Questo trimestre Rosanova ha pubblicato una recensione al libro di Isabella della ragione Tenendo innanzi frutta.
La foto è grande, forse ci vorrà un po’ per caricarla.

Categoria: Libri, riviste, pubblicazioni
Orfana della prateria
Se mi avessero detto, quando avevo quindici anni, che nella mia vita avrei letto tutto William Least Heat-Moon, avrei riso di gran cuore.
Veramente non credo neanche che Heat-Moon sia il mio genere. Non chiedetemi come ho fatto a diventarne dipendente, perchè non lo so.
Ho letto Strade Blu in un momento delicato della mia vita e ho legato il libro a particolari emozioni di libertà e conoscenza di se stessi.
Poi ho iniziato Prateria, che attorno alla centocinquantesima pagina (appena all’inizio) mi ha inginocchiata e costretta a tirarmi fuori di violenza da quel piatto mondo di erba senza fine.
Prateria è fuori commercio in Italia, perciò l’ho ritirato, con somme spese, da Abe Books, pur di averlo. Con questo risultato.
E dato che avevo ritirato anche Nikawa, mi sono poi applicata a quella avventura che mi sembrava nuova ed eccitante: l’America vista da un piccolo battello a scafo piatto, l’America vista da dentro.

Dopo averlo finito, tale era il desiderio di rimanere nelle foreste e nei boschi dell’America, che ho preso, dopo tanti anni, una copia sgualcita di Walden, di Thoreau.
Ma non c’è stato verso, quella prateria appena sfiorata mi osservava dal ripiano, insieme alle sue due sorelle. Infine ho lasciato Thoreau per riprendere Least Heat-Moon.
Stasera la finirò, e sarò un’orfana in mezzo alla prateria.
“Giardiniere per diletto” su Tg2.it
Ho saputo solo ora che è stata riproposta oggi la recensione del mio libro sul settimanale di approfondimento di Rai2, Tg2.it, nella rubrica Achab Libri.
Vi allego il link della pagina su cui è possibile vedere la rubrica. Sarà visibile per tutta la settimana, poi, per le successive bisognerà cliccare su “Tg2 Achab, puntata del 1/04/2010″ .
“Nanetti è Design”, di Anna Lombardi, Lidia Zitara e Maria Beatrice Bertone. Guarnerio editore
I nanetti sono diventi affascinanti e stuzzicanti come e più di Nino d’Angelo, solo che , non potendo parlare, non hanno la possibilità di dire la loro sui tavoli, gli sgabelli, le lampade a pannellino solare, le ciotole per gli uccellini.
Dorolo e Fungolo direbbero: “Il Principe Filiberto, quello sì che è Kitsch, mica noi! A noi ci vogliono bene pure i grandi designer del mondo, che ci hanno usato un po’ come facevano da bambini quando giocavano agli gnomi, ed un po’ con l’occhio al mercato, pensando che con noi si potevano fare buoni affari, visto che eravamo fuori dalla circolazione da un bel po’”.
Mica fessi Dorolo e Fungolo!
La designer Anna Lombardi, letto il mio articolo sui nanetti mi ha chiesto una collaborazione per una pubblicazione piccolissima e un po’ “di nicchia”, ma veramente bella, informativa, gradevole e con quell’apparenza di “gioco” che non guasta mai quando si parla di nanetti. Anna Lombardi si chiede provocatoriamente se sia design quello dei nanetti: la risposta è tra le pagine del libro.
La pubblicazione è sponsorizzata dalla Associazione InterAzioni Design.
Qualche foto:







Di seguito la presentazione del volume da parte di Anna Lombardi:
Un piccolo libro sul Design dei nanetti da giardino.
Prima pubblicazione del suo genere, lancia una provocazione ai designer:
i nanetti sono oggetti di cattivo gusto oppure manufatti simbolici ad alto contenuto culturale?Per quanto considerati kitsch per antonomasia, non hanno mai conosciuto flessioni di mercato ed sono stati recentemente portati in auge, anche tra un pubblico più esclusivo, da aziende note nel mondo del Design della Moda. Perché non cercare di scoprire le ragioni di questo intramontabile successo?
La differenza, rispetto ad altre indagini che si sono occupate di chiarire gli aspetti che legano il prodotto industriale al gusto, è che in questa pubblicazione ci prefiggiamo di farlo escludendo quella sociologica e concentrandoci sulla forma, sui materiali, sulle modalità di produzione. In poche parole, sul Design. Vorremmo dare un contributo alla definizione teorica di questa disciplina che, per eccellenza, si occupa di conferire qualità al prodotto industriale, curando la forma in relazione al materiale e ottimizzando le lavorazioni. Non a caso i nanetti da giardino sono di corrente produzione di serie e si possono comprare a prezzi contenuti nei negozi per il giardinaggio. Sono alla portata di tutti: quale miglior terreno di confronto per una disciplina la cui utopia è portare la bellezza nelle case di tutti? E allora: è o non è Design confrontarsi con un oggetto considerato Kitsch e creare un prodotto di successo? E’ o non è Design trovare una soluzione per produrre a basso costo una forma plastica e complessa?
Pubblicato da Guarnerio Editore, si può richiedere all’associazione
InterAzioni, via della Rosta 46, 33100 Udine, tel. 0432 204097, e-mail: sacco@guarnerio.coop.
24 a Cesena
23 a Imola
Due rose, un destino
Il collegio di Santa Lucia per giovinette allevate dai lupi

Questo è un libro strano. Ma davvero strano. A partire dalla copertina, illustrata come si faceva decenni fa, non elaborata al computer. Attenzione, se lo lasciate senza sorveglianza potrebbe mettere gambe e andarsene in giro da solo per casa.
Parla di cose stranissime e surreali, i protagonisti sono sempre ragazzi, e per questo motivo, in rete, trovate scritto che è un libro di fiabe per bambini. Ma de che? Qua ci vuole cuore saldo e nervi freddi per non sentirsi spacciati nei mondi che descrive Karen Russel.
Mondi che lasciano interdetti, sgomenti, sorpresi, assolutamente attoniti. Tutto è surreale e contemporaneamente di una logica freddezza da lasciare senza fiato. Come commentò Steven King: “E chi se li toglie più dalla testa?”. Una lettura che più che magica è ammagante, sconvolgente e a volte paralizzante.
Lo stile è stato definito da alcuni freddo, concepito a tavolino solo per stupire il lettore. Io credo che Karen Russel non si neghi il piacere di una parola un po’ balzana quando le sembra il caso che ci vada.
Altra critica: che i racconti non hanno una fine. Perchè, la nostra vita ce l’ha, mentre la viviamo? la vita ha una fine solo dopo morti, quando non possiamo raccontare più nulla. Questi racconti sono come la vita, potenti, sfuggenti, in bilico tra dimensioni, spiegazioni, motivi, volontà e incertezza. A volte senza un senso apparente. Ma il vero senso è che la nostra stessa vita non ne ha uno, se non che siamo qui, che la vita esiste, e l’identità. Che il potente spettacolo continua, e che ognuno di noi può contribuire con un verso.
Vi dico il mio racconto preferito: “Il campo Z.Z. per sognatori disturbati”.
E chi se lo toglie più dalla testa?
Come scrivere un romanzo fantasy e vivere felici
Volete scrivere il romanzo fantasy dell’anno, diventare ricchi e famosi e passare dalla letteratura al cinema com’è successo ad Harry Potter?
Tra mille tentennamenti e Moleskine di tutti i colori e dimensioni, avete preso appunti e vi siete fatti venire in mente un paio di idee, qualcuna magari non da buttare. Ma come collegarle, e come far magicamente “rotolare la palla”, come diceva Steven King?
Se non siete sicuri di voi stessi avrete cercato in manuali e guide allo script, a partire da Come scrivere una grande sceneggiatura di Linda Seger, a finire a On Writing di Steven King.
Ovviamente non ci avrete trovato quello che vi serve davvero, e cioè COSA devo far fare al mio personaggio perché il romanzo funzioni?
Buttate via le guide di script che avete acquistato e comprate invece Morfologia della fiaba di Vladimir Propp. Un sottotitolo non esiste, ma potrebbe benissimo essere: “Prontuario per aspiranti scrittori”.
Arrivate a pag 31, capitolo terzo e leggete quelle che Propp chiama “funzioni dei personaggi” .
Propp prende in esame una parte del corpus delle fiabe russe raccolte da Afanasiev e per anni ha analizzato la loro struttura fino a raggiungere la conclusione che le fiabe russe (ma anche una gran parte di altre fiabe, è basata su sette personaggi (eroe, falso eroe, antagonista, aiutante, donatore, personaggio cercato, mandante).
Dopo la situazione iniziale (un re con i suoi figli, una principessa e le sue ancelle, quarantaquattro gatti e trenta poltrone, ecc), si parte con le funzioni.
1) Uno dei membri della famiglia si allontana da casa. Simbolo “e”
2) All’eroe è imposto un divieto, simbolo “k”
3) Il divieto è infranto, infrazione, simbolo “q”
4) Nella fiaba entra ora l’antagonista, il cui compito è quello di produrre un danno, una mancanza, una menomazione
5) L’antagonista tenta una ricognizione, investigazione, simbolo “v”
6) L’antagonista riceve informazioni sulla vittima, delazione, simbolo “w”
7) L’antagonista tenta di ingannare la vittima per impadronirsi di lei o dei suoi averi, tranello, simbolo “j”
8.) La vittima cade nell’inganno e così favorisce involontariamente il nemico, connivenza, simbolo “y”
9) L’antagonista reca danno ad uno dei membri della famiglia, danneggiamento, simbolo X
10) A uno dei membri della famiglia manca qualcosa o viene desiderio di qualcosa, mancanza, simbolo “x”
11) La sciagura o la mancanza è resa nota; ci si rivolge all’eroe con una preghiera o un ordine, lo si manda o lo si lascia andare, mediazione, momento di connessione, simbolo “Y”
12) Il cercatore acconsente o si decide a reagire, inizio della reazione, simbolo “W”
13) L’eroe abbandona la casa, partenza, simbolo ↑
14) Nella favola eentra ora in scena il donatore, di solito lo si incontra sulla strada, per caso. Da esso l’eroe riceve un mezzo che permette di porre termine alla disgrazia, ma prima di ottenere il mezzo l’eroe è sottoposto a delle prove
15) L’eroe è messo alla prova, interrogato, aggredito, ecc. come preparazione al conseguimento di un mezzo o aiutante magico. Prima funzione del donatore, simbolo “D”
16) L’eroe reagisce all’operato del futuro donatore, reazione dell’eroe, simbolo “E”
17) Il mezzo magico perviene in possesso dell’eroe, fornitura, conseguimento del mezzo magico, simbolo “Z”
18) L’eroe si trasferisce, è portato o condotto sul luogo in cui si trova l’oggetto delle sue ricerche, trasferimento nello spazio tra due reami, indicazione del cammino, simbolo “R”
19) L’eroe e l’antagonista ingaggiano direttamente la lotta, lotta, simbolo “L”
20) All’eroe è imposto un marchio, marchiatura, simbolo “M”
21) L’antagonista è vinto, vittoria, simbolo “V”
22) E’ rimossa la sciagura o la mancanza iniziale, rimozione della mancanza, simbolo “Rm”
23) L’eroe ritorna, ritorno, simbolo ↓
24) L’eroe è sottoposto a persecuzione, persecuzione, inseguimento, simbolo “P”
25) L’eroe si salva dalla persecuzione, salvataggio, simbolo “S”
26) L’eroe arriva in incognito a casa o in un altro paese, arrivo in incognito, simbolo “0”
27) Il falso eroe avanza pretese infondate, pretese infondate, simbolo “F”
28) All’eroe è imposto un compito difficile, compito difficile, simbolo “C”
29) Il compito è eseguito, adempimento, simbolo “A”
30) L’eroe è riconosciuto, identificazione, simbolo “I”
31) Il falso eroe o l’antagonista è smascherato, smascheramento, simbolo “Sm”
32) L’eroe assume nuove sembianze, trasfigurazione, simbolo “T”
33) L’antagonista è punito, punizione, simbolo “Pu”
34) L’eroe si sposa e sale al trono, simbolo “N”
Non tutte queste funzioni sono presenti contemporaneamente nella stessa fiaba, e non tutte si presentano sotto il medesimo ordine, anche se il più delle volte è così.
Se per un attimo dimenticate che stiamo parlando di fiabe, queste stesse funzioni si possono applicare a molti romanzi, opere teatrali (Shakespeare, a d esempio), a film non necessariamente fantasy o di fantascienza, ma anche commedie o drammatici.
Fate una prova: componete una fiaba artificiale secondo questo schema: XYW↑DEZR
Ora, scherzi a parte, questo libro, tappa obbligata per gli amanti della fiaba e del genere fantasy (quello vero, non la robaccia andante di questi ultimi anni), può davvero aiutare nella stesura di un romanzo, di qualsiasi tipo sia. E’ quel genere di studio che vale mille manuali di script perché analizza chirurgicamente la morfologia di un genere letterario. Io non credo ai corsi di scrittura creativa e alla manualistica più di quanto non creda agli oroscopi. Ma se avete qualche buona idea in testa, e se siete in difficoltà sull’intreccio, questo volume magari non vi darà magicamente la soluzione, ma di certo vi farà pensare. Ed è tramite il pensiero che corre che vengono le idee.






