X Giornata Nazionale del Giardino U.G.A.I.

Si è tenuta ieri 20 aprile 2013, a Catanzaro, presso la Biblioteca Filippo De Nobili – Sala Augusto Placanica la decima Giornata nazionale del Giardino U.G.A.I.

Il Garden Club Catanzaro La Zagara e l’Istituto Comprensivo Mater Domini nella X Giornata Nazionale del Giardino UGAI, patrocinata
dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Corpo Forestale dello Stato – Ufficio Territoriale della Biodiversità, dalla Provincia di Catanzaro, dal Comune di Catanzaro, dall’Istituto Tecnico per Geometri G. Petrucci, dal Liceo-Ginnasio P. Gallupppi, dall’Istituto Tecnico Agrario, promuovono, in un ampio quadro di cultura ambientale, il progetto: Sopravvivenza del verde nella città – Un giardino pensile per la Biblioteca Filippo De Nobili.
La serie di azioni educativo-didattiche, curate e sviluppate dal GardenClub Catanzaro La Zagara, hanno cercato di indirizzare tutti gli studenti aderenti al progetto verso la cultura della consapevolezza ed emergenza “verde”; orientando altresì la fascia degli adolescenti più piccoli verso laboratori teorico-pratici volti alla sopravvivenza del Giardino Botanico Francesco Todaro.

I Garden Club nascono in Italia sulle tracce delle numerose Associazioni botaniche del secolo scorso. Si può dire che i
Sodalizi odierni siano gli eredi delle gloriose Associazioni Orticole di ieri, che dal 1981 sono confluiti nell’ U.G.A.I.
La denominazione “Garden Club” deriva da una esigenza di collocazione in parallelo con le Associazioni consorelle di altre
Nazioni. Il Garden Club di Catanzaro La Zagara è in vita dal 6 giugno 1992.

Intervista di Lucilla a Isabella della Ragione, Erena Dandini e Marina Cristina Leonardi, Conserva della neve 2011

Riprendo da Paesaggio critico

ARCHEOLOGIA ARBOREA-Intervista a Isabella Dalla Ragione,Serena Dandini,Maria Cristina Leonardi-LA CONSERVA DELLA NEVE 18-09-2011 from PAESAGGIOCRITICO on Vimeo.

Ailanthus altissima

Mi chiedo perchè certi nomi così eleganti vengano dati a piante che nel tempo si procurano così cattiva fama. L’Albero del Paradiso non è neanche brutto, ma certo che è diventato un pericolo mortale per ecosistemi delicati. A quel che ne so è il flagello più terribile dell’Isola di Montecristo, che cela al suo interno tesori ben più grandi di quelli letterari, e che solo recentemente e parzialmente è stata aperta alle visite.
L’Ailanthus viene piantato spesso come albero da viale, per la sua resistenza all’inquinamento, alla mancanza d’acqua, agli sbalzi termici, agli insetti, e a ogni altro flagello concepibile dalla natura e dalla mente dell’uomo, in questo caso le potature selvagge che le amministrazioni comunali amano tanto.
Un Ailanthus scalvato e poi “ricresciuto” è non solo brutto, ma ridicolo. Un vero e proprio scopazzo con quelle foglie lunghe e pennate che ha. Un vero e proprio piumino per la polvere… sembra proprio uno Swiffer un po’ usato, stropicciato, lasso, con le samare che fanno la parte dei biocchi di polvere.
Non so se mi sentirei di piantare un Ailanthus, in tutta coscienza non so se me la sentirei, come non me la sentirei di piantare una Pueraria lobata.
Però lasciato un po’ a se stesso, con chioma libera di allargarsi (e il nostro amico ne ha, ne ha, oh, se ne ha)non è male. E’ molto mediterraneo, specie se piantato vicino a un pino marittimo. Una pianta di vocazione ben caratterizzata, ma potenzialmente mortale.