Per chi suona il campanello

Viviamo senza citofono da…boh, credo dieci anni. Non abbiamo mai fatto sostituire il vecchio perchè ci hanno proposto cifre impossibili e anche per una forte pigrizia.
Se qualcuno suona, apriamo e andiamo a vedere chi è.
La cosa tra l’altro ha il suo fascino. Si può sempre indovinare chi è, dall’orario, dal tipo di suono, dalla durata dello scampanellio, dalle ripetizioni, dal ritmo, e da mille altre cose: una portiera d’auto che si è chiusa poco prima, un freno a mano tirato con forza, un insolito abbaiare del cane, il rumore del motorino acceso che significa “postino”.
Di solito se non indovino alla prima, la becco alla seconda. Mai arrivata alla terza.

She never ever learned to read or write so well,
But she could play the guitar like earing a bell.
Go, Lidia, go, go!

Quando mi servi ci sei sempre (anche se ogni tanto qualche cazzata la dici pure tu)

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Regalo di pre-compleanno

La mia povera anima pop

Ah! Quanto vorrei la penna di Cechov per descrivere una famigerata “ramaglia” della mia parentela! Chi altri potrebbe descrivere tutti i tic, i protagonismi, l’involontaria ridicolaggine di cui si rendono protagonisti nelle nostre conversazioni familiari?
Di loro non si potrebbe certamente dire che sono poetici, ma che sono dei veri e propri poemi, o meglio, delle tragicommedie.
Tra le altre manie e stronzismi ipertrofici, soffrono tutti di quella mi è stato spiegato chiamarsi sindrome del dottore, cioè di coloro che appena si laureano guardano gli altri da sotto in su (salvo poi farsela sotto quando incontrano un ordinario, un rettore, persino un assistente o un portaborse).
Insomma, sono dei veri personaggi in cerca d’autore. Chi non ne ha almeno un paio in famiglia?

Veniamo al dunque: quando pubblicai il mio libro mi fu sottolineato che avevo fatto male ad inserire una poesia di Pascoli. Cito a memoria: “Lidia, non acquista maggior valore quello che scrivi inserendo una poesia di un poeta famoso (il che voleva dire “famoso a torto”, ovvero “tutt’altro che valido” ), mi dispiace invece che tu ne abbia inserita solo una di tua mamma”.

Già ma quale poeta è più pop di Pascoli? E per molti aspetti è pop il mio libro. Sono due stili che collimano, che corrono appaiati. E poi, diciamocelo, anche la poesia di mia mamma ha un’anima pop. Usare un poeta considerato ormai fuori moda, banale, trito, barboso, languido e melenso come Pascoli per me è stata una scelta ben ponderata, anche se sapevo che qualcuno l’avrebbe vista come una caduta di intelletto e di sofisticatezza. Non m’importa molto di come la pensano gli snob. Anzi, forse dovrei dire (magari senza forse), che oggi il top dello snob è usare Pascoli e non Cielo d’Alcamo.

Come spiegarlo alle mie apparentate ramaglie? Impossibile. E poi sarebbe stata una cattiveria minare i capisaldi dell’universo di borghesismi in cui sono stati indotti a vivere.

In effetti loro mi considerano una stupida. Ma senza un’oncia di falsità e autocelebrazione, anche se con un pizzico di revanchismo, posso dire che sono tanto intelligente da riuscire a passare per stupida, al solo scopo di non avere a che dibattere con loro.

Premio del Presidente

Brave New Garden

Con alcuni amici stavamo da tempo pensando di aprire su internet uno spazio diverso da quello attualmente offerto.
Ci abbiamo pensato su a lungo, per anni.
Abbiamo aspettato che qualcosa cambiasse e desiderato sinceramente di non dover prendere nessuna decisione.

Abbiamo consultato alcuni amici già precedentemente impegnati in altre avventure e ci sembra di essere stati fedeli all’amicizia che ci lega. Speriamo che molti di loro possano trovarsi bene anche da noi, anzi, è proprio con questo desiderio che invitiamo alla partecipazione.

Per farla breve: non vogliamo opporre una “concorrenza” a forum già aperti e molto visitati, a cui abbiamo in passato contribuito e abbiamo amato enormemente ed a cui ancora siamo legati da affetto e voglia di contribuire. Abbiamo però sentito di trovarci fuori posto, e questa sensazione è stata condivisa da altri.

Quindi desideriamo uno spazio in grado di accogliere questi sentimenti insoliti, che si accompagnano alla pratica del giardinaggio e alla creazione dei giardini.
Per parte mia spero di rivedere molte persone che ho già conosciuto in passato, con le quali poter costruire qualcosa di nuovo e coraggioso.
Non miriamo insomma ad una fedeltà incorruttibile, all’ esclusiva, ma vogliamo dare la possibilità di discutere in libertà anche di ciò che abbiamo più a cuore nel modo che ci sembra più proficuo.

Abbiamo quindi aperto un nuovo spazio internet dal nome shakespeariano di Brave New Garden, che rimanda non solo alla Tempesta di Shakespeare, ma soprattutto a Brave New World di Aldous Huxley.

Non sappiamo dove ci porterà, ma speriamo che possa contribuire sensibilmente alla crescita di una cultura effettiva e sostanziale del giardino in Italia. E’ un impegno terribilmente difficile, con tutta probabilità non saremo all’altezza e forse non ci riusciremo, ma ci proviamo lo stesso. Speriamo di poter ospitare la nascita di nuovi interessi e nuovi concetti, come altri hanno fatto in passato egregiamente e con dedizione. E’ a questi amici che va anche il mio personale e sterminato ringraziamento.

Italia sì, Italia no

Primario sì primario dai, primario fantasma!

Sigaro, Martini, foulard e mazzo di carte

13 settembre 1999

Attesa

In attesa

Riker non ha più voce

Ieri è morto Sergio di Stefano, il doppiatore di William Riker. Non ci saranno più film con i vecchi attori di Star Trek, ormai terribilmente invecchiati, e nuove leve hanno preso il loro posto. Riker non ha più bisogno di una voce. Ma non pensi mai che la voce di una persona possa morire e il resto del corpo no.

E’ così banale, forse.

Il capitano Jellicoe con Deanna Troi e William Riker

Il doppiatore Sergio di Stefano

La pagina di Antonio Genna su Sergio di Stefano
Sergio di Stefano su Wikipedia