Dialogo zen in mezzo attimo e mezzo di un mezzo, cioè un quarto, di Lidia Zitara

Mattino, giornata tersa e luminosa d’inizio primavera. Due uomini stanno seduti sotto un gelso che domina una campagna lussureggiante e incontaminata.
L’uno è il maestro Poco Confusio che abbiamo già imparato a conoscere tempo fa, e l’altro è Molto Confusio, suo discepolo.

Poco Confusio è appoggiato con la schiena all’albero schiacciando un pisolino, con uno stelo d’erba in bocca. Molto Confusio è ritto e seduto a gambe incrociate, sudato.

Molto Confusio: che magnifica giornata, Maestro, stasera potremo cenare fuori!
E dopo un po’: Molto Confusio: Maestro, Maestro, un gabbian-falco, lì! Guardate!
Poco Confusio, senza aprire gli occhi: Ma tu lo sai che significa un gabbian-falco in questa stagione?
Molto Confusio: no, Maestro.
Poco Confusio: e allora goditi il panorama, ma stasera a cena porta l’ombrello.

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