10 pensieri su “Giardini poveri, su Limno

  1. Ciao Lidia,
    i “giardini poveri” sono realmente il mio principale interesse, anche se io li chiamo giardini sentimentali e in questa macrocategoria metto anche balconi, ballatoi, finestre (e anche gli orti comunali di certi pensionati).
    Com’è vero il paragone che fai con gli animali da cortile, e quest’idea salvifica della necessarietà della bellezza e della cura.
    A ben guardare, si trovano un po’ dappertutto, portatori di una cultura non mediata da modelli imposti dall’esterno. E quando questi modelli ci sono, com’è quasi inevitabile, vengono però rielaborati in maniera personale, culturale e sempre creativa. Qualcuno un giorno scriverà un’ode a questi testimoni silenziosi e discreti di una resistenza profondamente umana all’appiattimento e all’incuria. Grazie che ne hai parlato, i “giardini poveri” sono la mia ispirazione e fonte continua di idee, e naturalmente di gioia.

    • Ripensavo ai giardini poveri e a mia nonna. E’ da lei che mi deriva quel tipo di estetica, ed è fondamentalmente a partire da una nostalgia un po’ pascoliana (un po’ primitivistica?) che nasce questa definizione di giardini sentimentali.
      Da un lato, giardini che mi sembra nascano da un sentimento “puro”, (magari purgato da ogni sentimentalismo) piuttosto che da razionalità o da vanità, da concetti di decoro borghese. Mi sembra nascano da una vicinanza con la natura delle cose. Dall’altro, giardini come testi poetici da interpretare e che quindi, al di là delle intenzioni dei loro autori, rilasciano un significato in cui, per me, il sentimento è composto di ricordo, poesia, infanzia, casa (qualsiasi essa sia) , ordine imperfetto e calore. Ogni sera d’inverno guardo la mia vicina di casa -vecchina di campagna in un ballatoio milanese- coprire di teli di plastica i suoi sedum, fino al mattino. E non tanto perché ci è “affezionata”, secondo strani antropomorfismi ansiosi urbani, ma perché è così che dev’essere, e farebbe lo stesso, ora che me l’hai fatto pensare, con i conigli nelle loro gabbie e con i pulcini.

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