Dice il saggio…(dialogo filosofico di Lidia Zitara in un solo attimo)

Dramatis personae:

Poco Confusio, maestro e alto dignitario della filosofia orientale
Molto Confusio, discepolo un po’ disattento e poco portato al ragionamento

la scena si svolge all’aperto, di giorno, in un bel paesaggio o in un giardino. Poco Confusio è sdraiato sotto un albero, Molto Confusio gli è vicino, seduto sull’erba con le gambe incrociate

Molto Confusio: Maestro, un giardino serve per piantarci fiori?
Poco Confusio: no
Molto Confusio: a cosa serve allora?
Poco Confusio: a niente
Molto Confusio: e quindi?
Poco Confusio: e quindi niente, goditi la giornata

15 pensieri riguardo “Dice il saggio…(dialogo filosofico di Lidia Zitara in un solo attimo)

  1. Bello, mi piace!
    Eh, non c’è niente come la buona vecchia filosofia orientale…
    M’ha fatto venire in mente quella frase, purtroppo non ricordo più l’autore:
    “Non affannatevi, non preoccupatevi, siete qui solo per una breve visita. Ricordatevi di trovare il tempo per annusare i fiori”

  2. Ehm, mi viene adesso in mente che forse non era “ricordatevi di trovare il tempo”, ma “ricordatevi di fermarvi”, ma insomma il concetto è quello, eh?

  3. heh.. un po’ in linea con un libro che ho appena finito di leggere. Comma 22 di Joseph Heller. La storia della proposizione autonegante… della serie “Questa frase è falsa”…

  4. Ma no dai, dev’essere questione di biofilia. Chi si affida ai figli, chi al cane, chi al gatto, chi al giardino, chi a tutti questi messi assieme secondo un budget personalizzato dettato da condizioni anche ambientali. Una cosa del genere.

  5. Genere? Si beh insomma inteso con caratteristiche comuni. Scheeeerzo.

    Voglio dire, l’innata propensione perlomeno umana di attorniarsi di esseri viventi. Quasi per guardarsi alla speccho in quanto vivente. Ricevere quindi riscontro e sentirsi bene, fortunato tra i fortunati viventi del mondo. Propensione ad amare la vita come riflesso dell’istinto di sopravvivenza. Sensazioni che si amplificano con splendide gratificazioni, quando puoi darti alla vita, puoi contribuire a svilupparla, quando non a crearla. Avviene per i figli, avviene nel rapporto con gli animali e i vegetali. Ognuno costruisce il proprio mondo come per la necessità di soddisfare un fabbisogno di vita attorno a se. Distribuisce sui soggetti a disposizione le proprie attenzioni, secondo una formula dettata dalla propria formazione, dalle esperienze vissute, dalla condizione presente. Condizioni ambientali insomma.

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