Nuove dalla pista ciclabile di Siderno

6 pensieri su “Nuove dalla pista ciclabile di Siderno

  1. La pista ciclabile è diventata un binario ferroviario? L’hanno terminata direttamente sulla spiaggia? È stata invasa da carcasse di auto a loro volta fagocitate da voraci fiorellini colorati, che aggrediscono chiunque osi transitare sulla pista?

    • Non ancora.
      La pista ciclabile è a ridosso della ferrovia che ormai vede solo un trenino a un vagone transitare sulla tratta Catanzaro-Reggio qualche volta al giorno. sarebbe meglio toglierlo e fare una vera pista pedonale e ciclabile, tipo la High Line.
      Non l’hanno mai terminata ma è sulla spiaggia! La pista ciclabile in realtà è un sottile strato di brecciolino steso sulla sabbia, delimitato da una staccionata tirolese, con qualche pino e oleandro piantato ai lati. Le auto non riescono ad arrivare così lontano, e quindi è difficile abbandonarle, e comunque c’è un minimo di sorveglianza da parte degli abitanti del quartiere “Sbarre”, di solito pescatori in pensione. Se arrivasse un’auto abbandonata la toglierebbero via a forza di braccia. C’è qualche barca, ma fa colore, per il resto tanta sporcizia portata dal nostro mare usato come immondezzaio d’Europa, e raramente pulita solo dai privati, in estate. C’è ancora qualche buona occasione.

  2. In realtà avevo scritto quel commento perché le foto, seppure belle e già di per sé suggestive, senza un commento scritto mi lasciano un vuoto. Mi piacerebbe trovare sempre un commento, sul perché le hai postate o anche solo cosa pensavi in quel momento.
    Aggiungo che la descrizione che hai aggiunto come risposta ha portato vita e umanità a quel paesaggio.
    Grazie.

  3. Eh, Milli, hai colto nel segno. In realtà quello che ho da dire sulla pista ciclabile di Siderno non è diverso da quello che pensavo nel 2009. La pista va solo pulita, mantenuto il brecciolino per i ciclisti, possibilmente andrebbero piantati degli alberi a circa 20-30 metri di distanza l’uno dall’altro, per formare delle zone ombrose.
    Non sempre mi viene da scrivere qualcosa sotto le foto, un po’ perché le parole sono usurate, un po’ perché i pensieri non sono cambiati, un po’ perché la pista ciclabile non nasconde meraviglie introvabili: appena dei margheritoni e della violaciocca di mare. Non puoi costruirci su un magnifico post, dicendo: amirraaaaate!.
    Meglio che le foto parlino da sè, come quelle di Agnana. Piccoli fiorellini, timidi, consueti, poco nobili, da abbecedario dei manuali di riconoscimento. Modesti, fedeli.

  4. Ma tu non scrivi mai “ammiraate” , non è nel tuo stile. Invece descrivendo quello che c’è attorno, la sporcizia portata dal mare, ma anche i pescatori custodi del luogo, te lo ripeto, hai portato umanità alle foto, un racconto vivo che le immagini da sole non riescono.
    Pensa a quando leggi un romanzo e poi capita di rivederlo come film. Le immagini non riescono mai a raccontare tutto, a lasciare quello spazio alla fantasia.
    Perciò te lo chiedo da lettrice affezionata: non avere paura di scrivere, di ripetere qualche concetto perché tu dipingi con le parole.

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