Jean-Paul Sartre sosteneva che l’arte non sia -come viene spesso detto- il prodotto di una società com’è, ma della società che verrà subito dopo.
Dunque l’artista non descrive quello che una società è, ma quello che una società dovrebbe essere. E’ insomma un anticipatore, o nei casi più fortunati, un ispiratore. Si potrebbe dire -mutuando qualche espressione del linguaggio informatico- che è una sorta di “interrupt”, un interruzione di un processo pe via di un elemento che richiede attenzione.
Per questo credo che debba essere teso verso l’innovazione ogni sforzo dell’artista. Anzi, credo che l’artista vero vi si diriga inconsapevolmente.
In effetti, se uno ci pensa, la storia dell’arte si configura come un insieme continuo di infrazioni a regole precedentemente scritte.
Esiste l’elemento individuale, imprevedibile, che attraverso la sua personale sensibilità e il proprio peculiare modo di vedere il mondo e di interagire con la realtà, esplicita ed interpreta un desiderio collettivo.
Che l’arte sia una forma di conoscenza, a me, non restano dubbi.
E meno ancora me ne rimangono se il giardinaggio autocosciente sia o no una forma d’arte. Lo è senza dubbio per il suo carattere formidabilmente conoscitivo.
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)