I miei appunti su Murabilia, le fiere di giardinaggio, le mostre ideali e i blog che ne parlano

Direi il falso se non ammettessi che la discussione su Murabilia su CdG non mi ha sollecitato una riflessione, in un momento in cui per sollecitarmi occorre la potenza di uno virgola 21 gigawatt.

Non entro nel merito dell’oggetto della discussione che sembra poi ridursi a una questione semplice come se far entrare o no quelli che vendono saponette. Alcuni dicono di no, altri dicono che le saponette sono necessarie per sostenere l’organizzazione in modo che possano venire vivaisti di qualità. Insomma, è come vendere cento libri di Bruno Vespa per poterne vendere uno di Pizzetti.
Le saponette sostengono i vivaisti, insomma.

Dall’altra parte c’è chi le saponette non ce le vuole, perchè se le ritrova sempre ad ogni benedetta fiera a cui va. Quindi no alle saponette, no ai tovagliolini ricamati, no alle essenze di lavanda e fiori d’arancio: vogliono solo piante. Giustamente loro vanno ad ogni santa mostra che fanno, alla fine di saponette ne hanno fin sopra i capelli. Io che ci vado una volta ogni cinque anni le saponette me le comprerei pure.

E’ un po’ il discorso dell’enogastronomico che feci a suo tempo.

Ora c’è pure chi se la prende a caldo, e giù raffiche di proposte, e magari pure qualche pungolata nel sedere.
Bene.

Ma la domanda che a me sorge spontanea è: che me ne frega a me di tutta ‘sta baracca? Mica ci vado io a Murabilia. Non c’ho manco i soldi del biglietto per arrivare a Bologna, figurati comprarsi piante per centinaia d’euro di spesa, portarle a braccio alla stazione, caricarle sul treno e farci insieme mille cambi che Trenitalia ha disposto per arrivare sulla Jonica. E che so’ io Braccio di Ferro, Superman?
Senza contare che la metà ti muore di caldo e l’altra metà ci pensano i cani a distruggertele.
La sola cosa bella è che hai visto un po’ di amici che erano anni che non li vedevi. Il viaggio vale la pena solo per quello, ma non certo per le piante.

Quindi, dal mio punto di vista, Murabilia è una delle tante mostre di fiori e saponette che fanno da Roma in su, proprio laddove devi cambiare treno per prendere il Frecciarossa o FrecciaArgento, dove inevitabilmente si congela anche in estate perchè l’aria condizionata è talmente alta che un pinguino direbbe che è “appena tiepido”- e poi ci ingiungono di risparmiare sulla corrente, coglioni!
Al di là degli amici, vuoi visitarla e comprarci tante tante piante? Devi avere una beeeella auto spaziosa e scattante, infilarti sull’autostrada e arrivarci in macchina, pagare tre o quattro notti d’albergo. Te la visiti tutta, ti compri anche gli ammennicoli essenziali se li vuoi, se no fai finta di non vederli, sistemi tutto nel portabagagli e torni a casa lunedì mattina. Quattro giorni di ferie non pagate.

Murabilia, come le altre fiere, per me sono un nome scritto su un depilantes, una data, dei racconti di chi c’è stato, per il resto è come se non esistesse.

Vivi in Calabria? e resta in Calabria! è il motto dell’italia. Per arrivare a Cagliari, che è sullo stesso parallelo di Cosenza, io devo andare a Roma o a Bari, sempre se trovo il treno. Traghetto? Devo sempre partire da Palermo o da Roma. Tanto vale che ci vado a nuoto. Vivi in Calabria? e restatene in Calabria! Ma dove devi andare, ché ci hai il mare coi pesci belli rimpolpati di tunisini morti in mare, ché c’è il sole, il peperoncino, la ‘nduja, ché si mangia bene, ché c’è la cordialità! ma chi te lo fa fare di spostarti per una fiera di giardinaggio? Ma che le vuoi le Puya carnose? Ché ci hanno la carne dentro? e perchè, non le sapete fare delle belle polpettine al ragù, voi calabresi, che siete maestri di cucina? Ma resta dove sei, guarda, ti tolgo il treno, ti tolgo l’autobus, ti tolgo l’aereo, ti scasso l’autostrada e ti faccio un favore, così rimani nella tua terra e impari ad apprezzare le cose belle. Poi quando ci vediamo mi dici grazie e mi offri il caffè.
E comprati un oleandro e non rompere.

10 pensieri su “I miei appunti su Murabilia, le fiere di giardinaggio, le mostre ideali e i blog che ne parlano

  1. E se te na facessi (non io tu…) una in Calabria…piccola e con pure le saponette?
    Io ho iniziato così, x gioco, volevo una bella mostra di giardinaggio in Liguria, proprio a casa mia….
    simonetta

    • Be’ piccoletta e non troppo distante c’è la fiera annuale di Cittanova, “Cittanova Floreale”, c’è il miele, i quadri, tutta quella pappa che molti non sopportano. Ci vado ogni anno e cerco di dare il mio aiuto, ma io non so creare eventi, quello che cerco di fare e di aiutare chi sa farlo.

      • Cara Lidia, davvero stattene lì in Calabria, non sai che cosa ci guadagni. Tanto le cose che contano si fanno da lì come da qui. E un aereo lo trovi tu alla stessa distanza che devo fare io. Poi il mondo è largo, no? Non ti danno il diritto ai treni e alla comodità di scegliere quali mostre di giardinaggio visitare, ma almeno non entri in polemiche sterili come se fossero parole sante e se devi andare a Milano ad un appuntamento a cui tieni, come è successo a me ieri, per fare 140 chilometri non impieghi tre ore abbondanti perché le code sono molto peggio di quelle della Salerno-Reggio Calabria e all’appuntamento non ci arrivi. Sono così convinta di quello che ti dico che, non appena mi libero di un paio di zavorre, scendo al Sud anch’io. Poi lavoriamo alla mostra di Cittanova e mentre mi insegni a fare le polpette alla calabrese io ti racconto delle mafie del nord e delle regole che impongono. Facciamo così?

        • L’essere decentrati e al di fuori di certe dinamiche, lo so, è un vantaggio a volte. Ma quando è una scelta e non una imposizione voluta da un governo e da uno stato in cui non mi riconosco. Scendi al Sud, Mimma, vorrei poterti ospitare e portarti in giro a vedere le bellezze nascoste della Calabria, ma non se se resisteresti,certo tu sei un tipo tenace. Sulla mostra di Cittanova bisogna lavorarci ancora molto, è vero. E saltiamo le polpette, ché sto cercando di diventare vegetariana, ti faccio le polpette di melanzane che ti prometto che come quelle che faccio io non le hai mai mangiate!

  2. Lidia mi dispiace perchè ho come l’impressione che né io né gli altri che sono intervenuti siamo riusciti a far comprendere che non è solo una questione di saponette sì o saponette no.
    Io sono una di quei picchiatelli che le piante le vanno a prendere a Lucca o da qualche altra parte, e che poi se le portano in braccio fino a casa, in treno, in pullman e anche a piedi certe volte.
    Comprendo bene che certe questioni hanno un’importanza del tutto relativa. Ma una tana di talpa è e resta una tana di talpa, per quanto mi riguarda. Nessuno ha intenzione di farne una montagna.
    I problemi cui tu fai riferimento sono ben più seri e importanti, ovvio.

    • Ciao Maria, grazie dell’intervento. E’ ovvio che dalla discussione su CdG emerge che il problema non è solo “saponette sì, saponette no”. Anche io ho fatto la mia parte nel comprar piante alle fiere, portarle su e giù tra stazioni e treni, ma per come si è evoluta la situazione trasporti in italia, non ce la farei più a fare queste corvée.
      Non capisco invece l’allusione al proverbio inglese sulla tana della talpa e della montagna. Ti sembra che abbia voluto ingigantire un problema? Ho espresso solo il mio punto di vista, facendo bene attenzione a distinguerlo dalla CdG, nella quale era fuori luogo.

  3. Ma no, al contrario, stavo solo cercando di dire che i problemi di cui abbiamo parlato a proposito di Murabilia sono niente al confronto di quelli cui fai riferimento tu, che hanno evidentemente ben altra portata..

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