Firmare per bloccare l’importazione di scimmie per la vivisezione a scopo cosmetico

Non ho il coraggio di mettere la foto, ma vi prego di firmare questa petizione.
Grazie !

QUI il link su Change.org

La via che non presi

copy Walt Witkins su Flickr

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The road not taken

Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
and be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could

Then took the other, as just as fair,
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear,
Though as for the passing there
Had worn them really about the same,
And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black.
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I–
I took the one less traveled by,
and that has made all the difference.

Robert Frost

La lettura della signorina Sherwood di Saranno famosi:

http://www.sarannofamosi.org/mp/sherwood.mp3 , non è fedele oll’originale, ma la trovo molto emozionante.

N°3

Lavoretti alla cappelletta di papà con digressione sul comunismo russo

In questi giorni ho fatto un po’ d’ordine anche alla cappelletta di papà. Fino a che abbiamo potuto abbiamo portato dei fiori freschi, ma poi anche quella spesa si è rivelata insostenibile. E poi, diciamoci la verità, ho vissuto dei mesi di forte litigio con mio padre e non volevo andare a trovarlo.
Nel 2010 avevo messo dei vasi con delle piante da fiore che ho visto solamente sfiorite, dopo la scorsa estate. Un Crinum nonsocome che mi aveva regalato un amico, che ha fiorito per la sua prima volta lì, alla cappelletta del cimitero, senza che io l’abbia veduto, e degli Agapanthus bianchi e viola. Ho tolto le cime sfiorite, pulito, annaffiato e rimpiazzato qualche pianta stanca o defunta. Tanto sono stata distratta che ho trovato delle orchidee di terra piantate in un grosso vaso, ma non ricordo assolutamente d’averlo fatto. O l’ho fatto in stato di catatonia, o sono stati i custodi, o una ramaglia della mia parentela. Sta di fatto che pensavo di trovarle stecchite, e invece sono salve anche se malconce e non fiorite.
Questa primavera ha portato le rifioriture di alcuni bulbi piantati l’anno prima, muscari, narcisi ‘Tete à Tete’, giacinti rosa e blu. Ovviamente anche di quelli ho perso la fioritura e mi sono limitata a rincalzarli e togliere lo sfiorito.

Non mi dispiace perdere la fioritura delle piante alla cappelletta di papà: è come un extra di punizione per non essere triste e morta.
Così spero di perdere molte altre fioriture.

Dalla Banca del Seme ho ricevuto tanti fiori che possono sopravvivere con poca acqua, e altri li avevo già.
Ho fatto delle semine selvagge, cercando di sfruttare gli interstizi e l’incuria della cappelletta. Ho seminato violette, bocche di leone, pratoline, trifoglio, violacciocca, miscugli da prato fiorito, Chasmanthe,Chasmanthium, bella di notte e sicuramente molte altre cose che non ricordo. Quando sono andata via il terreno era coperto di semi.
Chissà cosa mi posso aspettare? Pulizia, calpestio, siccità. Ma anche con una bassa percentuale qualcosa dovrebbe uscire fuori, perlomeno la statistica dovrebbe essere dalla mia parte.
In pratica sto garden-guerrigliando la cappelletta di mio padre, è un po’ emozionante, lo confesso. Non ho mai fatto semine selvagge, sono curiosa di vedere cosa mai ne verrà fuori. Ne sono così orgogliona che mi sono pure fatta stampare una targa con un avviso di non rovinare le piante (che ancora non sono nate)…

Sebbene oggi sia stata una giornata lunga (anzi, è già domani, mezzanotte e venti…) devo andare ad annaffiare un po’.
Il tempo è umido e nuvolo e questo maggio per fortuna non ci sta soffocando nè bruciando. Ma quanto durerà? Devo proprio dare un po’ d’acqua e non essere trascurata come l’anno scorso.
Annaffiare al cimitero è faticoso, devi riempire le bottiglie mille e mille volte e per annaffiare sulla terra occorre gettare acqua come si fa con la benzina, mettendo il dito sulla bocca della bottiglia: ma i semi si spostano egualmente. E’ una vera faticaccia ed è noioso da morire.

E poi c’è questa: dato che poi mio padre era fissato che voleva essere portato in chiesa al suono dell’Internazionale, me la sono messa sul cellulare e gliela mando ogni volta che ci vado. Sapete quanto dura l’Internazionale? Roba di dieci minuti. Per fare tutto mi servono tre o quattro internazionali, e se quest’estate sarà afosa mi sa che mi toccherà imparare il cirillico.
Tra l’altro mi è rimasta impostata come suoneria della sveglia. Io non la sento mai perchè abbandono il telefono in ogni dove, ma mia madre, che è mattiniera, la sente quotidianamente. E mi dice che lo fa con la mano sul petto.
Vecchia generazione.

Sow my baby was there, she was streched on a long white table

I sow my Baby there. She’s was streched down on a long white table

E ci do pure il cano nero!

Dietro ai cespugli, una macchia nera nell’ombra
Un po’ più vicino…
Ora va meglio, almeno ti si vede il muso!
Ehi! Non acquattarti nell’erba, scemo!
Bravo così, guarda l’obiettivo…
…troppo vicino ora! uargh!

Vendesi

Vendo:
-tutti i volumi della “Cultura Italiana “Utet, eccettuato quello sul paesaggio, euro 150 ciascuno, spese di spedizione (raccomandata) a mio carico. Nuovi senza sovracoperta in plastica.
-Il volume “il paesaggio” Jaca Book, come nuovo, prezzo di copertina spese di spedizione a mio carico (raccomandata).
– Collezione “Verdissimo”, euro 250, nuova o come tale. Spese di spedizione a mio carico.

-Porcellane epoca decò, foto su richiesta, prezzo da definire oggetto per oggetto, imballaggio e spedizione (assicurata) a mio
carico.

-camera da letto, anche in pezzi separati epoca decò legno noce con ripiani marmo rosa, specchi perfetti, intarsi in stile Liberty composta di : 2 comodini, una specchiera con cassetti, un armadio con specchi, una cassettiera, testiera, pediera e traverse per letto. Si forniscono informazioni dettagliate e foto particolareggiate a chi interessato.

Massima serietà dall’acquirente e dal venditore

Mail di contatto gogolis@alice.it

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Antonia piange Mafalda

La prima cosa che faccio di mattina appena alzata è controllare i cani. Qualche giorno fa mi trovo davanti un enorme Pappiralfi ricoperto dalla testa ai piedi di fango secco e grigiastro. Non capivo cosa potesse essere successo, sembrava che si fosse tuffato in una pozzanghera fangosa. Temevo potesse essere fuggito, ma da dove? Lui è così grosso che non passa dai comuni buchi dai quali “scanaiolano” gli altri tre.
Ho provato ad attaccare il tubo al lavello della cucina, ma mi sono dimenticata come si monta l’adattatore, un affaretto di plastica che credo di aver inserito a rovescio, e alla fine mi sono decisa di lavarlo nella vasca.
Mi sono spezzata le gambe in due, abbiamo dovuto disinfettare con l’amuchina, ma alla fine Pappi sembrava uscito da un centro Maurice Messegué, pettinato, profumato e cotonato.

Solo alcuni giorni più tardi abbiamo capito cosa era successo. Pappi ha scavato tutto intorno alla grande agave che sta al centro del giardino, infilandoci sotto col muso e graffiandola con le zampe. Sebbene l’agave sia un esemplare notevole è riuscito a distruggerne la parte inferiore. Appena abbiamo visto il danno mamma ha esclamato con contrizione: cercava Mafalda!

E in effetti oggi è venuta alla luce la verità. Mafalda è stata trovata deceduta, attorcigliata ad una ramaglia, ferita in più punti. Credo non sia morta subito, ma che Pappi le abbia rovinato la tana sotto l’agave e che lei non abbia saputo dove andare, e sia stata attaccata ieri sera da tutti e quattro.

Oggi mamma piange Mafalda, la sua amica, colei con cui parlava e si confidava. La nostra speranza è che Mafalda ci abbia lasciato in eredità dei mafaldini, anzi, delle mafaldine, e che l’amicizia decennale tra noi e la famiglia di bisce che vive nel pozzo non sia finita con una scorribanda notturna dei cani.

Che parola, se non “grazie”?

Sento il bisogno impellente di ringraziare le persone che mi hanno aiutato inviandomi del danaro per i miei animali.
L’umiliazione del dover chiedere è spazzata via dalla necessità e dalla paura di vedere i propri cari soffrire, perciò più che il sentimento di desolazione è quello di gratitudine.
Avrei tante cose da spiegare, da scrivere. Ma sarei solo patetica.
Vi ringrazio perchè mi avete regalato qualche settimana di tranquillità.
Oggi, da tanto tempo, riesco a godermi i miei cani senza pensare come farò per i croccantini.

Perciò, una sola parola.