Tu mi uccidi (Rhyncospermum jasminoides)


Dopo mesi, ieri sono uscita per il semplice desiderio di camminare. Avevo la testa finalmente mia, libera da anni di mental inception, consapevole e anche allegra di quel poco.
Forse ingenua, ma non me ne importava poi molto.
Ho ripreso a osservare le cose, le cose belle, brutte, normali, comuni, banali che ci circondano. Quest’anno le fioriture sono tutte fuori orbita, chi ha fiorito prima, chi dopo, chi insieme. Rose e glicini da noi non si vedono facilmente, il glicine è andato da un bel po’ quando arrivano le rose. Ma quest’anno sta correndo come un pazzo e fa tutto insieme, perché sa che dopo non ci sarà più acqua.
Il colore dei tigli, di un verde lucido, quasi pornografico, assediante. E i rosa. I semplici rosa di piante banali, petuniette e gerani sui balconi, due spighe di Lamium a bordo strada, i convolvoli e le mille ‘Queen Elizabeth’ di ogni paesino d’Italia. Dico grazie ogni volta che vedo il rosa: ho sempre la sensazione che sia l’ultima volta, perché la bellezza non può essere contemplata troppo a lungo.
Sono i giorni del Rhyncospermum. Alcuni sono così fioriti da formare masse di bianco sparato, senza intercalare di verde. A ridosso di ringhiere e casette, e nelle aiole comunali su Corso Garibaldi. Tanto che non si può dire quanto. Troppo, a dire il vero, ma ieri non m’importava, assetata com’ero di riprendermi i miei pensieri, il mio modo di guardare il piccolo mondo di fuori.
Durerà poco, lo so, e poi tutto diverrà una poltigia marroncina dall’odore di marcio. Ma ieri ogni pianta di Rhyncospermum mi ha riempito il cure di quella sensazione di amicizia che solo le piante e gli animali sono in grado di darci. Quel “ti voglio bene” alla rinfusa, praticato su ogni passante, brutto, bello, scortese o gentile, ognuno con i propri pensieri, senza richiesta di un grazie o di convenevoli.
Dietro queste masse di fiori dal profumo così intenso e dolce da diventare tanfo, c’erano cose normali. Una pensilina per l’autobus, una casetta con il lampioncino acceso, un brutto muro di cemento, la ringhiera della casa della tua amica delle elementari, che non vedi da trent’anni.
Ma chissà, una di queste volte dietro queste masse di fiori bianchi potrebbe esserci qualche altra cosa: la via nascosta per il mondo delle Fate, o potrebbe spalancarsi un paesaggio di colline e sole al tramonto, la prateria del Kansas o un varco per entrare nel passato.
Il Rhyncospermum ha molti poteri (come tutte le piante).

8 pensieri su “Tu mi uccidi (Rhyncospermum jasminoides)

  1. Felice del tuo ritorno Lidia! Come stai? Quando parli del tuo modo di guardare il piccolo mondo di fuori, così amorevole, come ti è accaduto ieri, sento una vibrante energia e un desiderio di incontro con il resto dell’universo che mi piace molto 😊. Al contempo quando dici che durerà poco e che presto si trasformerà in una poltiglia marrone mi viene voglia di intervenire e di dirti che tu puoi fare la differenza nel sentire; allenarti nel far durare questa vibrante connessione con l’universo. Scusa Lidia, forse dovrei scriverti queste cose in privato e non qui sul tuo Blog. Sappi solo che questo vedere il bello anche nel brutto lo condivido spesso anch’io e ho imparato a farne un modo di sentire (certo non è sempre così, ma per lo più ci riesco, ed è una cosa potente). Un carissimo saluto. Spero avrai voglia di scrivere ancora pensieri come questo e di condividerli. Io apprezzo.

  2. Grazie a tutti. Sì, forse sono tornata. Non so spiegare bene cosa mi sia successo in questi quattro anni, non perché non lo sappia, ma perché è oggettivamente complesso da raccontare. Forse lo farò.
    Mi fa piacere che mi diciate le cose qui, perché consente un dialogo, ormai così raro. A me quando il rincospermo diventa marrone e poltigioso mi fa male al cuore. È un attimo, lo so, poi ritorna verde e lussureggiante, e però anche anonimo. Ma le piante sono sì, hanno i loro giorni nel corso dell’anno, e in quei giorni sono meravigliose. Credo sia per questo che quando mi chiedono qual è il mio fiore preferito non so rispondere se non con le parole di Vita Sackville-West: “Tutti i fiori, di volta in volta che li vedo”.
    L’imbrunimento molliccio del rincospermo fa parte della sua bellezza, e di quelle di molte piante, è “il prestigio”, la magia delle piante. Si sa che dopo c’è il marrone molliccio, e va bene, è così. L’anno dopo ci sarà un altro prestigio, e quello dopo ancora, e ancora e ancora. Ma forse saremo noi a non essere più qui.
    Hai ragione, devo riallenare la mente e il cuore, mi voglio abbandonare a sensazioni puerili e banali, di piacere acritico.

  3. Ti voglio bene Lidia per I sogni che riesci
    a trasmettere con le tue parole.Scrivi non smettere mai abbiamo bisogno di sognare.
    Cesarina

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