Ho visto cose che voi umani… “Umanesimo e rivolta in Blade Runner. Ridley Scott vs Philip K. Dick” Rubbettino 2016

Blade runner4Alcuni libri capitano come spediti dall’alto, da necessità fatali e apparentemente indistricabili. Mi è accaduto con un saggio Rubbettino, della bella e preziosa collana “Cinema” diretta da Cristian Uva: Umanesimo e rivolta in Blade Runner. Ridley Scott vs Philip K. Dick.
Un libro che non mi aspettavo neanche per sogno, tanto i maledetti professori e patriarchi della cultura italiana hanno indottrinato il povero lettore su quanto miserevole sia la letteratura di fantascienza, e anzi, che tale letteratura sia di serie b, c, o d, e che il genere di fantascienza sia per ragazzini, secchioni, nerd e smanettoni.

Grazie e anatema su di voi, vecchie cariatidi scolorite e intelligenze nozionistiche!

Il blocco del lettore mi aveva colpita duramente, tanto che mi ero trascinata Tito di Gormenghast per tre mesi. Non che Mervyn Peake sia facile da leggere in una roboante traduzione Adelphi che restituisce dignità all’avverbio.
Per mesi ho aperto libri, fissato parole senza leggerle, mi sono addormentata con la luce accesa e la matita in mano, e richiuso il libro esattamente nel punto in cui l’avevo aperto la sera prima.

Revenant mi aveva quasi riportata in vita, nonostante non sia questa magnificenza che ne dicono, ma la “frontiera” per me è irresistibile, e ancora l’orrenda faccia di Leonardo Di Caprio non si era insinuata tra le pagine.

Ma per tirarmi fuori dal “blocco” ci voleva qualcosa che mi facesse sognare, e per me il viaggio tra le stelle è la dimensione narrativa più amata. Dopo la lettura di questo libro ho ripreso i romanzi, che considero meno avvincenti dei saggi, grazie all’aiuto dei validi amici del forum di Ten Forward , in particolare di capitan Siccardi, che mi ha spiegato  perché fa strano quando gli elfi sparano con la Beretta e perché devi sempre sempre sempre dire che fantascienza e fantasy sono due cose diverse, diversissime, pena l’essere banditi dalla galassia.
Così ne ho letti un po’ : Haldeman, Anderson, McMaster Bujold, Heinlein, e altri ancora ne voglio leggere. Mi è rinato l’entusiasmo.

Tutto è partito da questo libro: un confronto sapiente, dotto, speculativo, con punte di raffinata accademia filosofica, su uno dei film più amati nella storia del cinema e il suo padre letterario (Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, Fanucci), che mi ha convinta dell’inconsistenza degli indottrinamenti dei professori: balbuzie culturale e vertiginosa ignoranza su fatti che si fregiano di commentare.
Dentro questo saggio c’è un mondo intero, un modo che passa dall’architettura al design, dall’economia alla dimensione visiva, pittorica, scenica, a quella musicale e sonora, sofisticatissima e unica, di Vangelis, fino all’analisi introspettiva e spirituale (Dick era infatti un teista confuso ma fiducioso).
Non manca l’impatto più verosimilmente artistico, quello del Postmodern, concetto per molti ancora oscuro ma vivo e immersivo come l’aria che respiriamo.
Perciò grazie cari amici. Grazie amici androidi, amiche stelle, amica palta. Grazie ai Bastioni di Orione e ai raggi B.
Grazie amici libri, ora finalmente vi vedo.

Ridley-Scott-Blade-Runner-1982-still-da-film

3 pensieri su “Ho visto cose che voi umani… “Umanesimo e rivolta in Blade Runner. Ridley Scott vs Philip K. Dick” Rubbettino 2016

  1. Concordo pienamente
    i “professori” di letteratura non capiscono quanto il fantasy sia connesso alla fantascienza; dall’Odissea a Blade Runner si cammina tranquillamente a piedi asciutti, passando per Tolkien, C.S. Lewis (oltre al ciclo narnesco scrisse diversi romanzi di SF), Bradbury, Dick e Star Wars…
    gli Dei dell’Olimpo, Gandalf, Aslan, i cavalieri Jedi ecc (mi fermo qui perché diventerei noioso; ma prometto un post sull’argomento, prima o poi)

  2. Pingback: La povertà dei giovani giornalisti quando vogliono fare clic utilizzando trend e stereotipi. Chi paga questa volta? Le donne e la fantascienza. | Giardinaggio Irregolare

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