Privo di glucosio e di pubblicità

Oggi ho seguito una serie di link che mi ha condotta a sito di un settimanale nazionale, di cui non faccio il nome: L’Espresso.

Sono rimasta impigliata in una serie di finestre e di banner pubblicitari a catena. Mi è ritornato in mente quanto ha scritto un giovane blogger quasi pentito perchè non voleva essere accomunato a tutti i blogger che cercano di infilarsi nelle clasisfiche per avere banner pubblicitari a pagamento, che inseriscono il bottone “donazioni” e cercano di scucire qualche spicciolo a Google con gli adsense.

A parte il bottone donazioni (che non ci sarebbe se i soldi mi uscissero dalle orecchie o qualche altro meno nobile orifizio), questo blog non fa pubblicità.
Purtroppo non posso permettermi la quota annuale che Worpress chiede per rimuovere gli “ads” (delle piccole pubblicità che possono comparire visitando il sito, e in effetti sono molto discrete) ma spero di poterlo fare in un prossimo futuro.

Così mi viene da pensare: io ho il bottone donazioni e lascio libere le persone di donare o meno, ma il sito dell’Espresso no. Eppure io di soldi io non ne ho e loro sì. Potrebbero anche astenersi da pubblicità così invasive e ridondanti. E poi saremmo colpevoli noi coglioni che ci apriamo i blog? E allora l’Espresso dove lo collochiamo? In qualche giorone dantesco?

Oltre alla pubblicità, ai banner, ai timbrini “bio”, a questo sito manca anche il glucosio: lo zucchero.

Non sono una persona dolce, soprattutto non sono una giardiniera dolce e poetica. Infatti non cucino frittatine coi fiori e non faccio cupcakes. E qui voglio smentire un’idea che forse qualcuno si è fatto di me. Io so cucinare, e molto bene anche. Non avrei troppe difficoltà a fare frittatine, plum cakes, clafoutis e pancakes e poi fotografarli e metterli su Flickr. So fare dei dolcetti danesi su cui lascereste l’anima, e un dolce intrecciato con crema al limone da lasciare sbalorditi. Conosco tutti gli ammenicoli essenziali dei muffin, e so farli anche senza latte e senza uova (si può). C’è un budino al cioccolato, che va cotto a bagno maria che lascia di stucco i miei ospiti, e un dolce al vapore con ripieno di prugne che si deve cuocere per ore avvolto in uno strofinaccio di lino, che quando lo svolgo e lo scopro, i commensali rimangono tosti come degli stoccafissi.

Ma non me ne frega niente.
Niente zuccheri aggiunti, qui. Solo il sapore amaro della verità.

E nonostante questo, senza spinte, “tiri” da testate giornalistiche nazionali, senza pubblicità e senza zucchero, questo blog si posiziona in seconda pagina su Google alla ricerca “giardinaggio”. Un bel risultato, visto che nella prima ci sono praticamente tutti i mostri sacri dei forum italiani di giardaggio o roba fortemente pompata da pubblicità.

5 pensieri su “Privo di glucosio e di pubblicità

  1. Ritrovo casualmente questo vecchio articolo e aggiungo: nonostante il perenne deficit finanziario, ho eliminato da tempo il bottone donazioni (che ho mantenuto solo per pochi mesi) e sono riuscita a comprare la quota annuale per l’eliminazione della pubblicità wordpress.

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