Rose come gatti, meditazione botanico-felina in tre gatti e mezzo

Primo gatto:prologo
Tempo fa conoscevo una signora molto amante dei gatti di razza. La sua razza preferita erano i persiani. Quelli con il muso schiacciato, la linguetta di fuori, quella faccetta da Gremlin appena uscito dalla doccia…

Secondo gatto: l’enunciato
La signora aveva appena comprato una gatta persiana purissima, pagandola pure cara, e me ne parlava orgogliosamente. Io dissi che a me non piaceva poi molto e che preferivo i gatti “normali”, i randagetti allegro mix di colore.
La signora, che era una brava donna e non si inalberava per le differenze di gusti, mi disse: “Eeeeh, io non ci posso fare niente, a me piace questo tipo di gatto, come a te piacciono certi tipi di rose che le devi ritirare per posta”.

Terzo gatto: la meditazione
Quella frase troncò i miei ardori di egualitarismo botanico-felino. Chi comprerebbe una rosa canina? Si farebbe una talea, piuttosto.
Se io ho diritto di preferire le galliche e le damasco, perchè la brava signora non avrebbe il diritto di preferire i persiani o gli angora? E badate che parliamo in entrambi i casi di specie viventi, sebbene solo un sofisma possa porre su un piano egualitario l’etica soggiacente alla cura degli animali e a quella delle piante.

Ultimo (mezzo) gatto: il quesito
La signora aveva un lecito, spiegabile, diritto di spendere i suoi soldi per acquistare un animale particolare?
Si può porre sullo stesso piano l’acquisto di una rosa e quello di un gatto?
Esistono altri corollari a margine di questa meditazione?

4 pensieri su “Rose come gatti, meditazione botanico-felina in tre gatti e mezzo

  1. In prima elementare, un tempo, s’iniziava a imparare studiando gli insiemi: gli alberi, le caramelle, i cani, i gatti, le rose… Gli oggetti simili venivano sigillati all’interno dello stesso cerchio di penna… è un metodo oggi forse superato, ma, a pensarci bene, aveva un suo senso… io direi che non ci possono essere corollari: puoi solo rapire il gatto pedigreedato (senza, ovviamente, fargli del male) per poi farti pagare una salato, anzi salatissimo riscatto…

    • Ma la signora potrebbe riricattare la Lidia rapendole le sue rose… il discorso è uguale: gatto muso schiacciato e lingua de fori contro Pierre de Rostand.
      Comunque, secondo me, la ragassa voleva la morale…
      Io tendenzialmente sono per l’amoralità: se a lei piace muso schiacciato e a Lidia piace Pierre, niente di male, l’importante che il sangue (pardon la linfa) circoli. Vorrà dire che la gattina randagietta si ritroverà incinta di tanti bei gattini pelosi e la timida rosellina canina forse un giorno butterà un seme che produrrà un fiore doppio. Gli ibridi fortificano i generi.

  2. Secondo me la verità più vera è che è difficile che qualcuno abbandoni una rosa.
    Per questo non posso pensare di comprare un animale, quando i canili e gattili sono pieni. Le rose, invece, quelle le compro, talvolta, senza sensi di colpa.

  3. Gatti di marca, rose di marca. Oggetti di consumo. Si può ordinare anche Brad Pitt? Non è che mi piaccia tanto, ma è così firmato e poi, quando arriva mio marito, posso sempre tenerlo nell’armadio

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