3 pensieri riguardo “scheinkunstlische Gestaltung ersetzt mangelnde Formkraft durch inhaltliche (erotische, politische, religiose, sentimentale) Phantasiereize. “Fare del vecchio col nuovo” = Kitsch”
Con questa citazione (ma è una citazione?) hai sbriciolato il mio poco tedesco: ora mi metto in un angolo col dizionario… però non ho capito, cosa è kitsch? Il flou della foto?
Io di tedesco non so quasi niente. Una volta, a Roma, dovevamo avere lo stesso numero di telefono, con prefisso diverso, della Lufthansa di Milano. L’ho dedotto perchè ci chiamavano parecchie volte parlando in tedesco e dicendo “Lufthansa ya?”.
Gli anedotti su questi episodi si sprecano, ma una volta dissi “sprake no de tush”, e il tipo mi fa “ah ah ah, kratzie!” bum e mette giù.
Poi mi hanno spiegato che ho detto qualcosa del tipo “io parlare no doccia”.
COMUNQUE! La citazione viene da un dizionario di tedesco alla voce “Kitsch”. A quanto ho capito non deve essere facile da tradurre perchè ho dovuto chiedere aiuto al forum di Word Reference. Anche se la traduzione non è univoca doverebbe essere sommariamente questa: “pseudo arte o un design che sostituisce ad una carenza di creatività con una stimolazione artificiosa della fantasia mediante un contenuto standardizzato (erotico, politico, religioso, sentimentale)”.
Il Kitsch della foto non è solo la sfumatura, o l’effetto morbido, ma è il fare del vecchio col nuovo. Inorridisco a vedere foto scattate con l’Ipad, ritagliate, lomografate con i filtri e incorniciate in un bordo tipo polaroid.
E’ un simpatico esercizietto se ti vuoi passare un po’ di tempo a manovrare con Photoshop, ma spesso si fa anche sulla foto sbagliata. Io ad esempio ho scelto tre foto ravvicinate (close-up) che all’epoca non si facevano con le lomo o le polarorid! In genere nessuna natura morta (il che comprende fiori, tortine, cupcakes, oggettini shabby e altre porcheriole) veniva scattata se non con un obiettivo da almeno 90 mm. Almeno, proprio i più poverelli come noi avevano quello. E non si sprecava rullino per fare la foto al cestino con dentro i fiori a maglia e uncinetto.
Facevi la foto alla famiglia, alle persone, ai castelli, ai monumenti.
Il finto vintage sta dilavando l’originalità fotografica , viene fatto male, e siamo stanchi.
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)
Con questa citazione (ma è una citazione?) hai sbriciolato il mio poco tedesco: ora mi metto in un angolo col dizionario… però non ho capito, cosa è kitsch? Il flou della foto?
Io di tedesco non so quasi niente. Una volta, a Roma, dovevamo avere lo stesso numero di telefono, con prefisso diverso, della Lufthansa di Milano. L’ho dedotto perchè ci chiamavano parecchie volte parlando in tedesco e dicendo “Lufthansa ya?”.
Gli anedotti su questi episodi si sprecano, ma una volta dissi “sprake no de tush”, e il tipo mi fa “ah ah ah, kratzie!” bum e mette giù.
Poi mi hanno spiegato che ho detto qualcosa del tipo “io parlare no doccia”.
COMUNQUE! La citazione viene da un dizionario di tedesco alla voce “Kitsch”. A quanto ho capito non deve essere facile da tradurre perchè ho dovuto chiedere aiuto al forum di Word Reference. Anche se la traduzione non è univoca doverebbe essere sommariamente questa: “pseudo arte o un design che sostituisce ad una carenza di creatività con una stimolazione artificiosa della fantasia mediante un contenuto standardizzato (erotico, politico, religioso, sentimentale)”.
Il Kitsch della foto non è solo la sfumatura, o l’effetto morbido, ma è il fare del vecchio col nuovo. Inorridisco a vedere foto scattate con l’Ipad, ritagliate, lomografate con i filtri e incorniciate in un bordo tipo polaroid.
E’ un simpatico esercizietto se ti vuoi passare un po’ di tempo a manovrare con Photoshop, ma spesso si fa anche sulla foto sbagliata. Io ad esempio ho scelto tre foto ravvicinate (close-up) che all’epoca non si facevano con le lomo o le polarorid! In genere nessuna natura morta (il che comprende fiori, tortine, cupcakes, oggettini shabby e altre porcheriole) veniva scattata se non con un obiettivo da almeno 90 mm. Almeno, proprio i più poverelli come noi avevano quello. E non si sprecava rullino per fare la foto al cestino con dentro i fiori a maglia e uncinetto.
Facevi la foto alla famiglia, alle persone, ai castelli, ai monumenti.
Il finto vintage sta dilavando l’originalità fotografica , viene fatto male, e siamo stanchi.
Un vantaggio secondario di questo post è che ho scoperto il fenomeno della lomografia…pazzesco.