Miiiiitico!

Questa, ragazzi, è proprio tutta da gustare.
Ricordate il mio recente post sul giardinaggio e la botanica?
Ebbene, ne ho una da raccontare che vi farà ridere tutti: oggi un professore di biologia mi ha detto che è IMPOSSIBILE individuare una pianta se non si ha il fiore, aggiungendo in tono condiscendente: “Senti, tu ne sai un sacco più di me sulle piante, ma l’hai dato l’esame di botanica sistematica?”.

Orpokann, infatti senza fiore non riuscirei mai a distinguere una rosa da un carciofo, o un tulipano da una crisantemo!
E come fare a spiegare al nostro professore che per distinguere certe cultivar o certe specie è proprio la foglia l’indizio essenziale?

Aaaah, qui si gioca a rimpiattino!

21 pensieri su “Miiiiitico!

    • Scientificamente è ineccepibile. Un medico potrebbe certificare il sesso di un individuo senza averne visto e analizzato i genitali?

      • Sì. I medici paleontologi lo fanno di continuo sulle ossa dei nostri antenati. Lo potresti fare anche attraverso lo studio dei cromosomi, senza contare che uno sguardo d’insieme -usualmente- è in grado di rispondere a questa domanda.
        Io direi di non estremizzare il concetto. Quante volte abbiamo identificato piante sul forum anche dalle foglie, o proprio graziealle foglie? Confonderesti un’Heuchera con una Colocasia?

          • Essendo una “moglie precisante-interrompente” (cfr. Antonio Amurri), a volte è difficile anche in vita, esaminando i suddetti. Alcune volte i genitali hanno conformazioni anomale ed esistono numerosi casi in cui i maschi vengano confusi con le femmine. Per poi dover condurre una vita sessuale difficoltosa, subire interventi, prendere farmaci tutta la vita…ecc ecc ecc.

            Ma non è certo quello che voglio dimostrare. E’ che è assurdo dire che è scientificamente impossibile distinguere una pianta da un’altra se non si osservano i fiori. I botanici forse faranno così, ma noi giardinieri abbiamo le manine e gli occhietti, e non solo il microscopio e le tavole dicotomiche.

  1. Ahahah! deve essere un vecchio professore del tempo dei “canonici di legno”. E’ la prima cosa che ti insegnano a botanica sistematica. Te la ripetono finchè non ti entra in testa e non sei più padrone delle tue idee. Chi ti ha risposto non è il professore, ma un sistema universitario vecchio, farraginoso, poco elastico e a volte illogico.
    Non prendertela con lui, è proprio l’esame di botanica sistematica che è così orizzontato. E botanicamente ha il suo perchè. “Giardinescamente”, come dici tu, invece è un’affermazione illogica e concretamente falsa. E’ fattibilissimo riconoscere piante dal loro fogliame, l’esempio “estremo” che hai portato è risolutivo.
    Potremmo ricordarci che i giardinieri non coltivano solo fiori, ma anche piante da foglia, tanto che esiste una vasta letteratura sulle piante da fogliame. Consiglio “Consider the leaf” se qualcuno vuole approfondire.
    In poche parole staccarsi dalla dottrina dei libri per entrare nella sfera dell’osservazione galileiana ha il suo valore e i suoi risultati.

    • In parte concordo, ma – a parte che estrapolato e decontestualizzato, il commento del professore, potrebbe essere frainteso – un conto è ragionare su base nozionistica, un conto su base scientifica. Io sono dell’opinione che lui intendesse affermare qualcosa del tipo: “se sei in possesso di un campione vegetale del quale ignori l’identità, non ti è possibile identificarlo (o classificarlo, ma comunque non “individuarlo”) con certezza scientifica se non ne possiedi anche l’apparato riproduttivo.”

      Poi magari mi sbaglio, ed era solo un vecchio babbione 🙂

      • Possibile, anzi, sicuro che -conoscendo il soggetto -intedensse questo. ma l’aria di condiscendenza con cui mi ha chiesto se per caso avessi fatto un esame di botanica sistematica (ben sapendo che io sono disegnatrice e giornalista) l’ho trovata difficile da digerire.

  2. Per quello che vale, anch’io ho dato l’esame di botanica sistematica anni-luce fa. E mi hanno sempre insegnato di guardare la foglia.

  3. Noi all’Università di Messina avevamo a disposizione un database che ci permetteva di seguire lo sviluppo della pianta nel corso dei mesi dell’anno e dovevamo saperla identificare (o almeno andarci vicino) in ogni mese, altrimenti erano guai. Ogni elemento veniva considerato, ma quello ultimo, il fondamentale, era il seme. Perlomeno a me così è stato insegnato.

    • A me invece fecero fare un’erbario usando le chiavi dicotomiche. Ne avevo una “portatile” (libro che entrava in una borsa) ed una da libreria, il vecchio Fiori in 3 volumi. Il Pignatti uscì solo alcuni anni dopo. Le chiavi erano quasi completamente basate sull’apparato riproduttivo, che si trattasse di fiori o di sporangi, anche se nelle felci o nelle Gimnosperme la foglia poteva avere un’importanza maggiore che nelle Angiosperme. Ho visto recentemente chiavi basate su altri caratteri ed ho anche provato ad usarle ma non mi sono sembrate molto efficienti.
      Il fatto e che se la pianta non la conosci affatto e parti da zero classificare in base alla sola foglia fino ad arrivare alla specie ha quasi sempre dell’impossibile (anche perchè da Linneo in poi l’apparato riproduttivo è stato il carattere in base alla quale veniva creata la classificazione e nonostante i rimaneggiamenti degli ultimi anni il grosso mi pare non sia cambiato)

      • insomma, scientificamente il professore non ha torto, giardinicolamente non si può dire che abbia ragione. In ogni caso il tono di accademico disprezzo è risultato insopportabile e non mi sento di trovargli scusanti.
        Una prova in più che la botanica occorre al giardiniere in giusta misura ma non è metro esclusivo di indagine.

  4. Salve a tutti: sarei… “il professore”.
    Oggi sono tornato a Milano (purtroppo!) e mi son imbattuto casualmente nella discussione e, siccome la ritengo fondamentalmente inutile (Lidia, potevi tranquillamente farmi le tue rimostranze di persona, tanto sono il primo a ridere di me stesso), vorrei pacatamente stroncarla prima di una possibile degenerazione.
    Prima di tutto neanche nei miei peggiori incubi oserei definirmi professore e non mi sono mai fregiato di titoli (anche di quelli che possiedo).
    La sera della discussione ero un po’ nero (e ho già da un pezzo chiesto scusa per essermi comportato come un “maledetto rompicoglioni!”, da leggersi, mi raccomando, con la voce da MedioMan) e, partendo da una discussione sulla scarsa efficacia di internet per la ricerca di informazioni (la ricerca del nome di una specie di cui si aveva a disposizione, in pratica, solo la foglia) ho fatto notare, in modo abbastanza sgradevole, ma, a mio avviso, non volutamente saccente, che se uno non conosce la pianta e ha a disposizione solo una foglia non potrà mai arrivare alla determinazione della specie, perché i testi di classificazioni basano le loro chiavi dicotomiche soprattutto sull’apparato riproduttore (nel caso delle angiosperme il fiore è essenziale).
    Questo è quello che ho imparato con l’esame di botanica sistematica; poi sono il primo ad affermare che nel riconoscimento “a vista” delle piante sono un cane e che Lidia ne sa 10000 volte più di me (l’ho detto quella sera stessa!).
    Per Maria Laura: dato che la pianta era inequivocabilmente appartenente alle angiosperme, non mi sembra tanto cretino saltare qualche passaggio e parlare direttamente del fiore. Forse tu cercheresti di determinare la specie di un rettile cercando di capire che tipo di cerniera ha la sua conchiglia? Tranne che nella fantasia di qualche mio alunno (sigh!) è evidente che i rettili NON hanno la conchiglia!
    Ecco che si è risvegliato il mio lato da “maledetto rompicoglioni!”.
    Saluti a tutti.

    Valerio

    P.S. Dai, Lidia: non te la prendere per questa mia risposta; sai che ti voglio bene!

  5. Tu frequenti un tipo del genere?
    Santo cielo, sembra che sia nato con la cattedra incorporata! E cerca di fare pure il simpatico. Sai come li chiamavamo noi al servizio militare questi tipi : “Missili”, reclute, quelli che erano pronti sulla rampa di lancio.
    Se penso agli alunni.
    Professò, con la risposta ti sei giocato ogni chance di non farti pensare come un gran rompi….

  6. Per favore, chiudiamola qui. Era una giornata no e “il professore ” è un caro amico. Gli piace molto il suo lavoro e ne parla volentieri. Io sono corsa a sfogare il nervosismo che mi assale sempre quando si confonde il giardinaggio con la botanica sul mio blogghino: sono stata imprudente ma non ho voluto cancellate il post perchè non lo trovo giusto nei confronti degli utenti.
    Però per favore non insultate il mio amico.

  7. Salve.
    Leggendo le vostre repliche ho la “vaga” impressione che, qualunque fosse stata la mia risposta, mi avreste lo stesso dato addosso.
    Ebbene: io sono quel che sono, non cerco di sembrare diverso, né simpatico né antipatico, conosco i miei meriti e i miei difetti e accetto ogni critica, purché motivata e ragionata.
    Lo stesso vale per voi?
    So benissimo che così mi assicuro nuovi attacchi, ma, dal momento che la mia intenzione era solo quella di evitare inutili degenerazioni in una discussione (della quale me ne potevo tranquillamente infischiare), credo che non siate stati, Lidia a parte, del tutto corretti nei miei riguardi.
    Non ho insultato nessuno; al massimo ho fatto un po’ di ironia e, visto il mondo in cui viviamo, non credo sia un grave delitto.
    Un’ultima cosa (e qui non transigo): i miei alunni mi vogliono bene e io stravedo per loro (anche se a volte scrivono o dicono cavolate pazzesche); molti di loro a distanza di anni mi cercano ancora per parlare, visitare mostre, giocare o guardare film, telefilm e cartoni animati.
    Posso chiedere a tutti un favore?
    Se bisogna continuare questa discussione, almeno utilizziamo le nostre energie mentali per classificarla, questa maledetta pianta!!

    Saluti a tutti.

    Valerio

I commenti sono chiusi.