Per inacidire il terreno

Non mi spiego come tutti i manualetti e manualoni italiani si imbroglino quando si tratta di dire come si devono concimare, in maniera biologica, le piante acidofile. Girano attorno all’argomento, cambiano paragrafetto, mettono un “tip” e poi scappano. Ma come, perfino un novizio sa che per inacidire il terreno, oltre al succo di limone, l’aceto, il vino, ci sono il tè, il caffè e il tannino in generale.

Basta concimare normalmente, col compost, il letame, le farine di roccia, o quello che è necessario, e se non volete usare la torba (e vi do ben ragione), o i tradizionali acidificanti a base di solfato ferroso, annaffiare con frequenza con tè leggero, caffè e vino molto diluiti, mettere un cucchiaio di aceto nell’acqua delle annaffiature o un mezzo limone spremuto.
Si può benissimo pacciamare tutt’intorno con aghi di pino, che rilasciano tannino e fungono anche da filtro, inacidendo il terreno.

Questo stratagemma vale più o meno per tutti i vasi, i giardini e gli orti. In situazioni estreme di terreno enormemente calcareo, un paio di litri di tè non faranno magicamente diventare acido il terreno, tanto da piantarci azalee.
Un’altra cosa che tende ad inacidire il terreno è lo sfarinato di lupini, che costa un botto, specie se dovete usarlo a piene mani.
Non pensate di farlo in casa: i lupini in salamoia sono salati, per l’appunto, e danneggerebbero le colture.
Ovviamente, se eseguite questa operazione con piante strettamente acidofile, oltre al principale segnale di buona salute (foglie verdi e grandi, regressione di eventuale clorosi), misurate con una cartina tornasole l’acidità del terreno. La trovate facilmente nei negozi di acquari.

RED Edizioni e Vallardi, ora ve lo potete anche copiare.

Seconda giornata di studi ad Orticola di Lombardia

“La cultura delle piante dall’Unità al conflitto mondiale”
a cura di Filippo Pizzoni e Margherita Lombardi

venerdì 19 aprile 2013 ore 9.00
Villa Reale, GAM, via Palestro 16, Milano

Orticola di Lombardia, associazione senza scopo si lucro, è una associazione storica impegnata a favore della cultura delle piante, dell’arte dei giardini e del verde milanese sin dal 1854

Le foto del pieghevole:
Giornata_studio_quartino 2013-bassa1a

Giornata_studio_quartino 2013-bassa1b

In allegato il pieghevole in pdf:
Giornata_studio_quartino 2013-bassa

Nuovo trailer di “Star Trek into Darkness” – sottotitolato

Borgo medievale a Torino, oggi!

Con grave e colpevole ritardo pubblico il programma della riapertura del borgo medievale a Torino.
Per la giornata di ieri, pazienza, ma se mi leggete da Torino, oggi, potreste farci un salto. In ogni caso il borgo rimane aperto fino al 20 ottobre e ci sarà modo di rifarsi.

Velocita- SALA 6Sabato 13 e domenica 14 aprile 2013, ore 10-18
Borgo Medievale – GAM – Palazzo Madama – MAO
RIAPRE IL GIARDINO DEL BORGO MEDIEVALE – FARE UN GIARDINO: giovani paesaggisti si confrontano sul tema del giardino

Sabato 13 aprile riapre al pubblico il Giardino del Borgo Medievale di Torino, accessibile alle visite fino a domenica 20 ottobre. Per l’occasione, durante il primo weekend di apertura, verrà proposto l’ingresso speciale ad 1 euro nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 aprile, dalle ore 10 alle 18.

Inoltre verrà proposta al pubblico l’iniziativa “Fare un giardino: giovani paesaggisti si confrontano sul tema del giardino” per comprendere meglio il significato e l’importanza del paesaggio grazie alla presenza di un gruppo di paesaggisti e agronomi neolaureati: Nicolina Pasquariello, Enrica Gerondio, Giovanni Battista, Matteo Annovi, Alberto Crocco e Andrea Pelleriti. Gli elementi principali del giardino – piante, arredi e strutture – e le fasi di progettazione saranno analizzate attraverso lo strumento della fotografia e del disegno, ma anche con una serie di attività pratiche che metteranno alla prova i visitatori nella realizzazione del loro personale giardino o balcone prendendo ispirazione dalla struttura del giardino medievale, caratterizzata da numerosi e diversi elementi in un piccolo spazio.

Ingresso al giardino speciale ad 1 euro. Orario giardino: dal martedì alla domenica, ore 10-18

INFO: tel. 011 4431701 – e-mail giardinomedievale@fondazionetorinomusei.it – sito internet http://www.borgomedievaletorino.it/giardino

Sabato 13 aprile, ore 10.30 e ore 15.30

PICCOLI OSPITI. GLI ANIMALI DEL BORGO MEDIEVALE – Nidi e rondini

Proseguono al Borgo Medievale i laboratori dedicati agli animali, reali e fantastici, che popolano il museo e il parco del Valentino. Questa settimana durante l’attività dal titolo “Nidi e rondini” i partecipanti, passeggiando con il naso all’insù sotto i portici del Borgo Medievale, potranno osservare le rondini che accudiscono i loro piccoli. Questa sarà un’occasione per scoprire qualcosa in più su questa specie che da tempo nidifica nel museo e che torna, ogni primavera, dopo aver volato per miglia e miglia. In laboratorio si potrà dipingere una maglietta con simpatiche immagini di rondinelle.

Laboratori: € 5 a partecipante, gratuito per possessori Tessera Musei, è consigliata prenotazione
INFO: tel. 011 4431701

Domenica 14 aprile, ore 12
MUSEO DA TOCCARE E DA SCOPRIRE

Continuano gli appuntamenti del percorso interattivo Museo da Toccare e da Scoprire, una visita della Rocca per grandi e piccoli, con la possibilità finalmente di toccare e sperimentare. Nel camerone degli uomini d’arme si proverà l’elmo, la cotta di maglia e lo scudo. Nelle cucine si potranno sfiorare le delicate ceramiche da tavola e nell’anticamera baronale ci si cimenterà nello scrivere con la piuma d’oca e l’inchiostro per poi infine scoprire la morbidezza dei velluti nella camera da letto.

Costo: € 6 intero, € 5 ridotto, gratuito ragazzi fino a 18 anni, è consigliata prenotazione
INFO: tel. 011 4431701

Domenica 14 aprile, ore 15-17
A SINGOLAR TENZONE. La scuola del Borgo di spada e lancia medievale

Maestra Pomo e Punta 2010Ritorna al Borgo Medievale l’appuntamento con A Singolar Tenzone, occasione per avvicinarsi a una nobile e antica disciplina marziale. L’evento, organizzato dalla Scuola di scherma medievale Compagnia del Pomo e della Punta in collaborazione con il Borgo Medievale, rappresenta un’occasione speciale per sperimentare, in un contesto suggestivo, i rudimenti del combattimento con spade e lance medievali secondo le tradizionali codificazioni italiane ed europee del basso medioevo. Dalle 15 alle 17 i partecipanti saranno guidati dagli esperti maestri della Compagnia nell’apprendimento delle tecniche e dei primi rudimenti della Lanzacurta o lancia appiedata.

INFO: Compagnia del Pomo e della Punta – tel. 347 477 53 47 http://www.pomoepunta.it

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Domenica 14 aprile, ore 16

VELOCITÀ. Percorso tematico alle collezioni

Il Dipartimento Educazione della GAM propone delle visite guidate domenicali alle collezioni permanenti del museo recentemente riallestite. Questa settimana la visita è dedicata al corridoio della Velocità, al primo piano del museo.

Ingresso al museo: intero € 10 – ridotto € 8 – gratuito ragazzi fino ai 18 anni. Visita guidata: € 4
INFO: tel. 011 4429518

Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica
Sabato 13 aprile, ore 15

INTORNO ALL’ANDRIENNE – Tessuti del Settecento
Incontro a cura di Maria Paola Ruffino, conservatore collezione tessile di Palazzo Madama

Nel 2012 Palazzo Madama ha restaurato un manufatto importante della sua collezione tessile: un abito femminile confezionato con un bellissimo lampasso operato del secondo quarto del XVIII secolo e profilato di merletto a fuselli in filato argentato. Il modello corrisponde alla robe à la française, detta anche andrienne, una sopravveste con ampie pieghe sul dorso che ebbe grande diffusione tra il 1730 e il 1760 circa, per la comodità e la libertà di movimento che consentiva. L’abito sarà esposto nella sala tessuti dal 23 marzo. Intorno a tale manufatto il museo propone un ciclo di incontri di approfondimento sulla moda, i tessuti, i merletti e gli ornamenti femminili nel XVIII secolo.

Ultimo appuntamento: sabato 20 aprile, ore 15. Ingresso gratuito, partecipazione agli incontri € 4
INFO: tel. 011 4433501

Domenica 14 aprile, ore 16.30

VISITA AL GIARDINO DEL CASTELLO

BM giardino 1Domenica 14 aprile alle ore 16.30 i Servizi Educativi di Palazzo Madama propongono una visita guidata al giardino per scoprire le diverse piante e specie vegetali presenti tipiche dei giardini medievali. Il percorso si svilupperà attraverso l’hortus (orto), il viridarium (bosco e frutteto) e il iardinum domini (giardino del principe).

Ingresso: intero € 10, ridotto € 8, gratuito ragazzi fino ai 18 anni e abbonati Musei Torino Piemonte. Visita: € 4
INFO: tel. 011 4433501

MAO Museo d’Are Orientale
Domenica 14 aprile, ore 16

I CAPOLAVORI DEL MAO

MAO, Galleria Asia Meridionale,  India, Vishnu. credit Franco BorrelliI capolavori del MAO, soffermandosi su una selezione di opere particolarmente significative di ogni galleria del Museo, fornisce al visitatore uno sguardo d’insieme sulle collezioni che abbracciano un arco geografico e temporale estremamente esteso. Le collezioni del MAO sono infatti articolate in cinque gallerie che corrispondono a cinque grandi aree culturali (Asia Meridionale, Cina, Giappone, Regione Himalayana, Paesi Islamici dell’Asia), mentre la datazione delle opere si estende dal Periodo Neolitico, fortemente documentato nella collezione cinese, ai secoli XIX e XX d. C., epoca della realizzazione di importanti oggetti della collezione giapponese.

Ingresso al museo: € 10 – ridotto € 8 – gratuito ragazzi fino ai 18 anni. Visita guidata: € 4
INFO e prenotazioni (consigliate): tel. 011 4436927

Segnalo di “Quando in giardino”

Ho scoperto questo bel blog che vi segnalo. Si intola Quando in giardino ed è “tenuto” da Tullio Vari, un giovane adulto della mia età, che si sta riformando un percorso di giardiniere dopo una laurea in Lettere.
Io per ora gli ho dato solo una sbricciatina, ma mi è sembrato davvero interessante, ambizioso e non piegato ai dettami del giardinaggio italiano social-chic.
Io lo aggiungo al blog roll e spero di non litigarci.

Holmes e Bradshaw, eminenti medici in “Mrs. Dalloway”

Bradshaw guida di LondraCon il gruppo di lettura di cui faccio parte abbiamo deciso di dedicare tutto l’anno a Virginia Woolf. Devo confessare che all’inizio ne fui terrorizzata, perchè io ho paura di Virginia Woolf.
Ve la faccio breve, senza raccontarvi come ci sono arrivata: in Mrs. Dalloway compaiono due medici, uno che potremmo chiamare “di famiglia”, il dottor Holmes, e un eminente medico specializzato in malattie mentali, il dottor Bradshaw.

Ora, un dottor Holmes può capitare, è un cognome abbastanza diffuso a Londra. Ma un dottor Holmes affiancato a un dottor Bradshaw, no. Non era certo un caso che Virginia Woolf citasse il cognome di Holmes affiancato a quello del suo inseparabile orario dei treni.
No, non poteva essere un caso.

Holmes e Bradshaw compaiono nelle pagine in cui la voce di Virginia più si discosta dal romanzo, diventando una critica quasi diaristica -molto fuori posto in un libro come Mrs. Dalloway, credo- ai rudi metodi di cura dei medici nei confronti degli ammalati di mente. Riporta, in quelle poche pagine, molte delle sue personali esperienze nelle case di cura e anche in casa sua, dove le veniva imposto il riposo assoluto, al buio, in silenzio, pasti ordinati, il bicchiere di latte (“ed ecco Leonard con il bicchiere di latte”), il Veronal per dormire.

Il dottor Bradshaw, preso il testimone dal dottor Holmes, conforta da moglie di Septimius, dicendo: “Non parlo mai di pazzia, ma di mancanza del senso della misura“.
A quale misura si riferisce il dottor Bradshaw? Ma a se stesso, naturalmente! Lui che ha su di sè il sangue delle stimmate degli orari dei treni, è l’Orologiaio, l’ago della bilancia di ogni misura, ed eleva le giuste proporzioni a divinità della civiltà.
Ecco perchè Virginia scelse il cognome Brasdshaw da affibbiare al quel medico che raffigura il cannibalismo dell’anima che gli psichiatri sono soliti elargire ai loro pazienti.

hannibal-lecter

E’ evidente il disprezzo nei confronti dei racconti di Doyle, che sicuramente ella considerava immondizia, ma Holmes è solo il trampolino da cui lanciare Bradshaw, la guida di Londra e il suo orario dei treni. La carica umoristica e dileggiatoria in una simile, sottilissima operazione letteraria, è tipica di Virginia Woolf, la quale nella sua vita ha terrorizzato e fatto incazzare un bel po’ di persone.

Che c’è di meglio di una vendetta letteraria per uno scrittore?
bradshaw train timeline

Alla ricerca di piante amiche – Ferrante Gorian. Sabato 13 e domenica 14 aprile da Priola

Il Vivaio Priola, nelle sue consiete attività primaverili, dedicherà un fine settimana alle piante per uso culinario e medicamentoso e all’opera di Ferrante Gorian, architetto paesaggista spesso dimenticato, di cui cade l’anniversario della nascita.
La locandina (un po’ maltrattata dal mio PC- si vede che Priola ha un Mac):
definitivo Aprile bis

Fresie lillacine

Un semplice mazzolino di fresie fatto da Alessia (anticipazione)
Un semplice mazzolino di fresie fatto da Alessia

Beati i poveri di spirito, perchè loro è il regno dei Cieli

Già, ma chi sono questi benedetti (in tutti i sensi) “poveri di spirito”?
Stando al wiki-catechismo:

I poveri di spirito, secondo il Vangelo, sono quelli che hanno il cuore distaccato dalle ricchezze; ne fanno buon uso, se le posseggono; non le cercano con sollecitudine, se ne sono privi; ne soffrono con rassegnazione la perdita, se loro vengono tolte.

Cioè, secondo il wiki-catechismo tutta la faccenda dei poveri di spirito sarebbe incentrata sui soldi?
Il povero di spirito è:
a) uno che se i soldi ce li ha li usa bene
b) se i soldi non ce li ha, non se li va a cercare
c) se li perde si rassegna

Io ho fatto -credo- in tutta la mia vita due lezioni di catechismo. Non ricordo di essere arrivata mai ad una terza. Temevo e avevo orrore del catechismo più delle iniezioni. E ai miei tempi mica c’era pic indolor, c’erano quelle siringhe di vetro, che le dovevi bollire per sterilizzarle e che ci avevano un ago grosso come un palo della luce, perciò quando dico che avevo terrore/orrore del catechismo, non dico semplicemente che mi ci dovevano portare a forza, come a scuola, ma che dovevano legarmi mani e piedi alla sedia e ficcarmi un fazzoletto in bocca per non farmi strillare.
Quindi chiedo lumi a chi è più catechizzato di me. E’ vero? E’ tutta ‘na faccenda de soldi, ‘sta cosa dei poveri di spirito?
Allora diciamo i poveri di soldi, e basta, ché facciamo prima.

Detto ciò, penso che la Bibbia non sia totalmente da buttare, neanche il Nuovo Testamento, la parte più taroccata e farlocca della religione cattolica.
E questa cosa dei poveri di spirito mi ha sempre incuriosita. Ovviamente dobbiamo pur pensare che la Bibbia è stata scritta molti secoli fa. Non duemila anni come ci dicono, ma certo mille e passa di sicuro. Perciò è ben possibile che per “povero di spirito” significasse semplicemente “beato quello che si cala qualsiasi dogma dall’alto e non fa domande, va a zappare la terra, viene a pregare e fa tutto quello che diciamo noi” , ove quel “noi” sta per i ministri della Chiesa in tutte le loro sfumature, varianti e assortimenti di monaci, preti, pastori, monache, monsignori e don.

Facendo le proprozioni, eliminando tutta la parte marcia della mela, tenendo per buono il nòcciolo, scartando l’interpretazione del wiki-catechismo incentrata su li sordi, e rapportando ad oggi questa frase, allora chi sarebbero i poveri di spirito?
“Povero di spirito” oggi mica suona tanto bene, e neanche ieri suonava bene. Dà l’idea di un ignorante, di un gretto, di un meschino, di uno che non sa elevare il proprio spirito alle bellezze del mondo, alla grandiosità dello spirito umano, della creatività, della musica, della poesia, di uno altro che non li cerca, li sordi, di uno che te li ruberebbe dalla tasca, se potesse.
Nella migliore delle interpretazioni si dice che uno è “povero di spirito” quando è un buon ignorante, un povero matto, un bonaccione che non capisce quello che fa, un ritardato.
Esiste è vero, il mito del “buon ritardato”, ce lo siamo trovato davanti in ogni minestra, dalla letteratura alla tv, al cinema alle fiction. Ma dobbiamo credere che per accedere al Regno de’ Cieli occorra essere mentalmente menomati? Non è certo questo il significato, nè antico, nè contemporaneo di questa frase. Dostoevskij dovrebbe aver qualcosa da dire in proposito.

Una volta lo chiesi a mio padre e lui mi disse: il povero di spirito è colui o colei che crede nella buona fede delle persone.
E vedete come rimaniamo in ambito religioso anche con la terminologia usata: “buona fede”?
E penso che questa sia la definizione più prossima ad una verità solida, sociale, laica, realmente umana.
Non so francamente se alla povertà di spirito -intesa come enunciato sopra- possa essere disgiunta una certa dose di “pruppaggine” *, cioè di ingenuità. Una ingenuità che a volte ci conduce a ricevere delle delusioni, spesso anche aspre, ma che fa parte integrante del carattere di alcuni tra noi. Un’ingenuità incolpevole, un’ingenuità che non significa stupidità o remissività, ma semplicemente una naturale predisposizione a credere che il tuo prossimo non sia “cattivo”, che le azioni compiute da chi ti è vicino non abbiano lo scopo di danneggiare alcuno, e che se danni vi sono stati, siano da imputarsi alle complesse interazioni sociali della moderna civiltà.
Un povero di spirito non va a “sfruculiare” **, non “sprova” *** le persone.

Mi considero un po’ migliore dopo quella conversazione. Un po’ più povera di spirito e po’ più ricca di spirito. Una ricca e povera, insomma.
Per concludere questo post disarticolato, che mi ballava in pancia da non so quanto, penso che questo genere di povertà sia un po’ carente al giorno d’oggi. Tutti dovremmo esercitare la nobile arte della filantropia e fare più spesso “voto” di quel genere di povertà, nella vita vera soprattutto.

Sappiate che su Facebook non conta.

* pruppaggine: termine dialettale calabrese per indicare una persona semplice, ingenua, facile da raggirare. Deriva da “pruppo”, cioè “polpo”, il quale si avvinghia alle braccia del pescatore e viene semplicemente tirato su e messo nel secchio. “Pigghjiari nu pruppu” ha un significato ironico, simile al detto “scoprire l’acqua calda”.
** sfruculiare: punzecchiare, sollecitare, tormentare volontariamente e con cattiveria, anche fisicamente. Ricercare nel torbido, in eventi trascorsi, nei segreti di una persona, raggirarala facendole confessare le proprie pene e i propri sentimenti per poi correre a divulgare la notizia.
*** sprovare: mettere alla prova la sincerità o la falsità di una persona, tramite tranelli verbali, con o senza la complicità di altre persone. Il termine deriva dal registro culinario, in cui “sprovare” si usa per definire l’atto di controllare lo stato di cottura delle carni con un lungo spiedo di acciaio.

Qui ci sono solo le emorroidi (spam Ionesco)

E’ con grande piacere che oggi vi presento uno spam demenziale come non l’avrete mai letto:

Ciao a tutti . Spiacevole incidente ho sofferto – speaker bruciato nella colonna ( una libreria ) . Ora scegliere un sostituto. Ma … Nessun posto dove metterli . Uno degli oratori starà sotto il televisore[url=http://cancellato.com/].[/url] qui ci sono solo le emorroidi – la TV si blocca a 70 cm dal pavimento , e la colonna 93. Cioè , il televisore dovrà essere sollevata . Domanda – non troppo alta per essere 93 -97cm dal pavimento ? Ora è molto confortevole ( gli occhi sono ottenuti al centro dello schermo ) .

La frase “Qui ci sono solo le emorroidi” mi sembra apocalitticamente lucida.