Caro Gesù,
dammi cinque mesi in un grand hotel del Colorado sepolto dalla neve, dove neanche il soccorso aereo possa raggiungermi, senza telefono e radio. Tanto io non ho un briciolo di luccicanza.
Dammi una scorta infinita di crakers salati, panini al burro, tè nero di Ceylon e una stufetta. Una fornitura di libri e tutte le stagioni della Signora in giallo e di Xena principessa guerriera.
Grazie.
ImprintingE’ capitato ad un mio amico pittore di subire una sorta di terzo grado artistico da parte di una mercante d’arte (è per questo che ho pubblicato il post Qui mi tocca rifare gli esami del primo anno). Mi sono chiesta cosa avrei detto e fatto al suo posto. Mi sono chiesta quale sarebbe l’opera d’arte che mi piacerebbe fare. La risposta -per quel che mi riguarda- è abbastanza semplice.
Vado da Sotheby’s con qualche decina di migliaia di euro e compro un vaso cinese antico, bellissimo, decorato, raffinatissimo, unico. Con carta d’identità, certificato, pedigree, tutto.
Affitto un enorme capannone e lo tingo tutto di bianco.
Ci porto il vaso cinese.
Chiamo la televisione, registi, i fotografi, i critici d’arte, giornalisti, ecc.
All’ora precisa precedentemente determinata, prendo il vaso cinese e lo butto violentemente per terra, frantumandolo.
Poi con una paletta e uno scopino prendo tutti i pezzi e li metto in una teca di vetro, immersi in una resina polimerica trasparentissima.
Poi ci appiccico i pedigree del vaso cinese e la ricevuta di Sotheby’s.
Cos’ho prodotto?
Indubbiamente il vaso cinese antico, unico e bellissimo, era un’opera d’arte (o di artigianato, per chi tiene a queste distinzioni). Ma ora che è in frantumi, calati in una resina che li immobilizza lo è ancora? Cosa dà al vaso cinese il suo statuto di arte?
E se io ho prodotto un’opera d’arte, quale esattamente è? La teca in vetro contenente l’opera d’arte precedentemente distrutta, i cocci di vaso, l’atto di rompere il vaso, la foto che ritrae il gesto, il filmato prodotto, il ricordo del gesto impresso nella memoria della gente, o tutte queste cose assieme?
O le domande che da ciò derivano?
Proposta: un vaso cinese è sacrificabile. Pensiamo alla stessa cosa con qualcosa di più serio, diciamo, La Gioconda.
Ieri notte, come al solito, faticavo a prender sonno. Ad un certo punto, nell’afa estiva appena mossa dal ventilatore, sento un distinto odore di lavanda.
Il cane si strofinava sul cespuglio.
Questo è per me un giardino che funziona.
Dal 23 luglio un sms può salvare i cani
Parte il servizio ‘Io l’ho visto’ con il numero 334.1051030
(ANSA) – ROMA, 19 LUG
Per combattere l’abbandono estivo dei cani in autostrada, dal 23 luglio al 31 agosto sarà attivo il servizio ‘Io l’ho visto’. Basterà mandare un sms al 334.1051030 indicando le coordinate del cane nel modo più preciso possibile (ad esempio MI-BO, km 150, cane nero) per fare intervenire i team antiabbandono.
Il progetto è’ stato promosso da Prontofido con Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin Radio, Radio Bau e l’Associazione Aidaa. Nel 2009 ‘Io l’ho visto’ ha salvato 353 cani.
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)