Il quix di Taro (sottotitolo: quix di libri)

Taro ha lasciato un commento davanti al quale ho detto solo “grazie, allora il mio lavoro non è inutile”.
E davvero mille, mille grazie.

Ci ha posto, in coda al suo commento a un articolo che ho ribbloggato (Donne da celebrare), un bel quiz letterario, che non vorrei fosse perso dall’utente di passaggio.

Adesso sto leggendo un libro tedesco dove delle pecore investigano un assassinato.
Un libro dove un gatto giapponese racconta il mondo in cui vive.
Un libro francese dove un bambino prestigiatore vuole ammazzare il padre.
Un altro francese, un misogino… ma è una pantomima.
Un viaggio attraverso gli States a bordo di un rottame vagante e con un protagonista che le nuove generazioni considerebbero una creazione della Nintendo.
Per finire una storia in un B&B irlandese di cui non parlerò mai con nessuno per la vergogna.
Insomma, non so se si è capito, ma ho lanciato una piccola libreria nello stagno del “Giardinaggio Irregolare” e vi sfido a trovare titoli e autori. Sono 6 autori e 6 titoli + un omaggio. Ho dato un sacco di piste. Non rivelerò mai i titoli che non indovinerete. Solo faró un cenno di approvazione e ogni tanto dirò di no con la testa e gli occhi chiusi come Homer quando va a concerto di musica rock.

Un sacco di indizi? Be’, che si aprano le danze!

È possibile rispondere sia qui che di seguito alla risposta di Taro.
Se poi la cosa funziona, potremmo pensare di aprire una rubrica fissa.

14 pensieri su “Il quix di Taro (sottotitolo: quix di libri)

  1. HAHA!! Dio Santo! … era una piccola libreria nello stagno, ma spero non diventi uno Tsunami… ah.. ma per trovare l’omaggio è necessario tornare al commento originale. (..”un’altra storia, un’altra storia!!” direbbero Miss Maple e Zora).

    • Aspetta, preferisco continuare qui. Dunque, il primo è un libro di Leonie Swann. Potrebbe essere “Glenkill” o “il lupo Garou”, visto che ne ha scritti solo due, di cui ho letto solo il primo, con gran divertimento per giunta (alla fine del libro volevo essere una pecora lanosa -non fate battute sceme).
      per il secondo mi vengono solo in mente Doaraemon (ci sarà un romanzo? ma Doraemon è un alieno, non è giapponese), e “Gatto temporale”, di Asimov, pubblicato su Urania. Aspetta, ma non potrebbe essere quel libro della tizia che ha scritto “Sanshiro”? ma non ricordo il titolo, solo l’editore, che dovrebbe essere Neri Pozza.
      per il misogino…non è che c’entra Moliére?
      E poi sul B&B, se non ne parlerai mai con nessuno per la vergogna…allora è un romanzo soft porno!

      Questo del viaggio negli States mi incuriosisce, porc…ma cos’è?

      • Eh certo… e chi non vorrebbe essere una pecora e poter finalmente provare a masticare come Mopple the Whale qualche pagina di Finnegans Wake… Chissá poi… questa alternativa di poter diventare una nuvola sinceramente mi attira molto di più che tornare ad essere polvere…

        Diamo per buono il primo: era “Il lupo Garou”, il secondo della serie. Tutto il resto in alto mare… continuate pure a remare…(..barche contro corrente!!).

        E no! È risaputo che leggo di tutto, ma soft porno e narrativa erotica no! C’è un limite a tutto e non per morale, ci mancherebbe, ma per amor proprio. Mi sembra che nella narrativa erotica le parole non siano mai sufficienti. Capisco che ogni scrittore introduca e descriva relazioni tra i suoi personaggi, ma strutturare un libro per arrivare a descrivere delle scene di sesso…. ohh… ma allora preferisco leggermi il capitolo 13 dell’Ulisse (Nausicaa:Gerty/Bloom). Come diceva Wilde credo che addirittura “non si dovrebbe mai esprimere con parole la propria adorazione”.

        Tornando alla pista 6 (…una storia in un B&B irlandese di cui non parlerò mai con nessuno per la vergogna). Mi “vergogno” perchè non è un libro che merita, ma che ci posso fare… ho una debolezza per l’Irlanda e in attesa di tornarci sono capace di leggere qualunque cosa ambientata nella terra di Erin…

    • No. È vero. Ci sono vari gatti nel “Kafka” di Murakami, ma nessuno è il protagonista (…sono stato molto preciso con le piste).

      • Da “Il fanciullino”:

        La sostanza psichica è uguale nei fanciulli di tutti i popoli. Un fanciullo è fanciullo allo stesso modo da per tutto. E quindi, né c’è poesia arcadica, romantica, classica, né poesia italiana, greca, sanscrita; ma poesia soltanto, soltanto poesia, e…non poesia.
        (il fanciullino del Pascoli quindi non è determinato dal momento storico, o dall’età anagrafica: è quella capacità che ha il poeta di trovare la poesia nel mondo intorno a sé, in ogni epoca e in ogni circostanza)
        Qualunque soggetto può essere contemplato, dagli occhi profondi del fanciullo interiore: qualunque tenue cosa può a quelli occhi parere grandissima.
        (il sentimento evocato dal Pascoli è la meraviglia, un tema ricorrente nell’arte e nella filosofia)
        La poesia benefica di per sé, la poesia che di per sé ci fa meglio amare la patria, la famiglia, l’umanità, è, dunque, la poesia pura, la quale di rado si trova.
        (secondo il Pascoli il fanciullino interiore, quello che produce la poesia, stimola l’amore verso il prossimo)
        Non c’è forse sentimento al mondo, nemmeno l’avidità del guadagno, che sia tanto contrario all’ingenuità del poeta, quanto questa gola di gloria, che si risolve in un desiderio di sopraffazione!
        (Non credo di avere altro da giiungere…)

        I poeti hanno abbellito agli occhi, alla memoria, al pensiero degli uomini, la terra, il mare, il cielo, l’amore, il dolore, la virtù; e gli uomini non sanno il loro nome.

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