono allibita e adirata.
Questo signore 
Questo è il suo biglietto da visita. 
Approfittando del superponte della festa della repubblica (credo che ormai sappiate che le parole “italia” e “repubblica” su questo blog sono scritte in minuscolo), la terza edizione di Cittanova Floreale ha potuto beneficiare di un giorno in più e -per così dire- di due domeniche. Io ho scelto un giorno poco affollato per andarci, un po’ uggioso (l’anno scorso ha addirittura piovuto) e poco invitante. Il mio scopo era prendere uno Streptosolen jamesonii da mettere sulla tomba della mia gatta. Peccato non ci fosse una rosa ‘Cerise Bouquet’, altro acquisto che dovrei fare quest’anno, ma neanche niente di simile (lo so che è difficile: simile alla ‘Cerise Bouquet’ c’è solo ‘Cerise Bouquet’).
Ho come al solito visitato il vivaio “Piante tropicali” di Fabio Maio (quell’omone con la maglietta verde che vedete giù nelle foto) che è in genere la mia prima meta. Lì prendo piante che resistono alla siccità estiva del mio giardino e qualche volta mi concedo piccoli lussi. Fabio mi ha regalato un’Ipomoea batatas a foglia nera (credo la ‘Aces of Spades’) che ha spopolato tanto in questi anni, e mi ha regalato anche un frutto tropicale che, una volta divenuto morbido, aveva sapore tra la banana, la mela, l’albicocca e l’ananas. Mooolto buono.
Poi ho comprato dei miscugli di tè da uno stand molto bello, che aveva tante cose che mi sarebbero piaciute, ma accidenti i prezzi come pizzicavano!
Poi abbiamo comprato dei peperoncini messicani piccantissimi.
Ci siamo soffermati allo stand dei bonsai -Centro Bonsai Calabria con sede a Catanzaro e c’erano delle piante meravigliose, dei veri capolavori. Non credo neanche fossero in vendita. Il prossimo anno, chissà, potrei prendere un piccolo olmo per provare.
Avrei voluto comprare una rosa, ma devo dire che l’offerta non era di mio gusto. Le solite Inglesi, più o meno ormonizzate, Tantau spacciate per Austin, cartellini alla sinfasò, molte rose rampicanti di bell’aspetto e gradevoli, ma che in estate vogliono almeno 30 litri d’acqua al giorno. Niente da fare per me. ‘Cerise Bouquet’ non c’era.
Infine abbiamo fatto un giretto, parlato con Mimma Pallavicini e Arturo Tucci (organizzatore), guardato i fagioli, e poi ce ne siamo tornati a casa col giorno. Per strada abbiamo visto la cicerchia in fiore, ma c’era poca luce per fare fotografie e sinceramente, a farsi la villa “Carlo Ruggiero” tre o quattro volte, ci si stanca da morire perchè è grande, e non ci andava di scendere dall’auto.
Ecco qui una galleria di foto e in seguito le mie considerazioni.
In complesso la terza edizione di questa manifestazione -all’occhio del consumatore- è in fase di consolidamento. Meno vivai con piante insolite, più piante fiorite e da aiuola (evvai di brodura mista!), molto più commercializzabili, poche piante senza fiore (il che indica che il pubblico non è formato), ma soprattutto prezzi un po’ più alti, paragonabili a quelli di fiere nazionali, anche se si entra senza pagare il biglietto e senza doversi mettere al polso la fascetta di riconoscimento, tipo quella per i ricoverati in manicomio.
Parlando con Mimma per un mio pezzo sul “Quotidiano” ho avuto la sensazione che lei avesse la mia stessa sensazione, senza volermelo confessare. Ma tra noi c’è abbastanza empatia. La domanda delle domande era: come far accrescere e migliorare l’offerta della fiera? Mimma è del parere che si debba prima consolidare i risultati già ottenuti e poi cominciare a variare l’offerta, con vivaisti più importanti e piante più rare e insolite. “Bisogna mischiare il nord col Sud, far venire la gente anche da fuori”.
Già, ma come -mi domando- con Trenitalia che ci ha spaccati in due più di quanto non lo fossimo? Una settimana dopo che ci hanno tolto il diretto per Roma hanno inaugurato l’alta velocità Milano-Torino. E’ evidente che lo stato italiano ha interesse a tenere il Sud prono e mandarlo alle urne facendogli votare quel che vuole. Milano vota Pisapia e noi ci teniamo un berlusconiano come Raffa. E i partiti del Sud? Quelli meglio lasciarli litigare tra loro,sono peggio delle ortiche .
“Bene- sostiene Mimma- la rivolta, lecita e auspicabile, può partire anche da queste cose, potrebbe partire dalla Villa “Carlo Ruggiero”, perchè no? Occorre un risveglio di coscienza”.
Mimma tira all’unitarismo, io sono separatista, abbiamo punti di vista diversi, ma ci intendiamo lo stesso.
Le chiedo:”E che verrebbe a fare un Lucchese a Cittanova, quando sotto casa sua gli fanno la mostra più importante d’italia? E ricordati che per venire qui devi armarti di santa pazienza con treni, strade, bus e mezzi. E poi per ritornare, con le buste delle piante?”.
Mimma non abbocca. Mi risponde come fa una consumata giornalista: “Verrebbe per vedere le peculiarità della zona, che sono uniche e irripetibili in italia”.
Mentalmente abbiamo però concluso entrambe che le surfinie e le dalie in esposizione non interesserebbero troppo ad un lucchese, che sarebbe molto più interessato a visitare il nostro paesaggio semisconosciuto e spesso disprezzato oltre i confini regionali.

Qualche giorno fa è spirato il forum di Brave New Garden, come era nelle previsioni di molti, e nell’ultimo periodo, anche nelle nostre.
Mi sembra un tributo dovuto a questo esperimento coraggioso, malvisto, disprezzato, a volte ridicolizzato.
Io non so che dire: forse l’Italia non è pronta per questo genere di forum, forse ho sbagliato io, forse non c’è stata abbastanza solidarietà, collaborativismo, empatia (sì, quella di certo è mancata), forse, come dice qualche stupido al cubo “il metagiardino non interessa a nessuno” volendo forse dire che non è in grado di capirlo.
Brave New Garden si è preso randellate già da appena nato, durante la sua vita ha visto molti più punti interrogativi che punti fermi, e per motivi che non riesco bene a chiarirmi se non -come ho detto- con una vistosa mancanza di empatia tra i membri- non è riuscito neanche a lambire gli scopi che si era prefisso.
Di una cosa sono sicura: non c’entra niente il dato orticolturale, come invece qualcuno mi ha spiegato. Si può parlare benissimo di metagiardino senza per forza doversi soffermare sulle cure alle piante: per quello esistono forum già ben avviati. Se questo fosse vero vorrebbe dire che la coscienza della natura sarebbe ancora in stato embrionale in Italia, dato smentito da molte pubblicazioni, prima fra tutte Ontologia e teleologia del giardino di Rosario Assunto.
Allora? Allora c’è stato l’errore umano.
Non so se qualcuno abbia voglia di dire qualcosa in epitaffio del forum, ma io voglio dire che il rischio fa parte della cultura e che rischiare e fallire non è un disonore.
Io rischierò ancora, ed ancora, ed ancora, fin quando potrò. Brave New Garden non ha avuto fortuna, ma ha avuto coraggio, cosa che non è da tutti.
Brave New garden, ti ho voluto bene.

A red light behind sadness Black & White
Inserito originariamente da Daniel Guillan
A red light behind sadness Black & White
groggy
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)
Rassegne di Scienze Naturali
Non mettere a dieta la tua identità