Alberto Forni: pop postmoderno

Non ricordo come sia approdata al blog Fascetta Nera ma ricordo di esserne rimasta subito entusiasta per lo sprezzante spirito critico nei confronti dell’editoria, sia quella più smaccatamente mercantile e commerciale, sia quella con pretese di eleganza e prestigio.
E’ uno dei blog che non manco mai di seguire e come me una folta schiera di appassionati, a cui presto s’è unita una compagine di editori, uffici stampa, scrittori, agenzie. Essere “fascettati” da Alberto per molti editori è una garanzia di un certo successo.

Alberto Forni è una celebrità tra i blogger e qualcuno ricorderà che anche Giardinaggio Irregolare gli ha dedicato una categoria del Prestigioso Premio Amore al Risciacquo. Recentemente ha pubblicato/ripubblicato degli e-book, alcuni inediti, altri riproposti dopo l’uscita fuori catalogo, ma ancora richiesti dai fan.
Attualmente sono tutti disponibili su Amazon in formato kindle, ma io ne ho avuti tre direttamente da Alberto in formato epub, compatibile con il mio Kobo ereader.
In questo post sono raccontati brevemente gli e-book di Alberto, che ha scritto anche un manuale alla autopubblicazione digitale.

Io ho letto: Avanti veloce.Cronache di un mondo pop, All’età di 57 anni si è scoperto “poeta”, Seguirà buffet.
Che impressione ne ho tratto? Uhm. Fare una critica adeguata a questi scritti non è facile. Non è il mio genere di letteratura, questa è l’ impressione di cui sono sicura. L’arguzia tagliente, a volte cervellotica, del blog si spegne nei libri, diventando uno stilismo un po’ manierato, a tratti ovvio e noioso. Lo si percepisce nell’opera più personale, Avanti veloce, a cui faccio fatica a trovare altri meriti che la scorrevolezza e l’aver dipinto, forse inconsapevolmente, la giovinezza del tipico ragazzo milanese di buona famiglia e di buona cultura, un po’ rockettaro e un po’ fighettino, alla ricerca di legami stabili, pur essendo egli stesso incapace di offrire altro che volatilità sentimentale. Con qualche caduta nel luogo comune narrativo e culturale, il libro non convince pienamente, troppo viziato da una visione parziale del mondo. Ho spesso riscontrato che nelle grandi città i luoghi comuni sono più forti, mentre nelle province il desiderio di confronto (e di fuga), apre orizzonti più vasti. Il libro è una sorta di viaggio, ma un viaggio da fermi. Sembra infatti che il protagonista si senta “arrivato” e che siano gli altri a doverlo raggiungere, specie sentimentalmente. Le donne sono dipinte come creature inconoscibili, mosse da propri astrolabi interni, o delle oche senza rimedio.
Eppure il primo brano di quest’antologia di racconti è assolutamente perfetto. Surreale, eterodosso, atipico, originale. Poi il tutto è un ripetersi ben incollato dalla ottima scrittura di Alberto.

Decisamente altro discorso per quanto riguarda All’età di 57 anni si è scoperto “poeta” e Seguirà buffet.
Il primo volume è una raccolta di quelle brevissime biografie che le case editrici sono solite inserire sulle bandelle o in quarta di copertina. Una veloce “bio” che l’autore in genere scrive da sè, sottolineando ciò che gli preme venga a conoscenza del lettore. Alberto Forni ne ha raccolte numerose, dando vita ad un’opera a più voci, postmoderna, nel senso estetico del termine.
Alle volte, specie con autori giovani, non c’è proprio nulla da dire, il che è quantomai triste, perchè se con la tua vita, le tue sofferenze, le tue speranze, i tuoi atti di coraggio, le tue bugie, e tutto quello che hai fatto, non ci riempi neanche 200 battute, che significato avrà mai la vita? E soprattutto, che significato ha la mia vita per le case editrici?
Zero.
Alle case editrici importa se sei stato direttore di questo o quel giornale, quali premi hai vinto, quante copie hai venduto. Questo ci va nella “bio”. Non il carico di speranza che quel libro porta con sè. E’ una libbra di carne, come il curriculum in formato europeo, la sinossi del tuo romanzo (affanculo la sinossi, affanculo il parere editoriale, affanculo gli editor). Sei in vendita, la tua vita in 200 battute in vendita su uno scaffale di una libreria.
Ecco perchè -credo- gli ultimi due volumi siano collegati tra loro, e siano complementari, da leggere insieme. In All’età di 57 anni si è scoperto “poeta” leggiamo una gran quantità di vite chiuse nelle “bio”, speranze che andranno al macero, mediocre creatività (cit. Violis), inconsapevolezza culturale, sciatteria, ignoranza, rozzezza, ma anche rassegnazione, sterile ostinazione, egomania.
Ad ognuno di questi autori sgarrupati le case editrici o le tipografie prestano il fianco dietro pagamento. Purché si paghi si stampa tutto.
Per chi ha avuto a che fare con le case editrici, l’amarezza e lo sconforto sono i sentimenti dominanti.
All’età di 57 anni si è scoperto “poeta” descrive non solo la grettezza delle case editrici, ma anche la povertà culturale italiana.
Nell’altro volume, Seguirà buffet, il discorso viene ulteriormente approfondito, e questo è il libro che -tra quelli che ho letto- ho apprezzato maggiormente. Attraverso gli occhi e le voci di alcuni autori sgarrupati, una poetessa coi tacchi alti e due cognomi, uno scultore-saldatore noto come “lo Sciamano Elettrico” , un giovane poeta, un pittore ex-emigrato dal cuore un po’ debole, nonchè vario contorno di approfittatori in multicolore assortimento, veniamo risucchiati da un vortice di nefandezze e truffe culturali, delle vere e proprie frodi ai danni di ingenui “autori esordienti” (sgarrupati), così abilmente intessute ed orchestrate che l’ingenuità non è un’aggravante: anche una persona ben accorta vi sarebbe caduta o sarebbe stata costretta ad ottemperare.
In verità ciò che ho pensato è che Alberto li ha “pittati” proprio bene, punti nel loro debole, toccati nelle carni. L’editoria è un sistema ben oliato, senza cuore, senza cervello, e l’unica parte di carne debole risiede dove si mette portafogli. In questo sistema l’autore non è solo succube dell’editore, ma ne diventa tragicamente complice, ne diventa il soylent green, l’alimento.
Il buffet del titolo è quello che l’autore paga a proprie spese come esca per il pubblico. In realtà quello che si offre è la propria vita tagliata a tocchetti e servita come antipasto. L’autore si vende, si prostituisce culturalmente senza pudore nè vergogna, anzi, con un senso di onnipotenza, in modo competitivo con gli altri autori, e un desiderio di rivalsa nei confronti della vita.
La copertina (l’elemento meno considerato di un e-book) è esemplare: raffigura un carciofo tagliato a metà, il cuore del carciofo, cioè il cuore dell’autore (che è ahilui un carciofo) che presto finirà in tavola col salamoriglio.

In questo senso si può davvero dire che almeno per quello che riguarda la scrittura, l’e-book è stata una liberazione epocale. In molti dicono che il livello è basso: è vero, ma date tempo a questa forma di pubblicazione, la qualità verrà.

Un pensiero su “Alberto Forni: pop postmoderno

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