Usura estetica: lomo/vintage/polaroid.

Mandorlo_almond flower

Hibiscus arnottianus e Pyracantha (credo) ‘Grand Soleil d’Or’

Mi porti su, signor Scott.

Naturalmente si tratta di un prototipo del vecchio modello hyperdyna 120-A2, un po’ capriccioso. La scomposizione molecolare avviene tramite un discriminatore di fase quantica e un campo di contenimento strutturale. La ricomposizione avviene attraverso una manopola che il signor Scott sa solo lui come funziona.

Avatar di Emilio TremoladaUNA CASA è UNA CASA

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La svastica sul sole

la svastica sul sole

Portale della chiesa di San Francesco, Gerace

All’insegna del glicine

La casa di Gianna

Geranio bianco rubato al cimitero

pelargonium zonale bianco white

Cornicetta di gigli e plumerie. Sottotitolo: le magie dei telefonini moderni. A presto nuove novità

gigli e plumerie cornicetta schifosa

Dirty tree

Ho una particolare predilezione per gli alberi sporchevoli. Certo, c’è sporco e sporco. C’è lo sporco un po’ fastidioso dei platani quando lasciano cadere i frutticini, che puzzano un po’ come di scoreggia di cane, c’è lo sporco polveroso di certe mimose, che ti sembra un po’ alieno, tipo una polverina gialla che ti trasforma in un ultracorpo. C’è lo sporco veramente zozzone degli oleandri, che lasciano cadere tutto, ma sì, fiore, foglie, baccelli.
Non so dire quanto mi gratifichi questa vendetta che gli alberi si prendono sulle persone, sulle amministrazioni comunali, sulle signore iper-perfette, sulla Grande Madre Massaia Mediterranea.
Tu vuoi pulito? e io ti sporco, tiè! Mi spappolo tutto sui marciapiedi, sui sentieri, sul pratino, ti rovino, ti insozzo, ti costringo a spazzare, a rastrellare, a chiamare l’indiano per pulire e potare, ti costringo a litigare coi vicini e a pagare le multe.
Ah ah!

E poi penso a questi alberi “sporchevoli”, liberati come pesci dalla nassa, dispersi tra prati e campagne, dove la loro sporcizia non sarebbe considerata insultante.
Che visione, che immensa bellezza un prato ricoperto da petali. Varrebbe la pena coltivare certe piante solo perchè perdono i petali. Si lasciano cadere tutte, si spogliano della loro bellezza, abbandonano la loro veste sericea sul prato in un circolo colorato.

La prima pubblicità che ricordo d’aver visto è quella della cera Liù, in cui una signora chiedeva al genio “un tappeto di luce”.
A me piacerebbe un tappeto di petali.

Plumbago ‘Bleu Foncé’ e Clematis ‘Justa’, carrellata

Una clematis comprata al vivaietto e la Plumbago coerulea ‘Bleu Foncé’ regalatami da Maurizio (Usai)

All’ibisco!

all'ibisco!