Centocinquant’anni di sottomissione, sfruttamento, insulti e predazioni

17 marzo 1861, Vittorio Emanuele II di Savoia proclama la nascita dello stato nazionale italiano.

Frecce Tricolori, Garibaldi e Cavour. Fratelli d’Italia e Rai per il sociale.

17 pensieri riguardo “Centocinquant’anni di sottomissione, sfruttamento, insulti e predazioni

        1. Be’ è ovvio che non potrà essere così. la situazione cecoslovacca era diversissima. Intanto c’era una avversione storica tra cechi e slovacchi, molto più forte dell’avversione dei settentrionali per i meridionali, e non c’era sottomissione degli slovacchi ai cechi, ma c’era un’ampia coscienza della slovacchia di volersi disunire dalla Cechia. Quando cadde il muro di Berlino divenne tutto più naturale e la divisione si potè fare, lentamente e per gradi, di accordo comune.
          Qui non credo che sarà la stessa cosa. La storia è stata raccontata come una favoletta e inoculata come uno sciroppo per 150 anni. Il meridionale si crede inferiore, ci hanno caldamente raccomandato di crederci inferiori, ci hanno resi servili. E’ chiaro che ci deve essere una rivoluzione prima di tutto delle coscienze e una riscrittura equa dei fatti.
          Per come si sono messe le cose sarà più facile che io dimagrisca di 20 chili per la festa della repubblica.
          ma non per questo significa che non bisogni lottare e crederci.
          Lo sai che questa settimana di celebrazioni mi è valsa l’espulsione da molti blogroll “amici”?
          Il separatismo non è molto popolare. Le cazzate sul premier e su Ruby invece ti portano in vetta alle classifiche. mentre i top blogger affilano il loro linguaggio fatto di citazioni dal De Mauro o da qualche fonte filologica di pregio, il governo riduce pensionati e disoccupati alla fame, solo perchè siamo meridionali. E non dovrei essere separatista?

        2. Non ti resta che consegnare questo plico a Beta Cygni, affinché un giorno Maki Kamàl lo possa trovare…

    1. macchè spiritosi. E’ giusto riportare un’ epopea dorata alla storia con le sue luci e le sue ombre, purchè siano la verità..
      Ma a che serve questo tardivo secessionismo?
      Le prossime generazioni probabilmente vedranno un’Europa unita e noi stiamo ancora qui a volerci dividere. Bah!

  1. “Bah” è appunto una sintesi estrema di quanto l’italia tenga a noi. Il futuro del sud? Bah!
    E comunque il futuro del Sud, quello positivo, se mai ci sarà ( al di fuori di “bah” un po’ dispregiativi e disinformati), sarà all’interno del Mediterraneo, con o senza la comunità europea.
    “Tardivo secessionismo”? questa è bella davvero. Siamo stati allevati nel culto di garibaldi e cavour per 150 anni, solo oggi riusciamo a guardare alla nostra storia con lucidità, e non tutti ci riescono.

  2. Scusami Lidia, questa volta non riesco a essere d’accordo con te.
    Il “Bah” non è rivolto propriamente al Sud ma a tutti i secessionismi, a partire da quello leghista.
    Sono d’accordo che il Sud abbia subito molti torti, ma credo anche che la responsabilità di alcuni problemi non risolti non vadano cercati solo al di fuori. Insomma, ognuno si assuma le proprie responsabilità.
    Per finire, credo che se il Sud vuole aspirare ad un futuro migliore , come è giusto, ciò non possa prescindere dall’estirpare quei vermi solitari, quei cancri che sono le mafie.
    Nessuno può aver voglia di investire al Sud se non c’è sicurezza e legalità.
    E’ la mancanza dello stato italiano che vi danneggia, non la sua presenza.
    Ovviamente questa è la mia modesta opinione di cittadina.
    Poi mi dici che il futuro del Sud è legato all’area del Mediterraneo. A questo non ci avevo mai pensato e mi lascia molto perplessa.
    Ciao

    1. Mi capita spesso di sentire argomentazioni di questo tipo, generiche, vaghe, velatamente accusatorie (la mafia è una scappatoia in tutti i discorsi ) . Il Sud non ha subito “molti torti” ma una guerra non dichiarata. Siamo stati colonizzati dall’invasore piemontese che ha riscritto la storia a modo suo. Solo oggi, dopo 150 anni, riusciamo appena a scostare il pesante drappo di queste tenebre, ecco perchè il “secessionismo tardivo”.
      La mafia, di cui noi qui subiamo gli effetti peggiori, è un organismo parastatale dei cui movimenti e azioni lo “stato” , non solo è pienamente a conoscenza, ma che appoggia in toto e sulle quali vive (paga i suoi debiti, organizza le finanziarie etc.). Noi paghiamo il pizzo, mentre le banche del nord incassano soldi. naturalmente è un meccanismo che funziona da decenni, da quando esiste l’Italia stessa, e che in funzione della sottomissione del Sud è diventato via via più forte. Quindi per favore non raccontiamoci favolette sulla mafia.
      Nessuno può avere voglia di investire al Sud perchè lo stato non vuole che si investa al Sud, per tenerci sottomessi, un vaso pieno di voti a cui attingere. ANCHE per questo utilizza la mafia.
      E’ la presenza dell’italia così come è stata fatta che ci danneggia, che ci ha danneggiato e che continuerà a danneggiarci.
      In questo senso devo confessare che il regime Berlusconi è stato il fiore all’occhiello di questa morsa che ci attanaglia.
      Il “secesisonismo” (virgolette obbligatorie) è solo uno specchietto per le allodole, un sommovimento populista che serve di ricatto al governo.
      So che non puoi capire queste cose, in realtà le scrivo per una forma di responsabilità e cura per il mio blog, se qualche utente di domani dovesse leggere questa discussione.
      Ti inviterei a delle letture (non certo Gentile o Villari, ascari conclamati!)ma non so quanto la cosa possa interessarti. Il tuo stato ha sottomesso noi, ma ha tradito voi, il vostro patriottismo. Sarebbe ora che si distribuisse un po’ di caffè, sia su che giù.

  3. Posso essere concorde col fatto che le mie affermazioni siano vaghe, non sono una politologa.
    Posso continuare anche a non essere d’accordo sul tuo punto di vista, perlomeno non del tutto.
    A me piace considerare l’Italia una nazione unita.
    Centocinquanta anni fa una generazione di giovani ha lottato per questo ideale. Oggi chi rischierebbe un capello della propria testa per il secessionismo? Non i “sudisti” ( non so che termine usare senza sembrare offensiva nei tuoi riguardi) , ma nemmeno il senatùr e tantomeno quel rammollito del suo figliolo.
    Per fortuna c’è ancora qualche traccia di democrazia in questo paese , ognuno è libero di tenersi la sua opinione, per cui ti saluto e vado a farmi un caffè come consigliato.

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