15 pensieri su “STOP VIVISECTION! Firmate online

  1. Non esiste più da anni la vivisezione: è un termine usato con voluta ipocrisia e malizia da chi si trucca con cosmetici o si cura con farmaci che sono stati sperimentati su animali prima di essere provati sull’uomo.

    Se hanno tanto a cura la salute dei loro amati animali, che si offrano volontari per le sperimentazioni: i malati di cancro, di Alzheimer, di Parkinson, di SLA, o anche “solo” di influenza li ricorderanno volentieri nelle loro preghiere, e anche il papa avrà qualcuno da beatificare senza dover raschiare il fondo del barile.

    • Come da anni non esiste più la vivisezione? ma forse in Italia, all’estero sì. E allora perchè se ne parla in tale quantità? Il famoso caso del canile di Green Hill, allora?
      Sono sbalordita da tale affermazione, conosco perone agguerritissime che ne parlano avendo visto stabulari ecc. Una mia collega entrò in un laboratorio di vivisezione per un articolo, non più tardi del 2009. eppure se me lo stai dicendo tu ti credo senza batter ciglio perchè so che non sei persona da esprimerti su tali argomenti senza dati di fatto. Come può esistere un tale paradosso? (serie di faccine a bocca aperta)

      • Lo stabulario di Green Hill o di qualunque altra azienda che alleva animali per la sperimentazione non è e non può essere la villa in campagna dove 101 Dalmata scorazzano festosi in piena libertà (e chissà perché non si vedono le decine di giardinieri e “stallieri” necessarie a mantenere cani e giardino in sì splendide condizioni per più di due decimi di secondo…): sotto questo punto di vista non sono diverse dalle migliaia di allevamenti e stalle che ci riforniscono di latte, carne, uova e derivati vari, e la cui esistenza permette ad una schiera di vegani coglioni di sentirsi superiori agli altri in quanto loro non sfruttano gli animali (li vorrei vedere a competere per il cibo in una società completamente vegetariana… i pochi rimasti si butterebbero a pesce anche sui ratti di fogna, pur di mangiare).

        In compenso, le condizioni in cui venivano allevate erano spesso molto migliori di quelle che hanno goduto in “libertà” (ma ricordiamoci che è stato un furto con scasso): cani abbandonati per strada dalle famiglie adottive (si chiama ricettazione, per inciso) o restituiti dopo qualche settimana di penosa convivenza (i Beagle sono tra i cani più difficili da controllare, ma a tutti fa voglia uno Snoopy gratis…), e molti sono finiti in canili-lager in condizioni abominevoli, e questi canili erano di proprietà di… dirigenti del movimento animalista autore del loro furto.

        Linguaggio a parte, dai un’occhiata qua: http://www.pallequadre.com/2012/07/contro-green-hill-maltrattava-cani.html

        In confronto, lo stabulario di GH era un paradiso: http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/09/greenhill01.jpg

        En passant, ricordo varie foto di animaliste (i maschi sono in genere meno truccati, quindi più difficili da individuare, ma non sono da meno) che protestavano contro GH, truccate di tutto punto e con capelli di colori improbabili: al 90%, cosmetici sperimentati su animali per garantire la loro innocuità verso l’uomo (per tacer di tinte, tessuti e materiali vari indossati dalle medesime). Un fulgido esempio di coerenza.

        Per concludere, un po’ di letture razionali in contraltare con gli isterismi animalisti:

        http://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/

        In particolare:
        http://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/2012/02/14/le-faq-della-sperimentazione-animale/

        • jake, mi stai mettendo link di video dove si vedono torture? no, perchè io quelli poi ci faccio gli incubi notti e notti.
          Quindi dici che se c’è la vivisezione è solo per testare cosmetici? Per i medicinali non si fa? Per la ricerca medica o biochimica, non si fa?

  2. No, nessun video o immagine cruenta.

    Il termine “vivisezione” poi è improprio e usato solo dagli animalisti con connotazione negativa ed emotiva (la loro unica, vera motivazione, perché di razionale non c’è nulla nelle loro argomentazioni).

    La sperimentazione sugli animali (e sui batteri, e sui vermi, e sugli insetti… ma questi fanno schifo a tutti e allora non se ne parla) non avviene solo per i cosmetici, ovviamente, ma per tutti quei prodotti per cui *prima* di provare sugli uomini è necessario raccogliere molte più informazioni che non è possibile ottenere da test “in vitro” o simulazioni al computer (due metodi alternativi molto propugnati dagli animalisti, e due metodi molto usati ma con enormi limiti: leggi le FAQ di cui sopra).

    Al momento, l’unico mezzo è usare degli animali, che per garantire risultati scientificamente validi devono avere caratteristiche genetiche e di allevamento il più possibile uniformi e controllate, da cui l’aspetto inquietante degli stabulari dal punto di vista di un umano, ma non è che la cosa *diverta sadicamente* gli sperimentatori come vogliono far credere certe persone: è un passo necessario per verificare nocività o efficacia di un farmaco prima di provarlo sugli uomini (a meno di essere il Vannoni di turno che sfrutta la disperazione della gente per fare i suoi test, peraltro ormai completamente sbugiardati e palesemente inefficaci).

    Purtroppo si fa presto a buttare là uno slogan tipo “ammazziamo i vivisettori!” e fregarsene delle conseguenze, mentre ci vuole tempo e mente fredda per ricostruire quello che loro hanno distrutto (v. incursione a Milano, con distruzione di anni di ricerche su malattie come SLA, Alzheimer, Parkinson, per cui non pagherà nessuno, per timor di perdere voti…).

  3. Lidia, Jake ha espresso quel che penso in modo molto più ragionevole e pacato di quanto avrei mai potuto fare io, che m’infurio come un puma sull’argomento.
    Quella gente disneyana che si sta a commuovere sui ‘poveri animali innocenti’ e poi magari si tiene un Huski (cane che ha bisogno di ampi spazi e di un clima freddo) in un miniappartamento in città con climi ‘calienti’ semplicemente non ragiona, non usa la testa per pensare ma solo per dar lavoro ai parrucchieri.
    Ehm, ecco che comincio ad arrabbiarmi, e invece devo scappare ché stamattina ho millemila cose da fare ed è tarditarditardi (disse la BiancApe…).
    Concludo con il commento di una mia amica sull’argomento, è brutale ma profondamente vero: “Aspetta solo che a tuo figlio venga il cancro e poi vediamo cosa pensi della sperimentazione dei farmaci sugli animali”.
    Un abbraccione dall’Aperentoria ;o)

    • Mi state preoccupando. Ma…ma..io mi lavo, mi lavo i capelli, le mani, un sacco di volte, mi lavo anche le zone intime, le ascelle. uso la pomata per le emorroidi, e tutte le medicine veterinarie? cazzo, ma lavandomi “autorizzo” questa sperimentazione. MIO DIO NO!
      Allora è sbagliata la legge, dobbiamo lavarci solo col sapone di olio, insomma, mi fare venire le paranoi ecologiste!

      • No, a farti venire le paranoie sono dei farabutti che ti sparano in faccia foto orripilanti (spesso false, come quelle tratte da un vecchio film di fantascienza, o raffiguranti ben altre situazioni) per farti spegnere il cervello e reagire emotivamente per portarti dalla loro parte. Ma sono loro i veri malati, sadici e squilibrati, disposti a sacrificare i loro simili a malattie terribili (ma mai loro stessi, sia ben chiaro! Loro hanno una missione da compiere: altrimenti chi resterebbe a gridare “Armiamoci e partite!!!11!1!!”) per soddisfare le loro priorità sballate.

        Non piace nemmeno a me l’idea di sacrificare degli animali, ma se non si offrono volontari umani (possibilmente gli stessi che si preoccupano per loro: due picc… animalisti con una fava), o si accetta di morire per una “banale” varicella, un’influenza non curata che si trasforma in polmonite, o di lebbra, o di vaiolo, o per un mancato trapianto (o pensi che i chirughi facciano pratica sui pazienti che si sono rivolti a loro per farsi *salvare*?)… oppure si calcola razionalmente un rapporto costi/benefici e si decide cosa fare, con i mezzi che in un dato momento abbiamo a disposizione (e che, pian piano, porteranno ad dover usare sempre meno la sperimentazione animale, anche senon credo sarà mai possibile farne del tutto a meno, salvo grossi sviluppi nel campo della coltura di organi e tessuti).

        Lascia perdere gli ecologisti da salotto, quelli che pontificano di “kilometri zero” con l’aria condizionata a manetta e il SUV in garage, i fanatici ignoranti che odiano tutti e tutto (a cominciare da te) perché devono pur dare la colpa a qualcun altro del loro fallimento come esseri umani: i veri ecologisti sono quelli che si sono rimboccati le maniche per capire il mondo in cui vivono, le sue leggi e regole, e scoprire modi per vivere meglio senza distruggere quel che abbiamo intorno.

  4. Che vergogna! Come si può dire che i cani di Green Hill facessero vita migliore nel canile, rispetto a quella condotta con gli adottanti?
    la vita condotta a Green Hill era la MORTE!
    Ma che razza di persone siete per scagliarvi con questi giudizi negativi su chi fa volontariato o è vegano? Io amo gli animali, non ho mai potuto fare volontariato per motivi di lavoro, ho spesso fatto piccole donazioni per quel che potevo, suddividendole il più possibile tra le diverse associazioni. Non sono vegetariano nè vegano, ma il disprezzo che si legge nei confronti di questa frangia di popolazione è disgustoso. Non credo di essere una persona disinformata, ma qualcuno qui si ricorda che l’Italia non ha approvato la legge europea 2010/63 sulla vivisezione? Come si fa a negare in maniera così recisa così assoluta, e così priva di ogni fonte realmente attendibile che queste mostruosità si perpetrino ovunque, in Italia, come nel mondo? Io ho firmato la petizione, e sono disgustato da questi commenti che mi sembrano quelli di due Mengele orgogliosi del loro lavoro.

  5. Pochi sanno che tutti i moderni prodotti chimici, farmaci, cosmetici, pesticidi, additivi, prodotti per l’igiene della casa, devono essere per legge testati sugli animali prima di essere commercializzati.
    Questi ultimi vengono forzati ad ingerire o a respirare una sostanza o a resistere alla sua applicazione negli occhi o sulla pelle nuda, cosicché i ricercatori ne possano analizzare le bruciature, le infezioni e gli avvelenamenti che essa provoca.
    Pochi sanno dell’enorme uso di animali in studi di ogni genere, dalle ricerche farmacologiche, in cui si inducono artificialmente malattie tipiche degli esseri umani sugli animali per poi studiarle; alle ricerche fisiologiche in cui si utilizzano i loro corpi per conoscerne i segreti; passando per un’infinità di sperimentazioni, nel campo della psicologia, della medicina veterinaria o delle industrie che operano in campo bellico.

    Intossicati da ciò che in futuro troveremo sullo scaffale del supermercato, sottoposti volutamente a traumi fisici e psicologici o a operazioni chirurgiche con la speranza di trovare qualche cura estendibile poi agli umani; oppure costretti a digiuno, decerebrati, ustionati, mutilati, colpiti da scariche elettriche o a qualsiasi altro tipo di tormento possa essere considerato utile o perlomeno sul quale valga la pena cimentarsi in una qualche ricerca. Così soffrono e muoiono nel silenzio e nell’indifferenza più generale circa un milione di animali ogni anno in Italia, quasi tremila ogni giorno, imprigionati nei 600 laboratori che sono autorizzati a detenere animali per la ricerca scientifica, siano essi istituti privati o pubblici, industrie o università .
    Le cifre globali sono spaventose: nel mondo un numero compreso tra i 300 e i 400 milioni di animali ogni anno subisce esperimenti di ogni tipo.
    http://www.fermaregreenhill.net/wp/la-vivisezione

  6. ma non starete a sentire questi due? Lasciateli cuocere nel loro brodo. Da buoni ricercatori scientifici tirano l’acqua al loro mulino. Lascieteli al loro logoro fraseggio.

  7. Ecco, Lidia: hai visto? Argomentazioni zero, odio tanto. Visto che ci conosci bene, sai che mestiere facciamo (gli animalisti sono convinti che tutti quelli che non la pensino come loro e lo scrivono siano gente con le mani lorde di sangue animale) e puoi pesare le nostre affermazioni: non altrettanto chi capita sul tuo blog e finisce per associarti con certa gente.

    Se vuoi un consiglio da amico, togli questo post.

    • mah, quando ho aperto il blog l’ho fatto con intenzioni differenti da quelle di Cdg, quindi anche la straparlantina me la tengo. In fondo nelle mie regole di condotta (uh, guarda: la chiamano “policy”) c’è quella di accettare tutto quello che arriva, con la possibilità di menare calci nel didietro. Mi ritengo responsabile di ogni cosa scritta sul blog, quindi di ogni commento, anche quelli che non condivido o che non mi piacciono, o quelli che mi insultano, me li tengo e basta.

  8. E voglio aggiungere. Ciò che mi lascia in uno stato di sconvolgimento è la vostra freddezza, l’algidità adamantina di chi magari ha in cane o un gatto in casa e spende tanti soldi per il veterinario, ma non batte ciglio quando altri cani, altri gatti, topi, uccelli ecc. vengono usati a scopo di ricerca medica.
    Lo Stato Italiano non permette che la ricerca medica, se non è stata sperimentata prima sugli animali, sia testata su umani, altrimenti penso che molti di coloro verso i quali lanciate parole così infocate di disprezzo, si offrirebbero volontarie per i test.
    E’ la mancanza di sensibilità, di tatto, nel trattare un argomento di tale impatto emotivo, che vi dichiara per quel che siete: non siete due persone razionali, due persone che affrontano i drammi davanti a cui la vita ci pone con la serenità del forte. Non siete due persone che hanno il coraggio di ammettere che usano un farmaco o un sapone e che sanno, sono consapevoli che quel prodotto è stato spalmato sulla pelle rasata di un topo.
    Voi credete di esserlo. Ma siete solo due menefreghisti, due indifferenti, due apatici.
    Indipendentemente dalle ragioni e dai torti, dalle parti in causa. E’ il MODO in cui avete scritto, che dipinge un triste quadro delle vostre idee.

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