I miei peccatucci masscult

Devo avere non solo un’anima pop, ma anche il cuore e il resto delle frattaglie.

Dichiarerò al mondo le mie colpe, cercando di non omettere nulla, scrivendo così come mi viene.

1) Il più grave: ho visto un’intera edizione del Grande Fratello. Non so quale, era quella con Patrick. Seguivo anche le repliche e la puntata serale infrasettimanale.
2) Mi piace Alba Parietti e mi sono molto appassionata con “Il macellaio”
3) Ho letto qualche Harry Potter (forse anche due o tre) e l’intero volume I guardiani della notte di Sergej Luk’janenko
4) Una volta, nel 1992, volevo andare ad “Amici”, ho persino fatto il provino con Maria de Filippi.
5) Mi piace molto Star Trek. Ho visto tutte le puntate di Star Trek, dalla prima all’ultima serie almeno due o tre volte l’una, quelle di The Next Generation le conosco a memoria
6)Ho visto tutto Sailor Moon, esclusa l’ultima stagione
7)Mi piace la ‘Pierre de Ronsard’
8)Ho un blog
9)Colleziono immagini e libri di Holly Hobbie
10) Ho tutti i libri di Beatrix Potter e di Cicely Mary Baker, in compenso però detesto Anne Geddes, pur avendone un’agenda
11)Occasionalmente pratico il découpage
12) Mi piacciono i motivi vittoriani
13) Ho comprato tre volte 100 fiori ai ferri e all’uncinetto
14) Ho prenotato un copriteiera
15) Sono abbonata all’album di Patchwork Pottery e a quello di Andrea Joseph’s Sketchbook
16)Ascolto Madonna, i Pooh, i Duran Duran e le sigle dei cartoni animati giapponesi
17) Ho dai tre ai cinque Moleskine
18) Vado in delirio davanti ai dolcetti danesi e in genere a tutti i dolci anglo-americani, come muffin e scones
19) Lascio che i gatti dormano su letti, poltrone e divani, e che il cane dorma sul mio scendiletto
20) Ho letto credo una mezza dozzina di libri di Barbara Cartland
21) Ho tutte le cassette originali dei film Disney da Fantasia fino a Pocahontas, e le ho viste più di una volta
22) Ho seguito, e se mi capita qualche volta rivedo, le seguenti serie televisive: Tre cuori in affitto, Starsky e Hutch, Spazio 1999, Zaffiro e Acciaio, Doctor Who, Buck Rodgers, Il mio amico Alf, Love Boat, Mork e Mindy, Baretta, Colombo, Charlie’s Angels, Strega per amore, La signora in Giallo, Manimal, Casa Keaton, I Roper, George e Mildred, A-team, Vita da Strega, I Robinson, I ragazzi del computer (del cui protagonista ero innamorata), Mash,Saranno famosi (eccetto le ultime stagioni) La casa nella Prateria, La conquista del West, Arnold, Furia cavallo del west, Rin Tin Tin, Lottery, Mc Gyver, i Chips, Simon & Simon, Supercar, Hulk, Wonder Woman, L’uomo da sei milioni di dollari, La donna bionica, La banda dei cinque, Orzowei, Sandokan,L’albero delle mele, Giudice di notte (c’è una puntata con Brent Spiner-se a qualcuno interessasse), Happy days, Moonlighting, Cuore e batticuore, Remington Steele, Twilight zone (c’è una puntata con Brent Spiner – se a qualcuno interessasse), Alice, Gli Orsi, Automan, Street Hawke, Sulle Strade di San Francisco, La famiglia Bradford, La frontiera del Drago, Tre nipoti e un maggiordomo,Baby sitter, Due uomini e mezzo, Genitori in blue jeans, Hardcasle & McCormick, L’uomo di Atlantide, Babylon 5(per quello che ho potuto), Seaquest, La banda dei sette, 21 Jump Street, New York New York, T.J. Hooker e Adam 12…gli alti telefilm trasmessi li ho guardati solo di striscio.
23) Ho visto tutto Lost
24) Ho visto Quando si ama, Dallas e Capitol. Fatevi sotto, mi ricordo i nomi di tutti i personaggi
25) Ho visto, e avrei continuato a seguire, se non l’avessero interrotto, Una donna alla casa Bianca
26) Ho le stampe di Marjolein Bastin incorniciate nella stanza da letto
27) Seguo ogni pomeriggio “La strada per Avonlea”

Comprata come Sonia Rikyel



Giardino13

Inserito originariamente da Lidia Zitara

Lupini



Lupini

Inserito originariamente da Lidia Zitara

Questi sono i lupini spontanei che da noi crescono sulla costa. L. angustifolius. Credo siano molto diffusi anche in California, comunque c’è uno stato americano dove li considerano un’erbaccia. Se si va un po’ più su o meglio nell’entroterra, si vede quello giallo, bassino, e anche quello bianco. Quelli non so che specie siano. Invece quello che vorrei sapere, e che non riesco ad appurare, è da quale specie si ottenga il lupino commestibile, che a me piace da morire.

Ode estemporanea al lupino

Lupino, lupino,
sei blu come un delfinio.
Sei buono da mangiare,
anche se ti devo dissalare.
Qualcuno ti chiama erbaccia
faremo in modo che taccia.

Pozzine d’erba e fiori blu



Erba fine

Inserito originariamente da Lidia Zitara

“Non per fare una critica…”

Quante volte avete letto una frase di questo tipo, quante?

  • Non vorrei fare una critica, ma mi sembra che…
  • Non per essere critici, ma forse sarebbe meglio...
  • Non vorrei che si prendessero le mie parole come una critica, ma sinceramente non trovo giusto che…
  • Lungi da me fare una critica, però…
  • Guarda che hai capito male, non volevo criticarti, volevo solo precisare che…
  • E alla via così.

    E’ normale che attraverso la comunicazione non verbale tipica di oggi e del mondo di internet si tenda ad una prudente cortesia (c’è chi non lo fa, veramente. Sant’Antonio troppa grazia), ma in questo caso specifico c’è non solo un inutile eccesso di prudenza (in ogni caso la persona soggetta a “critica” la prenderà male, garantito. In certi casi il silenzio è d’oro), ma soprattutto un errore di fondo che affligge anche le comunicazioni verbali interpersonali vis à vis,il giornalismo, anche quello specializzato, le pubblicazioni d’ogni genere e in sintesi tutto il mondo della comunicazione professionale.

    In buona sostanza, un errore che coinvolge praticamente tutti, perlomeno in “Italia”.

    Ovviamente molti sanno che la parola “critica” non significa solo un’esternazione di un’opinione negativa, ma semplicemente e più solidamente una analisi di un qualcosa, fatto o azione, che non necessariamente conduce ad un rapporto di negatività o conflittualità con l’oggetto dell’analisi.

    Il caro vecchio Kant scrisse tre libri (nel mondo accademico si dice persino che siano importanti…): Critica della ragion pura, Critica della ragion pratica e Critica del giudizio.
    Con questi tre libri il caro vecchio Kant non voleva mica “criticare” la ragion pura, la ragion pratica e il giudizio, ma semplicemente analizzarne la condizione, lo stato, l’essenza metafisica. Non ce l’aveva mica su con la ragion pratica. Voleva semmai capirla.

    Ecco, se vogliamo darne una definizione potremmo dire che una critica è una serie di pensieri e riflessioni che sono necessari per comprendere una cosa, non per stroncarla.

    La stessa parola, Krisis, viene dal greco e significa “dividere, separare”. Nel linguaggio fisico-matematico è un termine assai usato, poichè definisce il momento preciso del passaggio di un sistema da uno stato ad un altro (ad esempio il limite di Chandrasekhar). Prendiamo l’espressione “massa critica”: viene utilizzata in astrofisica per determinare la massa necessaria affinchè un corpo celeste passi da uno stato ad un altro (es. dallo stato di protostella a stella, di pianeta a stella, ecc.). In poche parole, quando un insieme di elementi è stazionario e sopravviene un cambiamento.

    Il cambiamento in sè per sè è un evento normale della materia (anzi, per la scrivente è un evento costitutivo della materia) ed essere una nana bianca non è nè meglio nè peggio che essere una supernova. E’ solo differente.
    E’ a comprendere questa differenza, questa krisis, che serve una critica.
    Le critiche sono quindi necessarie per comprendere la realtà che ci circonda e la nostra posizione, come società e come singoli individui, all’interno di essa.

    Monna Lisa di caffèlatte
    La critica è poi il fondamento del processo di storicizzazione dell’opera d’arte. L’osservazione e il giudizio dell’osservatore entrano a tutti gli effetti a far parte dell’insieme noto come “opera d’arte“. Con una frase provocatoria ma veritiera dirò che un’opera d’arte senza un pubblico non è più tale.
    Chi si astiene dal giudicare perche “non sa” o peggio, perchè “non lo trova giusto” commette il danno più grande che si possa infliggere verso quella congerie di oggetti e azioni chiamati “Arte“. Chi nega che qualsiasi produttore d’arte lo faccia per un pubblico ideale è alla meglio un ingenuo o non ha in sè la benchè minima percezione di cosa sia produrre arte.

    E quindi? E quindi sono stufa, arcistufa delle frasette sul tipo qui sopra riportato. Che le persone prendano coscienza di ciò che dicono e ciò che fanno, se ne assumano piena responsabilità. Questa forma pseudo-evangelica di “non fare critiche” non è che supina quiescenza intellettuale mascherata da cortesia.

    Si potrà anche essere pazzi, ma c’è ancora chi sa distinguere un falco da una colomba.

    Dopo Amazon.it ad IBS gli tremano le natiche e anche ciò che le contiene. Era ora, maledetti tirchi.

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    Filo spinato



    Filo spinato

    Inserito originariamente da Lidia Zitara

    Il parco acqua di Soverato



    Parco Soverato

    Inserito originariamente da Lidia Zitara

    Ruby

    Io Ruby, tu rubi
    Ruby: seconda persona singolare del presente indicativo del verbo “rubare”

    Satori: sesso è/e amore

    Il giardinaggio è l’amore, la cucina è il sesso.