Improvvisamente a Capofilico l’estate scorsa

Qualche giorno fa a Capofilico hanno mietuto l’avena: è segno che si apprestano ad appiccare gli incendi annuali. Capofilico è sempre stata la mia riserva di caccia per fotografie di piante spontanee in un ambiente antropizzato.
La bellezza della flora calabra mediterranea è matura come un frutto da cogliere. Oltre queste poche settimane che ci separano dal caldo intenso, avremo campi secchi, luce accecante, foglie accartocciate dall’arsura. Ci può venire in consolazione qualche brano di Montale : in pozzanghere mezzo seccate agguantano i fanciulli qualche sparuta anguilla.Le viuzze che seguono i ciglioni immettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
La primavera si trasforma velocemente in estate, e l’estate matura improvvisamente, diventando una serie di giorni invivibili per il caldo e l’afa.

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…ma sarà ‘La Reine Victoria’?(no, non lo è)

Qualche giorno fa sono andata a Gerace per la Fiera del Libro, e con l’occasione mi sono portata dietro la fotocamera. Per una maggiore comodità avevo montato l’obiettivo corto, perchè volevo fotografare edifici e panorami. Ma non vi dico: quando ho visto questa bellissima rosa affacciarsi dalla balaustra delicatamente come una Giulietta innamorata, mi sono auto-lanciata qualche maledizione.
E’ il massimo ingrandimento che sono riuscita ad ottenere con il 18-55. A me sembra una Bourbon, sarà ‘La Reine Victoria’?
Tra di voi c’è sicuramente chi mi può aiutare.
Confesso di esserne rimasta affascinata.

Orti e giardini condivisi in libreria

Ricevo e pubblico:

Vi segnalo che da oggi sarà in libreria Come fare un orto o un giardino condiviso, una guida con consigli e informazioni per trasformare in giardino un terreno incolto e gestire insieme uno spazio aperto in cui coltivare,
incontrarsi e giocare, per i tipi di Terre di mezzo Editore.
-In libreria dal 7 maggio, Collana: I piccoli

COME FARE UN ORTO O UN GIARDINO CONDIVISO
S. Cioli, L. D’Eusebio, A. Mangoni 48 pagine – 3 euro
Scheda del libro

Vuoi più aree verdi nella tua città o nel tuo paese? Desideri avere a disposizione un luogo all’aperto dove ci si possa incontrare, ma anche dove sia possibile coltivare frutta e verdura?

Se i parchetti di quartiere non bastano, *questo manuale ti insegna a trasformare un terreno incolto in un giardino incantato*. Insegna, infatti, come realizzare, con i propri vicini, uno spazio che renda protagonisti i suoi promotori: come scegliere l’area abbandonata da recuperare, quali caratteristiche deve avere, a chi chiedere i permessi, come organizzarsi
affinché il giardino o l’orto siano sostenibili nel tempo.

A differenza dei giardini pubblici tradizionali, si decide insieme quali attività fare, come disporre le piante, cosa coltivare, quali attrezzature sportive e giochi per i bambini installare. Tutto il gruppo curerà poi l’orto o
il giardino che nasce, facendolo diventare il seme di un nuovo modo di vivere, più verde e più partecipato.

Gli autori, tre architetti urbani specializzati nella progettazione partecipata di spazi pubblici, promuovono la creazione di orti e giardini condivisi con il gruppo Zappata Romana.

Per info:
Elena Acerbi
Responsabile Ufficio Stampa
Terre di mezzo Editore
345/9011715
ufficiostampa@terre.it
Via Calatafimi 10, 20122 Milano
tel. 0289409670 – fax. 0283390251
http://www.terre.it

Comunicato stampa in pdf CS_Orto-giardino_condiviso

Devo postillare questo post perchè uno dei nomi degli Autori, Andrea Mangoni, mi ha tratto in inganno. Non si tratta, come credevo di Andrea Mangoni l’amico degli animali, ma di uno specialista dell’architettura del paesaggio (credo).
Chiedo dunque scusa ad entrambi gli Andrea Mangoni coinvolti, ai lettori, all’editore e a tutti gli interessati

La “esse” della bellezza

Di norma i lettori cosiddetti “forti” (come dire un bevitore forte, un fumatore forte, insomma, uno che ha proprio il vizio compulsivo) leggono più libri contemporaneamente. Il che non so se è un bene o no.
In uno dei libri che in questo momento ho per le mani, Nero. Storia di un colore, di Michel Pastoureau (con cui ho avuto occasione di confrontarmi sull’uso sociale del colore in giardino), ti vengo a scoprire una cosetta interessante.
Per spiegare come , a partire dal XIII secolo, il nero perde la sua connotazione di lutto e paganesimo, ma inizia a diventare un colore elegante, cristiano e anche alla moda, Pastoureau porta ad esempio il Santo Maurizio, il Prete Gianni, il Magio Baldassarre, e la Regina di Saba.
Eccola qui, la Regina etiope in una miniatura del manoscritto del Bellifortis di Konrad Kyeser, inizio XV secolo.
Se vi stupisce il volto nero, non è perché l’ho scansionata male, è proprio nera come il carbone.

La regina di saba. Gottinga, Niedersachsische Staats- und Universitatsbibliothek. Cod. Ms. Philos. 63 fol. 122

A colpirmi, oltre al nero pesante del viso, i toni del giallo del verde e dell’azzurro mescolati per dare un cromatismo ad un abito verde, è stato il movimento sinuoso del corpo.
Probabilmente un ricordo stilistico delle miniature, in cui tutte le madonne, le sante, le regine e le eve varie, erano curve come un ramoscello di salice e sembravano incinte o con un grave attacco di flatulenza e borborigmi.

La Filosofia presenta le sette arti liberali a Boezio (dettaglio), miniatura di un manoscritto francese della Consolazione della Filosofia attribuito al Maestro Coëtivy , circa 1460–70

Ma per fare un gran balzo in avanti nei secoli, di questa “esse” della bellezza in effetti non ci siamo mai liberati, e ciò non riguarda solo la moda, analizzata qui in maniera preferenziale, ma tutte le arti, giardino compreso.

Nel 1752 William Hogarth pubblicò un testo intitolato L’analisi della bellezza, in cui proponeva una soluzione semplice quanto apparentemente banale, ad un problema che da millenni faceva discutere artisti e filosofi.
Secondo Hogarth, la bellezza è nella giusta curva. Una curva che non sia nè troppo arzigogolata, nè troppo rigida.
Proponeva ai suoi lettori di scegliere il corsetto più bello:

Hogarth confida che la maggior parte dei lettori sceglierà uno dei tre corsetti al centro della serie.
Secondo Hogarth, la bellezza è qualcosa che sta a “metà tra la noia e la fatica”.

La rappresentazione che Hogarth ne fece è questa:

In effetti la serpentina veniva dal lontano oriente, dalla Cina, per essere precisi, proprio nel periodo in cui Hogarth scrisse il suo trattato, in coincidenza con i viaggi in Cina di Sir William Chambers.
La serpentina, la curva, lo schema a quadri, tipici dei giardini cinesi, si sposano benissimo con l’ordine nuovo dell’Inghilterra, che tagliò la testa di un paio di re molto prima dei francesi, e fece la sua rivoluzione borghese cento anni prima. Dal 1660, re, regine, lord e squire, avevano gli stessi giardini, gli stessi hobby, gli stessi vestiti, e molte volte, lo stesso potete in parlamento.

Che affare! Sembra che non esista un carattere realmente europeo di giardino: viene tutto dall’Oriente, vicino o lontano che sia.

Una delle prime manifestazioni della diffusione che ebbe la serpentina furono i giardini francesi e i labirinti a curva.

Altri giardini furono “convertiti alla curva”. Ne nasce uno stile incerto, non particolarmente apprezzato nè per i risultati estetici, nè per le capacità seduttive; fu chiamato in molti modi, ma spesso “francese pre-rivoluzionario”.

Labirinto curvo di Choisy-Le-Roy

la “esse” è sempre stata un simbolo di bellezza femminile, di grazia, e le crinoline e i sellini usati ne accentuavano le curve.

Joshua Reynolds, Miss Ingram
Mrs Hugh Bonfoy


Thomas Gainsborough, Lady Ligonier
Thomas Gainborough, Mr e Mrs William Hallett

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni di questi quadri rappresentano forse l’apice della bellezza dell’abito nella moda femminile anglosassone, una bellezza che poi venne corrotta dalla moda francese delle enormi crinoline e in seguito dei sellini. Ma dopo questa mega-sfilata di ladies in tiro, beccatevi questo! ( e scusate se la disposizione delle immagini nella pagina è così strana, ma io non so farla ordinata come molti miei colleghi bravi con l’html…

Un quadro che ha molti significati politici nascosti, guardate voi, proprio nei colori. Michel ne sarebbe entusiasta!

Che forza! Siamo a due anni dall’unità d’italia, in Inghilterra era in pieno fermento il Preraffaelitismo, e lui ti spara un quadro che sembra dipinto un secolo prima e che descrive un ambiente medievale! Fantastica la esse di lei, altro che Rossella e Retth Butler!

E ancora la “esse” non perde il suo fascino da sirena nelle incisioni dei Secessionisti viennesi e dell’Art Nouveau (in Germania con lo Jugendstjil si preferivano forme più lineari).
Un esempio per tutti è Mucha, Profeta del Kitsch.

pare che si vergognava di fare pubblicità?

La “esse” non scomparve neanche con il diminuire dell’ampiezza delle crinoline, anzi, possiamo dire che fu proprio il sellino, un attrezzo scomodissimo da portare, ad accentuarla.

Se volete dare un’occhiata ai quadri degli impressionisti, ne troverete migliaia di queste “esse”.

Ma il momento magico, autocosciente della “esse” nell’abbigliamento fu a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento.



ma chi incarnò la bellezza del vitino da vespa, dei seni e dei fianchi prosperosi, e della capigliatura raccolta in alto a boule, come un fiore Liberty, fu Camille Clifford


Nel Novecento i seni andavano di moda meno pieni e i capelli più sottili e aderenti alla testa. ma non si rinunciava alla “esse”. E se questa non doveva essere data dai fianchi, che per motivi socio-culturali le donne non gradivano mettere in mostra, allora c’era sempre la gamba.

Ancora oggi, modernizzata, decontestualizzata, privata della sua storia, la vediamo comparire su cataloghi per tutte le taglie (idealmente rappresentate da una platonica 42) e tutte(?) le tasche, sulle passerelle, negli stock di foto delle più importanti agenzie fotografiche italiane. Cambia l’abbigliamento, invece dello chignon chi sono i rasta, e al posto di una gonna di velluto ci sono i jeans…ma poco cambia.
Signor Hogarth, lei che ne pensa?

I bei tempi andati…

Fotolia, finto elegante da copertina

Supergambe, modernissimo e allegro

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“Gerace Libro Aperto” si ripeterà l’anno prossimo

Ricevo e pubblico,opportunamente ridotto:

Gerace Libro Aperto si ripeterà anche l’anno prossimo!”

Ecco l’annuncio pronunciato all’unisono dagli organizzatori ieri sera in chiusura dell’evento che da sabato 28 aprile a martedì ha sprigionato una ventata di cultura che – sotto forma di libri, musica e arte – si è propagata per le vie del millenario borgo collinare.

Giuseppe Varacalli, primo cittadino di Gerace, è stato anche il primo a prendere la parola: dopo aver ringraziato quanti si sono spesi in prima persona per la riuscita dell’iniziativa, gli editori e gli operatori comunali, ha voluto sottolineare i tanti attestati di stima ricevuti da più parti per l’organizzazione di Gerace Libro Aperto:
“In molti, prima dell’evento, si erano complimentati per l’idea alla base di questa manifestazione, ossia quella di offrire ai geracesi e non solo un’opportunità di conoscenza e di arricchimento culturale con una nuova formula che prevedesse la riapertura di alcune botteghe artigiane ormai in disuso da adibire a librerie. Siamo ben consci del fatto che alcuni aspetti organizzativi dovranno essere migliorati, ma siamo ancor più sicuri di aver lavorato bene e con profitto sotto tutti i punti di vista. Per questi motivi diamo sin da ora appuntamento alla seconda edizione di Gerace Libro Aperto

L’offerta culturale promossa dall’Amministrazione comunale geracese non si fermerà alla prossima edizione di Gerace Libro Aperto, ma vedrà il Premio Letterario “Città di Gerace”, quale prossimo passo nella direzione tracciata dall’evento appena conclusosi. Il premio sarà articolato nella tradizionali sezioni di narrativa e saggistica, la prima riservata ai minori di 35 anni.

Le opere in concorso dovranno pervenire entro il 30 giugno 2012, mentre la fase finale è in programma nel mese di ottobre.

L’appuntamento con Gerace Libro Aperto è dunque fissato per l’anno prossimo, sicuri che fino ad allora la cultura continuerà ad occupare un posto di primo piano nella vita amministrativa e sociale geracese.

Per info: arrangiatevi perchè sul sito non c’è neanche il numero del centralino.

Vendesi

Vendo:
-tutti i volumi della “Cultura Italiana “Utet, eccettuato quello sul paesaggio, euro 150 ciascuno, spese di spedizione (raccomandata) a mio carico. Nuovi senza sovracoperta in plastica.
-Il volume “il paesaggio” Jaca Book, come nuovo, prezzo di copertina spese di spedizione a mio carico (raccomandata).
– Collezione “Verdissimo”, euro 250, nuova o come tale. Spese di spedizione a mio carico.

-Porcellane epoca decò, foto su richiesta, prezzo da definire oggetto per oggetto, imballaggio e spedizione (assicurata) a mio
carico.

-camera da letto, anche in pezzi separati epoca decò legno noce con ripiani marmo rosa, specchi perfetti, intarsi in stile Liberty composta di : 2 comodini, una specchiera con cassetti, un armadio con specchi, una cassettiera, testiera, pediera e traverse per letto. Si forniscono informazioni dettagliate e foto particolareggiate a chi interessato.

Massima serietà dall’acquirente e dal venditore

Mail di contatto gogolis@alice.it

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