Clamoroso: dimenticata l’assegnazione del Premio “Selezione del Pubblico” per “Amore al Riasciacquo”!

Tali e tante cose si sono affastellate nella mia vita che ho dimenticato:
a) di soffermarmi a osservare il Mirolago usciti da Moria, il 15 gennaio (sarà per l’anno prossimo)
b) di dare i risultati del Premio Amore al Risciacquo nella categoria “Selezione del Pubblico”.

Ebbene, dopo 7 giorni di votazione i risultati sono i seguenti:

Al primo posto, imbattuta, si colloca a grande distanza dagli inseguitori, Gabriella Buccioli, con il suo Chiacchiere di giardinaggio insolito, Pendragon, con 5 voti.

A grande distanza seguono Maury Dattilo con Storie di Folli giardinieri, Pendragon, con 2 voti e Francesca Marzotto Caotorta con All’ombra delle farfalle, Mondadori – sempre 2 voti.

Ultimo classificato, con un solo voto, Luca Martinelli, con Sherlock Holmes e la morte del cardinale Tosca, Ur Ed. (1 votes).

Celia Thaxter, Mauro Corona, Luigi Capuana e Carmine Abate, totalizzano 0 voti.

In totale hanno votato la bellezza di 10 persone .

Candidature ufficiali per la Categoria “Alberto Forni”

La Commissione di Valutazione per il Prestigioso Premio Amore al Risciacquo è lieta di presentare i titoli in concorso per la Categoria “Alberto Forni”:

Donato Carrisi, La donna dei fiori di carta, Longanesi

Novità, donne accorrete, novità, novità!

Marco Travaglio, BerlusMonti, Garzanti Libri

Questa sì che è una novità!

Kamala Nair, Una casa di petali rossi, Nord Ed.

Ecco, perchè le fascette non ci riassumono l’intero libro? Così possiamo fare a meno di leggerli. Eviteremmo anche il fastidioso fenomeno editoriale del “passaparola” (ma ci riferiamo al programma di Gerri Scotti?)

Frédéric Richaud, Il signor giardiniere, Ponte alle Grazie

Se lo dice la fascetta…ma questo libro in Italia non se l’è filato di pezza nessuno…

Rebecca Coleman, La scuola dei giochi segreti, Dalai Editore

Che bello, un’altra cosa che sia aggiunge alla montagna di quelle che già mi ossessionano: ne ho proprio bisogno?

Heidi Julavits, The Vanishers, Elliot

Il thriller astrale ancora ci mancava

Candidature ufficiali per la Categoria “Photoshop” del Prestigioso Premio “Amore al Risciacquo”

La Commissione di Valutazione ha il piacere di annunciare le nomination per la Categoria Photoshop del Prestigioso premio Amore al Risciacquo.

Ecco le copertine finaliste:

Raffaella Notariale, Il Boss della Banda della Magliana, Newton Compton Ed.

Motivazione: ci colpisce per la sua semplice, bruta, aggressiva bruttezza

Sarah Jio, Il diario di velluto cremisi, Nord Ed.

Motivazione: la figura usata è posata e dozzinale, la copertina del libro sembra la pubblicità di una scatola di cereali o un prodotto per dimagrire

Jabbour Douaihy, San Giorgio guardava altrove, Feltrinelli

Motivazione: gli innumerevoli gli errori grafici di questa copertina ne fanno un vero pastrocchio

Laura Hillenbrand, Sono ancora un uomo, Mondadori

Motivazione: un fotomontaggio malriuscito, privo di stile e di anima. Indeciso tra il segno illustrativo e quello fotografico, i filtri adottati non ci convincono per nulla. Il mare reso una pozza nera da cui emergono i testi del titolo e dell’autrice sarebbe potuta essere una scelta meno infelice se fosse stato lavorato meglio. L’aereo, che appare fermo come un modellino (e nella foto originaria probabilmente lo è) sembra finto come fosse disegnato su una scatola di cerini.

Aldo Cazzullo, Il mio amore è ovunque tu sia, Mondadori

Motivazione: più finto di così c’è solo il museo delle cere

Simone Sarasso, Settanta, Marsilio

Motivazione: sarebbe auspicabile ritornare alle illustrazioni vere per le copertine dei libri. Ma da questa possiamo notare che la qualità degli illustratori è crollata vertiginosamente in questi ultimi venti anni. Se si parte da un cattivo disegno, non saranno certo i filtri di Photoshop a salvare la copertina. Bocciato.

Le attese candidature ufficiali per il prestigioso premio “Amore al risciacquo”

Si ringrazia Il Bibliofilo per la cortese concessione dell’incipit

Oggi, 1 gennaio del 2013, dopo aver confortato i cani per gli spari di mezzanotte e recuperato i gatti da sotto i mobili, si è riunita nel salotto di casa mia la Commissione di Valutazione delle attese candidature per il prestigioso premio Amore al Riasciacquo, composta da:

mia madre,
mia sorella,
l’ingegner Ottaviano Visentin di Castelfranco Ursino Rampazzo, in rappresentanza della detronizzata famiglia reale borbonica
Il Papa Giancarlo Gian Giovanni Gian Domenico II, in rappresentanza dello Stato Pontificio,
la vedova de Rossi, in rappresentanza della Repubblica Popolare Cinese,
il geometra Peppe Lo Iacono, in rappresentanza delle Isole Tuvalu,
Bibo, Pappiralfi, Bassotto, Andreino George, Trippolo e Fagiolino in qualità di ascoltatori e sommi consiglieri,
e me.

Detta Commissione è giunta a formulare le candidature ufficiali per il prestigioso Premio Amore al Risciacquo, indetto da Giardinaggio Irregolare per premiare il peggior libro letto nel 2012.

I risultati della valutazione della commissione sono i seguenti:

-per la Categoria Elettroencefalogramma piatto:
Elizabeth Strout, Olive Kittrige, Fazi
Massimo Acanfora, Coltiviamo la città, Ponte alle Grazie
Erica Bauermeister, La scuola degli ingredienti segreti, Garzanti Libri (segnalazione di G. R.)

-per la Categoria Rocco Tarocco:
Andrea Scanzi, I cani lo sanno, Feltrinelli
Elizabeth Strout, Olive Kittrige, Fazi
Massimo Acanfora, Coltiviamo la città, Ponte alle Grazie
Tullio Pericoli, Attraverso l’albero, Adelphi

-per la Categoria Orchite:
Anna Marchesini, Di mercoledì, Rizzoli
Cormac McCarthy, Meridiano di sangue, Einaudi
Douglas Adams, La vita, l’universo e tutto quanto, Piccola Biblioteca Oscar

-per la Categoria Photoshop:
Raffaella Notariale, Il Boss della Banda della Magliana, Newton Compton Ed.
Sarah Jio, Il diario di velluto cremisi, Nord Ed.
Jabbour Douaihy, San Giorgio guardava altrove, Feltrinelli
Laura Hillenbrand, Sono ancora un uomo, Mondadori
Aldo Cazzullo, Il mio amore è ovunque tu sia, Mondadori
Simone Sarasso, Settanta, Marsilio

-per il Premio Speciale Green Guignol:
Massimo Acanfora, Coltiviamo la città, Ponte alle Grazie
Vanessa Diffenbaugh, Il linguaggio segreto dei fiori, Garzanti
Francesca Marzotto Caotorta, All’ombra delle farfalle, Mondadori
Candidatura ex officio per Elizabeth Loupas, con La lettrice di fiori, Newton Compton
Alex Mitchell, L’orto sul balcone, Corbaccio

-per il Premio Alberto Forni :
Donato Carrisi, La donna dei fiori di carta, Longanesi
Marco Travaglio, BerlusMonti, Garzanti Libri
Kamala Nair, Una casa di petali rossi, Nord Ed.
Frédéric Richaud, Il signor giardiniere, Ponte alle Grazie
Rebecca Coleman, La scuola dei giochi segreti, Dalai Editore
Heidi Julavits, The Vanishers, Elliot

-per la Categoria Potemkin:
Vanessa Diffenbaugh, Il linguaggio segreto dei fiori, Garzanti
Elizabeth Strout, Olive Kittrige, Fazi
Cormac McCarthy, Meridiano di sangue, Einaudi
Stephen King, 22/11/’63, Sperling&Kupfer

-per il Premio Selezione del pubblico:
Maury Dattilo, Storie di folli giardinieri (7 segnalazioni, dicasi sette), Pendragon
Celia Thaxter, Il giardino sull’isola, Pendragon ( un paio di segnalazioni, magari qualcosina in più)
Francesca Marzotto Caotorta, All’ombra delle farfalle, Mondadori
Luca Martinelli, Sherlock Holmes e la morte del Cardinale Tosca, Ur Editore
Mauro Corona, La fine del mondo storto, Mondadori
Mauro Corona, Torneranno le quattro stagioni, Mondadori
Mauro Corona, Storie del Bosco Antico, Mondadori (Mauro Corona ha dato molto al Premio Amore al Risciacquo)
Luigi Capuana, Novelle del mondo occulto, Pendragon
Carmine Abate, La collina del vento (3 segnalazioni), Mondadori
Gabrilla Buccioli Chiacchiere di Giardinaggio insolito (più di un paio di segnalazioni), Pendragon
Andrea de Carlo, Leielui, Bompiani (segnalazione di G. R.)

La Commissione è lieta di anticipare l’assegnazione di qualche premio fuori concorso:
Nastro di Gadolinio per l’incontentabilità a Tullio Kezich con I film anni ’80, Mondadori, di cui si ammira soprattutto la lungimiranza.
Medaglia di Berkelio per l’ego smisurato a Norman Mailer con Pubblicità per me stesso, Baldini & Castoldi Dalai ( gli elementi con numero atomico superiore a 100 li lasciamo liberi per gli ego dei giornalisti locali) di cui apprezziamo la profonda umiltà.
Medaglia di Terbio a Elio Lugaresi per Il sonno e i suoi disturbi, il Mulino, del quale sono state apprezzate la modestia del narrare la storia delle scoprte scientifiche sul sonno, omettendo più volte il suo mome e quello dei suoi assistenti, l’imperturbabilità e la serietà professionale, assolutamente non velata da ironia antifemminile, nel riportare casi clinici di alcune pazienti sofferenti di disturbi del sonno, e infine il disagio di trovarsi spesso a che fare con dottori stranieri anglofoni che lavoravano in cliniche private (presumiamo in condizioni di semipovertà).
Medaglia di Mercurio (con cofanetto cesellato per contenerne le fluttuazioni) alla carriera di Zygmunt Bauman, l’autore più “liquido” che esista, e che ha trovato nel meccanismo dell’editoria liquida quello per farsi i soldi solidi.

Detta commissione assegna anche qualche altro premio fuori concorso per le Delusioni 2012, ricordando il saggio detto popolare che che se si cade da più in alto, ci si fa più male.
Nastro di filetto di manzo crudo ancora grondante a CormacMcCarty, per Meridiano di sangue, Einaudi
Origami di carta di riso soffiato, raffigurante una bricola dorata, a Tullio Pericoli, per il “libro” Attraverso l’Albero, Adelphi, dal costo insipegabile di 8 euro per un “libro” che ha dimensioni e spessore di una cartolina.
Nastro magnetico a Massimo Venturi Ferriolo, per il libro Percepire Paesaggi, Bollati Boringhieri, nella speranza che riascoltare se stesso sia una tortura sufficiente quanto quella inflitta al lettore. In questa occasione la Commissione di Valutazione esprime la volontà di aggiungere al già citato premio un dizionario di geografia astronomica, sul quale l’Autore potrà finalmente leggere, e speriamo comprendere definitivamente, il significato del termine “costellazione”.
Nastro di fiume (scuro) a Joe Lansdale per Acqua buia, Einaudi, per la velocità con cui si dimentica il suo scritto

Le prime candidature non ufficiali per la Categoria “Photoshop”

Le foto sono state scattate con il consenso della Libreria Calliope di Siderno, e sono state lasciate così com’erano: non sono state nè ritagliate nè sono state ritoccate le luci o i colori.

Una sezione ridotta della Commissione di Valutazione per il Prestigioso premio Amore al risciacquo si è riunita nella nostra libreria di fiducia, la Calliope-Mondadori di Siderno, per raccogliere le prove e valutare le candidature ufficiali per la Categoria Photoshop.

Abbiamo teso ad evitare le semplificazioni, escludendo ex officio la copertina del nuovo libro di Paolo Brosio, che non mostriamo neanche, e copertine che fanno venire la voglia di lanciarsi in danze apotropaiche, come questa:

Abbiamo anche evitato di considerare suscettibili di premiazione le copertine con dettagli di dipinti antichi, solitamente sei-settecenteschi, raffiguranti nobili dame ingioellate, di cui La ragazza con l’orecchino di perla ha fatto da battistrada. Ora ve n’è un cospicuo numero, noi abbiamo fotografato questa, ma ce n’erano molte altre praticamente eguali:

Come potrete immaginare ci sono intere categorie che non abbiamo reputato all’altezza, come i libri sulle mille vite dei cani e sulle nove code dei gatti, sulla cucina, sulle torte, sullo shopping, sulla dieta. Abbiamo anche escluso tout court i romanzi rosa di autrici indiane e i docu-libri sulle sette religiose.


Siamo rimasti senza parole: se lo dice lui…

Questa la diamo come premio alla libreria per l’accostamento (voluto, non voluto?)

purtroppo fuori concorso

Sfortunatamente il prestigioso Premio Amore al Risciacquo non ha una categoria per il titolo più estroso, pecca alla quale si potrà eventualmente provvedere negli anni a venire. Intanto vi mostriamo questo che ci è piaciuto molto.

Se al posto di ‘su’ ci fosse ‘con’…

Questa ci è sembrata di una tristezza irripetibile.

Questa invece sembra una scatola dei cereali, con una foto del tipo iStock Photo.

E questa invece semplicemente orribile e mal fatta.

Abbiamo anche le copertine con una sfocatura non essenziale:

Quelle da copertina di cassetta porno:

E quelle che vanno tanto di moda su Flickr:

Non ci esimiamo dal presentare la copertina del futuro blockbuster floricolo-narrativo della prossima stagione, già candidato per la Categoria Green Guignol:

La lettrice di fiori

E per completezza presentiamo anche la copertina del libro della Marchesini, anche questo candidato, ma per la Categoria Orchite

Altre copertine sono state selezionate e nel giorno della proclamazione della rosa delle candidature ufficiali, ne daremo motivazione approfondita.

“Meridiano di Sangue”, di Cormac McCarthy, terza candidatura ufficiale per il prestigioso Premio “Amore al Risciacquo”


McCarthy è un mostro sacro contemporaneo e su Meridiano di sangue c’è già una sceneggiatura, forse più d’una, anche se non si sa chi-dove-come-quando-e-perché.
Dopo l’Oscar dei Coen per Non è un paese per vecchi, le attese sono altissime.
Di Meridiano di sangue si dice che sia il “western definitivo”, un’opera che riporta il genere alla sua origine.
Si dice che sia il più grande libro di McCarthy, dopo, o forse prima, di Suttree.

Ho incontrato McCarthy come credo sia successo a molti, leggendo La strada. Dopo ho scoperto che aveva scritto un mattone micidiale sulle praterie tra il Texas e il Messico, la cosiddetta “Trilogia della Frontiera”. Capirete che dove sento parlare di praterie mi scatta l’acquisto compulsivo ed è finita che ho letto tutti i libri di McCarty, ma proprio tutti.

Ebbene, questo è di un genere differente, più affine come natura stilistica a La Strada, che pure è minimale nelle descrizioni e nei dialoghi, quanto questo è invece barocco, addirittura ostentatamente “anticheggiante”, rispetto ad altri romanzi più strutturati, sia da un punto di vista del linguaggio che del contenuto, come Il buio fuori, Oltre il Confine, Città della Pianura e -appunto- Suttree , il suo vero capolavoro.
Ciò che accomuna La strada a Meridiano di sangue è l’innaturalezza dello stile, forzatamente scarno per il primo, quasi epico il secondo. In poche parole, mi sono apparsi volumi scritti a tavolino, quale meglio, quale peggio riuscito.

Meridiano di sangue vorrebbe essere ma non riesce. E questo non si può perdonare ad un autore (prolifico) come McCarthy che è “riuscito” tante volte.
E per citare un commento letto su IBS sì, bah, buh, bello, ma…magari qualche deserto in meno ci sarebbe stato.
I personaggi sopra le righe, assolutamente surreali, non convincono proprio, neanche esercitando brutalmente la volontaria “sospensione dell’incredulità”. Siamo davvero lontani da Harrogate in Suttree.
La figura del Giudice Holden appare caricaturale, le descrizioni, seppur magistrali, ripetitive e praticamente identiche tra loro, i toni sono ricercatamente debordanti in similitudini fantasiose che risultano quasi da sculoetta di scrittura creativa, da licealino pensoso, amante del cosmo e della geologia.

La trama è un succedersi di eventi -il che è un tratto tipico di McCarty- non un intreccio vero e proprio, e questo può andare. Ma gli eventi sono sempre eguali con appena qualche variazione un po’ bislacca.

La violenza, il sangue che letteralmente scorre tra le pagine di questo libro, non ha il sapore metallico del ferro, ma quello artefatto dello sciroppo di cioccolato che usò Hitchcock per Psyco.
Molto, molto più crudele, annichilente, violento, devastante è un romanzo breve, come Il buio fuori, rispetto a questa sequela infinita di morti ammazzati, teste mozzate, violenze su donne cadaveri o morenti, scorribande, attentati, fughe, trappole, uomini nudi o indiani alla carica vestiti da clown in un’atmosfera da giudizio universale, e appunto, deserti, deserti, deserti.
McCarty qui non può o non vuole trovare l’autenticità narrativa, e compone quello che a me sembra una triste caricatura di se stesso, dei suoi libri, del suo stile.

Decisamente patetico nell’uso paratattico dei verbi, legati dalla congiunzione “e” che ricorda l’Hemingway di Il vecchio e il mare, cioè il perggior Hemingway della storia, e un vero classico del Midcult americano.
I verbi usati al passato remoto o all’imperfetto, correlati dalla congiunzione “e”, hanno sempre un che di “bibbieggiante” (E Abramo andò sul monte e Dio gli disse bla bla. E Abramo scese dal monte e parlò al suo popolo e lo ammonì…).
McCarthy è un credente e io immagino abbia studiato la Bibbia a fondo, non a caso Montanari, che lo traduce in Italia, è un conoscitore dei Vangeli.
Anche Tolkien fu accusato di accennare troppo da vicino alla Bibbia con l’incipit del Silmarillion e di usare parole obsolete per definire una realtà storica passata.

In conclusione non Kitsch, ma davvero Midcult questo deludentissimo Merdiano di sangue, che per l’altezza da cui piomba fa un botto assordante.
Se il prestigioso Premio Amore al Riasciacquo avesse la categoria “delusione del decennio”, si sarebbero potute aprire le scommesse al botteghino.

Stanti così le cose il libro Meridiano di sangue, di Cormac McCarthy, ed. Einaudi, si candida al prestigioso premio Amore al Riasciacquo nelle Categorie:
Orchite e
Potemkin