Eva e la rosa di Claudia Gualdana

Eva e la rosa. Storie di donne e regine di fiori
Una delle principali risorse delle piccole case editrici e motivo di sopravvivenza di libri poco pubblicizzati o al di fuori del grande circuito delle letture, è la presenza sullo scaffale.
Questo è vitale per un libro che non può contare su un gran battage, fascette o altro, ma solo su un ufficio stampa deciso e tenace.
Ho trovato Eva e la rosa sullo scaffale della mia libreria: una sola copia, era evidentemente destinata a me.
L’autrice non la conosco, si chiama Claudia Gualdana, chiedo lumi a Lucilla. Sulla bandella di quarta si dice che è giornalista e che si occupa di spiritualità, filosofia, storia e orientalistica. Vorrei conoscerla, la sua voce è forte nella lettura e fa simpatia, mette curiosità. Claudia, se ci leggi, fatti sentire.

Voglio partire a raccontare questo libro dalla veste grafica, semplice, pulita, dimensioni di un quaderno spesso, di formato tascabile e grazioso, con una bella copertina bianca di carta spessa e un’immagine un po’ vintage virata sula rosa.
Attraente.
L’autrice si introduce da sola con voce sicura: il libro nasce quasi come una curiosità che finisce per diventare occasionalmente una passione ossessiva, soprattutto quando le notizie sulle donne citate si fanno poche, misteriose e soprattutto, conservate all’estero.
Eva e la rosa racconta di donne, anzi di muse, alcune delle quali hanno avuto tanto a che fare con questo fiore da esserne riconosciute le madrine (come Giuseppina), altre a cui le rose sono state dedicate, come Rosamond Clifford.
Che posso dire? Il libro mi è romanticamente piaciuto. E’ come una sortita nello scaffale dei romanzi rosa, ma senza doversi sentire un po’ sceme per avere preso un romanzo di Barbara Cartland o di Geogette Heyer.
Eva e la rosa ha la capacità di trasportare e far veleggiare l’immaginazione e il sentimento, e questo è dovuto allo stile forse prolisso, a volte troppo mieloso, ma sempre gradevole, dell’autrice. Le informazioni non vi sono incuneate come zeppe in una porta, ma sono inglobate così bene nella narrazione da diventare favola esse stesse, leggenda, mito.
Indimenticabile il suo capitolo su santa Ildegarda di Bingen, per la quale l’autrice nutre una vera adorazione, pieno di sentimento, carico di umanità.
Anche personaggi un po’ fastidiosi come Donna Marella Agnelli, descritti dalla sua penna diventano interessanti. Alcune curiosità sono davvero delle godurie, come l’attestazione di disprezzo di Vita Sackville-West nei confronti di Wallis Simpson (forse perchè dell’americana dagli occhi azzurri si diceva che possedesse delle doti amatorie eccezionali, o forse per gelosia nei confronti del suo rinomato giardino azzurro, o forse, come suggerisce l’autrice, per l’imborghesimento pesante della Sackville-West, che nell’ultimo periodo della sua vita si comportava da reazionaria).
L’unica cosa su cui si attestano le mie perplessità sono le informazioni botaniche sulle rose. Non coincidono con quello che so io, ma questo potrebbe essere un mio demerito, tuttavia per la frequentazione che ho con il mondo delle rose, qualcosa non mi torna. Mi riprometto di inviare questo testo a un esperto che potrà valutarne i pregi e difetti di classificazione botanica. E naturalmente voi sapete già che sto parlando di Maurizio Usai, il quale credo avrà un’impennata di diabete nel leggere questo libro (in verità non è tanto un libro per maschietti).
Tuttavia mi sento di consigliarne la lettura, io l’ho affrontata come un diversivo dai soliti manuali, ma potrei essermi sbagliata, tutto dipenderà dalla precisione e dall’accuratezza delle informazioni. Una volta verificate queste, il libro si potrà tranquillamente collocare nella fascia più alta delle letture italiane del momento.

8 pensieri riguardo “Eva e la rosa di Claudia Gualdana

  1. Cara Lidia, mi dispiace di questo libro so poco e nulla. Avevo letto sul Sole 24 del 31 luglio una recensione, ma non mi aveva entusiasmata . Oltre tutto credo che il recensore non lo abbia neppure letto, perchè accenna si che è un libro di tutte donne giardiniere, ma poi racconta dei giardino di Celine, di H. James, di Valéry e di altri ometti. Penso che abbia scritto di loro perchè la Guadaglini è stata una giornalista del Sole, critica letteraria ed esperta di buddismo e altre cosedde. Ho appreso attraverso Internet che ora scrive per il Giornale, Libero e Il Foglio, giornali che non bazzico, perciò non la conosco. Pare una tosta. La cosa più divertente è che, vedendo le sue foto e video, mi ha fatto pensare che la figurina di flessuosa damina moderna, tutta carina e improponibile come giardiniera, con il cesto delle rose al braccio, pantaloncini aderenti al ginocchio e ballerine, sia proprio lei, oppure l’onorevole Santanchè in giardino.

  2. Vi ringrazio per questa recensione puntale e dettagliata, posso aggiungere che oltre al Sole 24 ore hanno parlato di questro libro anche : Vogue,Gardenia, Diva e Donna, Il Giornale di Brescia,Il Foglio, Il Giorno, L’Idea shabby Chic, Il Secolo, Libertà di Piacenza, La Cronaca di Piacenza ed altri giornali locali in occasione di alcune presentazioni che si sono svolte a Pietrasanta, a Firenze in un giardino storico nel centro della città insieme a Sandra Ceni di Fiorile e a Bobbio. E’ vero che per le “piccole” case editrici la presenza in libreria è fondamentale per arrivare al grande pubblico, a costo di grandi sacrifici, nel nostro caso però c’è un prestigio e una tradizione di editore storico e più che centenario,vale a dire Vallecchi. I nostri libri, oltre che per il contenuto, si distinguono anche per la qualità e l’accuratezza con la quale vengono realizzati. Un caro saluto da un ufficio stampa “deciso e tenace”. Sebastiana Gangemi

    1. E’ sempre una sorpresa quando mi risponde un autore o una casa editrice (e in questo caso “l’ufficio stampa deciso e tenace”). La veste grafica mi ha molto attratta, e la qualità della carta, la bellezza e la semplicità della copertina sono un caso raro nelle edizioni moderne. Lo stile dell’autrice mi ha affascinata e rilassata, incuriosita. Caloroso e umano il suo stile. Può farle i complimenti da parte mia? Ne ho già ordinato altre copie da regalare.
      Sarebbe bello se Claudia Gualdana volesse venire in Calabria!

  3. Mi spiace di essere un pò mielosa, ma ho il difetto di essere un’inguaribile romantica. In effetti il mio libro è più amato dalle donne e a loro era destinato. Per quanto riguarda la botanica ammetto di non essere un’esperta, tuttavia mi sono affidata alle classificazioni di Peter Beales, considerato un vero esperto in materia. Per il resto, non posso che ringraziarvi per la recensione. Ho scritto il libro con sincerità, un’attitudine che il lettore riconosce a naso e in genere viene premiata. Un saluto cordiale e affettuoso, Claudia Gualdana

    1. sono molto felice di avere una risposta direttamente dall’autrice, questo è appagante per una persona come me che legge e sente il bisogno di scrivere su ciò che ha letto.
      Il suo libro mi è piaciuto, mi è piaciuto davvero MENTRE lo leggevo. Mi ha molto rilassata. La sua sincerità è molto trasparente nel testo. La sua capacità fascinatoria è davvero non comune. Grazie di aver scritto, grazie di non essere come quelle signore altezzose che ritengono una recensione un atto dovuto.
      Spero di conoscerla un giorno.

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