Giardini per sedie a rotelle

C’è la sedia a rotelle.
Generalmente noi siamo fuori dalla sedia a rotelle. Non c’è racconto o descrizione che valga a chiarire come cambia il punto di vista quando si è dentro una sedia a rotelle, o quando -più o meno da un giorno all’altro- ci si ritrova a doverla spingere.

I giardinieri sono tra le creature meno sensibili di questa terra al problema della sedia a rotelle.
Esistono certamente giardini compatibili con la sedia a rotelle o in cui la sedia a rotelle è un’ospite come tante o non è mal accettata. O giardini che si dotano di attrezzature per sedie a rotelle, magari perchè i loro proprietari sono costretti a farne uso ad una certa età.
Non so come funzionino le cose in America e in Giappone, dove pare che i progettisti siano un po’ più svegli, ma qui in Italia bisogna dire che funzionano proprio male.
Se un giardino si dota di passaggi e scivoli per le sedie a rotelle si tratta sempre di qualcosa in più e non di qualcosa per.
Solitamente poi gli scivoli sono rampe improvvisate, come quelle degli stabilimenti balneari o un percorso alternativo, diverso da quello dei pedoni. Come a dire “non ho niente contro la tua sedia a rotelle, ma se vuoi passare devi farlo per forza dall’entrata secondaria”.
Grazie.
Anche nei giardini più attrezzati, poi, non si può andare dappertutto. La parete rocciosa è abbordabile solo da chi ha gambe buone, vietata se è per questo anche ai malati di cuore. Il prato umido -ci potete scommettere- diventerà come le sabbie mobili, e se uno pesa più di venti chili la sedia a rotelle finisce per “infungarsi”, per sprofondare come in un pantano.
Il vialetto sarà sempre troppo stretto, e il tuo catetere potrebbe staccarsi e saltar via, e sicuramente ci sarà questo o quell’inceppamento nelle connessure del viale, sempre che il designer non abbia deciso di usare la ghiaia, già fastidiosa in un giardino comune, con il suo orribile scricchiolio, del tutto impraticabile per una sedia a rotelle.
Sarà bello fermarsi sul bordo del fiumiciattolo, che si attraversa solo zompettando da una beola all’altra. Sarà entusiasmante dover dire “Oh, beh, torniamo indietro” oppure “Vai tu, non importa”.

Non esistono giardini per le sedie a rotelle.
Come se questo fosse un’a privativa. Un giardino per le sedie a rotelle non può essere bello…perchè? ma è ovvio, perchè le sedie a rotelle sono brutte, ed evocano concetti di malattia, disagio, disabilità, incapacità.
Invece di essere sano stimolo alla creatività e all’estro.

Un tappeto in casa è un ostacolo insormontabile per una sedia a rotelle, figuriamoci un sasso in un prato…si perderebbe tutto l’elemento di naturalità e di mistero, tutta la multiplicatio et variatio universorum, tutti gli elementi di ricchezza di curiosità, di mistero, di divertimento. Via, insomma, chi ha la sedia a rotelle se ne stia a casa sua a guardare la tivvù, dopotutto…che vuole da me, io devo progettare un giardino perchè sia bello…altrimenti gli altri non ci vengono neppure.

Non tutti siamo Balduccio Sinagra, non tutti abbiamo i soldi di Pierre Passebon e di Jacques Grange, che hanno potuto permettersi di farsi fare il giardino da Louis Benech. Non tutti hanno Paloma Picasso e Yves Saint Laurent come amici.
Eppure il giardino presentato su questo numero di “Gardenia” , in pectore, qualche idea buona per una sedia a rotelle ce l’aveva. Peccato che a Louis Benech non fregasse un bel niente.

Dovremo attendere che qualche riccone diventi paralitico per avere un giardino per le sedie a rotelle?
Non c’è bisogno di lambiccarsi il cervello: la risposta è subito data, ed è un facile e chiaro “sì”.

5 pensieri su “Giardini per sedie a rotelle

  1. molto interessante questo punto di vista ma forse da noi qualsiasi posto non è per sedia a rotelle, solo in altri paesi europei, Olanda, Germania ho visto un’attenzione particolare alle sedie a rotelle e alle stampelle, paese dove vedi in giro nei luoghi pubblici molte più persone con difficoltà motorie che non da noi.
    Progettare un giardino per sedie a rotelle, potrebbe essere un bellissimo titolo per un esame di architettura del paesaggio, chissà che a qualcuno non venga idea di pensarci.

  2. La gente che non riesce a camminare qui da noi è spacciata. Non la vedi in giro perchè non esce. E non esce perchè non può uscire.
    sarebbe bello se le facoltà di architettura inserissero un esame di questo tipo, ma non credo che avverrà neanche alla lunga. La verità è che i giardini sono considerati “riservati”. Assunto nel suo “ontologia e teleologia del giardino” riteneva che in qualche modo così dovesse essere. Io credo che il valore e la funzione del giardino non siano solo quelle che lui ha esposto, che siano anche quelle, ma anche altre, che siano mutate da qualche decennio, e che bisogna darsi una mossa veloce per cambiare. Il tetto colorato di Ken Smith non è la risposta che cerco. la funzione deve essere funzionale, non puramente estetica (Jan Mukarovski, aiutami tu!).
    Insomma, le sedie a rotelle vengono guardate con sospetto e antipatia dal designer, che si vede intralciato nei suoi bei progetti.
    Pennsa come si sente intralciato quello che ha il bastone…e mica siamo tutti belli come il Dottor House…

  3. Progetto giardini, piazze, campi gioco, insomma spazi urbani e museali e da sempre, anche perché ci sono leggi che lo impongono (o meglio imporrebbero se solo i progettisti, i committenti politici e i loro “colti” consulenti fossero a conoscenza dell’esistenza di tali leggi)adotto accorgimenti volti alla salvaguardia del diritto all’uso degli spazi pubblici da parte delle cosiddette “utenze deboli”. Purtroppo la mia esperienza (27 anni di progetti e realizzazione di opere)è fatta ancora oggi di discussioni con i soggetti precedentemente citati (dimenticavo le Soprintendenze) che non accetttano di buon grado le soluzioni che risultano di fatto necessarie se si vuole consentire veramente a tutti di circolare liberamente; si vogliono pavimentazioni che richiamano il bel tempo antico con acciottolati, lastre di petra con giunture larghe un dito, scomode anche per i normodotati, anziché utilizzare pavimentazioni scorrevoli, si vogliono mettere alberi o elementi di arredo in punti che consentirebbero il trnasito solo ad anoressici, non si vogliono attreversamenti stradali in quota marciapiede perché simili dossi rallenterebbero il traffico (ma abbassano anche l’incidentalita!). Fortunatamente, un po’ perché ho un “caratteraccio” e tendo ad impormi nelle questioni che ritengo sacrosante, un po’ perché coloro che sono in condizioni di difficoltà motoria o i loro parenti hanno imparato a farsi sentire, devo dire che ultimamente trovo un po’ più facile far adottare soluzioni che salvaguardino la possibilità motoria delle persone su sedia a rotelle o semplicemente anziane che non deambulano più in scioltezza. Condivido però l’opinione, comune, secondo cui i principali responsabili di tale situazione siano ancora da ricercare tra i progettisti che per ignoranza nella materia o per scarsa sensibilità, trascurano ancora troppo la questione.

  4. Pingback: Come realizzare un giardino accessibile (su Houzz) | Giardinaggio Irregolare

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...