Un simpatico messaggio

Mi è arrivato ieri un simpatico messaggio in risposta al post Lettera aperta al Commissario Prefettizio di Siderno in cui mi viene fatto notare che la Melia Azedarach è una pianta velenosissima (è vero, le bacche sono velenose) e che sarebbe (cito) una grave minaccia.
Molto meglio piantare, secondo chi mi ha scritto, un altro albero, la Azadirachta indica, meglio conosciuta come albero del neem, una sostanza che ha molte proprietà farmacologiche ed è anche usato come insetticida.
Lo scrivente prospetta l’infelice ipotesi che qualcuno possa ingerire bacche di Melia credendola neem, ma intanto poi assicura che solo in pochi sanno distinguerle.
Infine conclude dicendo che il suo vivaio ha piena disponibilita di Azadirachta indica in di ogni dimensione, oltre ad avere altre piante tropicali.

Posso rispondere che la Melia è qui ben distribuita, al limite dell’isopportabilità visiva. Nessuno si è mai avvelenato mangiandola, tantopiù che i giovani d’oggi non sono adusi a raccogliere in natura frutti commestibili, tantomeno da terra. Tantissime altre piante, piselli odorosi, digitale, aconito, elleboro, sono felicemente ed ampiamente coltivate nei giardini senza che i proprietari si siano mai avvelenati. Nè si riportano casi di avvelenamenti da parte di animali domestici, solo occasionalmente da parte di animali da pascolo dove queste specie sono spontanee.
Non conosco l’Azadirachta indica, mea culpa, mi informerò meglio, ma a me sembra diversa dalla Melia come una sedia da un termosifone e a dire il vero non so come si possano confondere e occorra addirittura masticarne le foglie per distinguerle.

Siamo anche al limite del comico se penso che l’oleandro, pianta eletta dal comune di Siderno per la pista, è velenoso anch’esso.

Insomma, per concludere, grazie del suggerimento, mi informerò se l’albero del neem può sopravvivere in terreni sabbiosi, salini, asciutti e sopporti gli aerosol marini, ma vorrei che fosse chiaro che accà nisciuno è fesso.

12 pensieri su “Un simpatico messaggio

  1. forse il tuo amico vivaista non sa che il neem uccide gli spermatozoi in 30 secondi (guarda un po’ qui:http://botanica.splinder.com/post/20049640/Azadirachta+indica). In sè non mi sembra una cosa sconveniente, però qualcuno potrebbe spaventarsi.
    E certo che anche il tiglio o la camomilla, se ne abusi, ti fanno un po’ male; il pino marittimo poi fa anche peggio, se ci vai a sbattere quando rientri dopo aver bevuto un po’…
    Ma dico, siamo diventati così deficienti da cacciarci in bocca qualsiasi cosa come bambini sempre bisognosi di tutela? che poi, come dici tu, oggi nessuno ha più l’abitudine di raccogliere le bacche commestibili, chi le conosce ormai?
    Io ci rimango di stucco quando trovo interi cespugli pieni di lamponi maturi lungo sentieri anche molto frequentati; per me è una fortuna: mi faccio certe scorpacciate! però è triste vedere che si è perso questo tipo di conoscenza e anche di fiducia nella generosità della natura, questo approccio così semplice e antico che fa apparire come un piccolo tesoro ogni frutto rosso e maturo che occhieggia tra le foglie.
    Comunque, nonostante il consiglio del vivaista sia un ‘pochettino’ interessato, anche l’Azadirachta è un bell’albero, con pochissime esigenze colturali e tante virtù medicinali ed antiparassitarie (che sarebbero poi quelle che interessano a me)

  2. Ross, stai dicendo che il neem è un ottimo anticoncezionale? Tipo che si fa il decotto come una volta si usava il prezzemolo come abortivo? O ci si fa il bagno? E il Vaticano non l’ha ancora vietato???

    • sssst, che se se ne accorge blocca tutto come al solito!
      Però è vero, e si stanno portando avanti ricerche in tal senso; potrebbe essere il primo anticoncezionale maschile, finalmente.
      Non si sa bene quali sarebbero le modalità di somministrazione (mettere a mollo l’attrezzo? una bella tisana prima di intraprendere l’attività? una comoda pillolina?) però credo sarebbe un bel dono per l’umanità femminile; certamente molto più utile della famosa pillolina azzurra.
      Però a noi giardiniere interessano le sue virtù antiparassitarie e quindi, se si dovesse procedere con questo tipo di alberature, potremmo chiedere a Lidia di spedirci un po’ di semi. Magari potrebbe addirittura avviare una lucrosa attività import export…

  3. Direi che possiamo tagliare rapidissimamente la testa al Neem, dicendo che il suddetto albero è praticamente incoltivabile su tutto il territorio nazionale causa… ipertropicalità delle sue necessità colturali ;o)

    Ora scusatemi ma m’è venuto un certo languorino, vado ad azzanare una fogliazza di Melianthus…

  4. Ricevo un commento in replica. Anche se malvolentieri devo lasciare spazio a chi mi ha scritto. Siccome su questo blog dopo il primo messaggio si può postare liberamente, ritengo opportuno non darne la possibilità a questo utente, pertanto inserisco io la sua risposta, sic est, corsivata.

    ciao ross, è vero il neem è anche un potente spermicida.
    ma ha così tante virtù che per elencarle non sarebbe sufficente l’intera giornata…

    visto che le foglie del neem vengono vendute, non da me, a circa 130€ al kg qualche furbo credendo di risparmiare ha già avuto problemi con la gemella velenosa, ma gratis! ripeto: sono molto simili!

    a Maurizio rispondo:
    il neem vive bene con temperature da zero gradi, per qualche ora, e fino a cinquanta,all’ombra ovviamente, in OGNI TIPO DI TERRENO. in Italia è maggiore la superfice dove può vivere che quella out. nel salento abbiamo temperature estive di gran lunga superiori a quelle caraibiche, la differenza notturna , nel caso del neem è totalmente ininfluente.
    Per questo il neem cresce meglio che in india. non l’ho sentito dire… ne ho acquistati duemila…
    potrai pensare che dico idiozie, le accetto perchè non hai adeguata conoscenza del soggetto.
    MA,allora, devi pensare la stessa cosa per il C.N.R. degli states visto che già nel 1992 hanno proclamato il Neem L’ALBERO DEL XX SECOLO!!!

    Allora?

    Cordiali Saluti
    Joclaudio

  5. Sopravvive talmente bene che coltivazioni sperimentali sia in Sardegna meridionale che in località climaticamente molto favorite (Ischia su tutte) sono state del tutto fallimentari. Ha più o meno le stesse esigenze di una Delonix regia.

    Il “CNR degli states” , posto che nessuno ha mai negato le molte proprietà del Neem, può dire quel che vuole, qualunque autorità si stia tirando in ballo con questa denominazione. Se parliamo di qualche centro di ricerca nazionale USA poco ci importa di quel che dicono: loro i climi per coltivare l’Azadirachta indica li hanno….
    Detto questo, se il nostro amico ne ha acquistati (piantati?) 2000 esemplari, mi aspetto di vedere, circostanziati e documentati, i risultati del suo investimento…

  6. Ricevo e passo, corsivando, la risposta di Claudio.

    Ciao Maurizio,

    non ho idea di chi e come abbiano coltivato il neem in sardegna e ischia, non dici se sono partiti dal seme o con piante e di quali dimensioni….. se non ha funzionato avranno certamente sbagliato qualcosa!

    all’inizio ho perduto delle piante per eccesso d’irrigazione. un mio amico, incompetente, invece ne ha perso le sue due per l’esatto contrario.

    se mi dai la tua mail ti invio delle foto e perchè no anche copia del certificato fitosaniotario che conferma la specie.

    credimi è una pianta fantastica e molto facile. Di tutte le caratteristiche che l’hanno resa famosa quella ormai collaudata da noi e apprezzata al 100% è che con l’azadirachta indica le zanzare non ti ronzano + intorno!
    neppure gli altri insetti per la verità…

  7. Accidenti, vorrei vedere le foto e anche i certificati. Sono io colei che l’ha piantato ad Ischia, piante tirate su da semi ricevuti dall’India. Ci abbiamo provato diverse volte e non ce l’ha mai fatta. E non siamo proprio pizza e fichi in materia di coltivazione. L’Azadirachta sotto i 5° perde le foglie, e passi; non è l’occasionale punta di freddo, che la uccide, ma la permanenza per vari giorni intorno a questo tipo di minima invernale (che noi abbiamo in Gennaio) unita all’umidità ambientale, anche con un drenaggio perfetto come quello che abbiamo qui. E non saprei francamente come bloccare le precipitazioni, con alberi piantati in piena terra.
    Comunque al di fuori delle regioni tropicali del mondo, proprio negli Stati Uniti le uniche coltivazioni che hanno avuto successo sono in Florida meridionale (clima tropicale) ma non in California (clima mediterraneo caldo).
    Quindi se tu nel Salento hai davvero avuto successo con addirittura duemila piante, la cosa andrebbe segnalata ai vari enti che ne stanno promuovendo la diffusione ed ai giardini botanici che hanno invano cercato di coltivarlo, e andrebbe pubblicato un articolo che scardini la letteratura scientifica di mezzo mondo.

  8. Riprendo questo vecchio thread (appena “bookmarkato” nel mio browser) per dire la mia esperienza, proprio nel Salento, forse negativa (ancora non saprei). Incuriosito dalle proprieta’ di quest’albero l’ho ordinato, dopo non facile ricerca di un vivaio che lo avesse (che ora ha chiuso, o almeno ha chiuso il proprio sito web. Era specializzato in piante tropicali nel centro-nord) e dopo aver messo a mollo un totale di 50 euro e’ arrivata una piantina di 50cm.
    Era primavera incipiente, due anni fa. La piantina l’ho messa in vaso tutto torba e poco terriccio (e’ acidofila), sole a volonta’, e’ cresciuta lentamente, ha vissuto un inverno in casa di notte e fuori di giorno (o vicino a finestra in giorni molto freddi), poi nella primavera successiva e’ esplosa la crescita (fino ad 1,5m), anche grazie ad una buona concimazione (una sola dose) e rinvasatura in vaso grande. Fusto sottile, aiutato a star dritto da un bastone piantato. Ha fatto anche due semi (questi diversamente da quelli che si ricevono per posta -una volta ci ho provato- sono freschi).
    Questo inverno e’ arrivato lentamente, cosi’ tanto che siamo stati tentati (ed abbiamo purtroppo ceduto alla tentazione) di lasciarla fuori: “una volta si deve abituare”. Poi e’ arrivato l’inverno anomalo, niente nevicate qui, ma giorni interi sotto i 9 gradi con tutta la notte intorno ai 0-3 gradi. Avvolta in telo per piante (il vaso era troppo pesante per fare dentro e fuori casa) ha perso tutte le foglie, rametti marroni e decadenti, tutti, a malincuore, eliminati dopo la liberazione. Ora e’ aprile, la pianta e’ libera dal telo da fine febbraio, i semi sono stati piantati nello stesso vaso (con due bastoncini per localizzarli), regolarmente e non frequentemente innaffiata (come anche nel periodo freddo). No segni di vita. Pero’ basso tronco e radici sembrano vivi. Aspetto e spero.
    Quanto alla disputa su somiglianza e rischi: l’albero dei rosari (quello detto sopra velenoso) ha le foglie simili, ma sono disposte in modo diverso, e chi volesse informarsi in rete trova molto (qui non scrivo niente, perche’ sinceramente mi confondo sempre a memoria). E cmq e’ giusto risentirsi… dai, allertare addirittura il prefetto 🙂 Ma oggi chi mangia semi a caso? Gli umani no, i bambini non credo (e cmq non se sono correttamente educati e sorvegliati: esiste ancora la patria potesta’ e ci sono tantissime specie nostrane velenose o urticanti), gli animali non sono affatto fessi.

    • Io invece inizio a chiedermi se questo neem sia efficace contro gli insetti dannosi di cani e gatti. Senti, ma che significa “bookmarcato dal browser”?
      Speriamo che la tua Azadirachta ce la faccia, sarebbe un bel risultatao.

      • buona domanda: cosa significa bookmarcato? Che dovrei ricondizionarmi all’uso corretto dell’italiano: Aggiunto ai segnalibri del browser. E’ che io scrivo e leggo quasi solo in inglese, uso quasi solo sistemi operativi e programmi in inglese, e bookmark e’ una parola che ho sempre in testa 🙂
        Per quanto riguarda l’efficacia della pianta, essendo piccola (quando era ancora in salute) non saprei, ma ho avuto la fortuna di vederne alcuni fiori (profumo gradevole) ed ho osservato che gli insetti non ci si appoggiano (ma non desistono certo dal volarle intorno).
        Ho usato per il mio cane uno shampoo al neem, e’ molto pastoso, e’ profumato ovviamente, ma in “sottofondo” ha il suo odore strano, ed ho visto che gli fa il pelo morbido e in qualche modo prolunga l’effetto dell’expot (le fialette di antiparassitario sintetico specifiche per cani o gatti – devono essere diverse tipologie perche’ senno’ accoppano il nostro amico anzicche’ proteggerlo). Oggi come oggi non so se lo ricomprerei, userei solo l’expot, ed uno shampoo all’olio d’oliva che gli fa il pelo morbido e lucido come un cane da passerella. E vive in giardino…
        Cmq tutti i prodotti al neem sono sovraprezzati, c’e’ una decisa speculazione, un tentativo (un po’ ridicolo) di spacciarlo come panacea e di creare sorte di monopoli locali (anche in Italia). Senza parlare del tentativo di appropriarsi anche brevettualmente (gli USA) di una pianta assolutamente naturale e che ha milioni di anni (proteste del governo indiano e ritiro del tentativo di brevetto).
        Riguardo al confronto in disputa, tra melia toseendan ed azadirachta, uno dei due resiste meglio all’inverno, non ricordo quale.
        Grazie per l’augurio, anche io spero che la creatura sopravviva, se rifa’ i rametti e le foglie almeno per fine maggio ha superato una delle piu’ difficili invernate! Ciao.

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