Lo stradone a inizio giugno

Dietro casa mia c’è un vasto incolto che ho sempre molto amato, sin da piccola. Era il mio rifugio (probabilmente non ero l’unica bambina che vi si nascondeva per rifuggire dalle lezioni di matematica o dalle iniezioni) e sono certa che ancora oggi vi abitino le Fate – certo, in numero molto minore rispetto agli anni Ottanta.

La cardiologa mi ha detto che devo camminare per migliorare la circolazione, perciò senza troppi se e troppi, ma, mi dirigo sullo stradone che costeggia l’incolto, con tappinelle e crema solare zincata protezione 50+, con una Coolpix dondolante appesa al suo laccetto, come i capponi di Renzo.

A causa delle continue pulizie la flora non è che quella pionierissima e super resistente: canne, avena sterile, fiordaliso selvatico, poco altro.
Complice la luce dorata del tramonto, che rende tutto magico, ho scattato delle foto, in automatico, potete controllare i metadati (ho solo ridimensionato le immagini per poterle inserire).
La fotografia alla luce del tramonto per me è un “barbatrucco” più enorme di tutti i filtri di Photoshop messi assieme, e mi piacerebbe sapere la vostra.
La Coolpix, sempre disprezzata dai veri fotografi, se l’è cavata, ma è facile cucinare un buon piatto con gamberetti freschi e basilico appena colto.

Ispirazione dal bosco (su Houzz)

Nelle zone in cui la neve si sofferma fino a marzo e oltre, bisognerà avere pazienza, ma dove febbraio e marzo sono mesi che regalano autentiche giornate di sole, frizzanti ed energetiche, una passeggiata in montagna, armati di macchina fotografica o del semplice cellulare, vi cambierà la mattinata. Sarete sorpresi di vedere quanti fiorellini costellano il sottobosco già all’inizio dell’anno!

Piccoli, timidi e un po’ sparpagliati: ricordano tanto i dipinti vittoriani delle fate dell’illustratrice Cicley Mary Baker o le assurde follie di Alice nel paese delle meraviglie. La montagna è sempre una ricchezza: chi cerca un po’ di magia, chi un po’ di solitudine, chi qualche rarità botanica. A volte, quando il silenzio è profondo, e si sente il respiro del bosco, ci si immagina che questo inizi a ruotare attorno a noi, e che ci parli.

Una raccomandazione: nel bosco sempre meglio guardare, fotografare, ma non raccogliere e portare a casa!

Tra la le foglie cadute e i residui di neve non è difficile imbattersi, anche a febbraio, nei bucaneve. Timidi all’apparenza, dall’aspetto così fragile e tenero, minuscoli e bianchi. Ma di una rusticità a tutta prova: la loro resistenza deriva da una sorta di foglia protettiva, che come una guaina, gli consente di farsi strada attraverso lo strato di neve.
Da sempre il fiore è simbolo di purezza per via del suo colore virginale, ed è dedicato a Maria.
La loro fioritura è importantissima poiché sono ricchi di nettare che attira le api e consente l’impollinazione.

Il mio articolo sui fiori di bosco (su Houzz) – continua a leggere

La campagna di Salvi in una radiosa giornata invernale

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