La televisione sta costruendo una vera e propria para-grammatica che uno potrebbe anche trovare divertente.
Nella trasmissione in onda adesso su Rai3 un tale ha detto “burro rammolito”. Allora potremmo dire che uno che non ragiona ” ha il cervello a temperatura ambiente”.
Seconda storia: Agriturismo Rutolo, verso Locri. “Signorina, abbia pazienza, il forno è piccolo, ci vorrà un secondino”. Pensavo che qualcuno volesse condurmi in galera per avere ordinato una pizza ai funghi.
Never Ending story: “i gnocchi” sella signora Clerici che stanno perseguitando vocabolari e grammatiche dagli esordi della “Prova del Cuoco”.
Alcuni dizionari più sensibili, come il De Mauro, sbattono le pagine e poi si gettano in terra come morti.
bambini scienziatiOggi come oggi chi può dire se una scena incredibile rimarrà negli annali della storia del cinema? Fu detto per l’atterraggio della sezione a disco su Veridiano 7 in Star Trek Generazioni, ma oggi, a parte i trekkies, chi si ricorda di quella scena?
Che ne sarà allora dell’incredibile bombardamento della scena del deragliamento del treno in Super 8 del vecchio J.J.?
Ai poster l’ardua sentenza.
Lascio a chi fa il critico cinematografico il compito di recensire questo film, ma ci sono due o tre cose che mi voglio appuntare e intanto avviso che le considerazioni che seguono contengono informazioni sulla trama. [SPOILER].
Sembra che l’arte o la para-arte moderna non sappia fare a meno di citare (anche il giardinaggio soggiace a queste regole). J.J. è un figlio del piccolo schermo, come me, e sembra che sia toccato alla nostra generazione il compito di citare. La citazione non è più un affare di stile, come in Gli intoccabili, ma una questione di sentimento, di romanticismo e ricordo. E dove spuntano questi tre elementi si può toccare la corda dell’arte, ma anche ruzzolare nel Kitsch.
Non so dire dove sia finito J.J. ma mi pare nel secondo. Super 8 è un concentrato di citazioni, dai vecchi film horror e polizieschi di serie b, i famosi B movies, ai romanzi di Steven King, da E.T. , ai film di fantascienza del tipo Aliens o Godzilla. Ma il peggio deve venire perchè J.J. nel minestrone ha finito per citare anche se stesso e il suo Cloverfield. E quando uno inizia a citare se stesso è sintomo o di paranoia o di cattivo gusto.
La pulitissima fotografia di questo film racconta di paesaggi della provincia americana, in Ohio, che come nei libri di King che racconta il New England, sono attraversati da strade solitarie e polverose, ogni tanto sormontati da cisterne o piloni elettrici, che nel quadro dello schermo sembrano monumentali decorazioni piovute dallo spazio, nonostante il loro essere elementi della quotidianità, come la cisterna d’acqua (ancora un riferimento a King). Ostranerie. (applauso)
Le biciclette. D’accordo, il film è prodotto dalla Amblin, ma tutti ce lo ricordiamo che E.T. veniva portato a telefono caaaasa in bicicletta, non c’è bisogno di ripetercelo fino allo sfinimento.
Il protagonista. Ma chi è, il figlio di Elliot o la reincarnazione di Bastian della Storia Infinita?
Questi bravi bambini scienziati, che a quindici anni sanno girare i film in super 8, che sanno truccare, sgusciare tra il fuoco nemico come piccoli Navy Seal, montare petardi meglio di Rambo, che riescono a smascherare una congiura del Governo americano riesumando antichi documenti, destinati sicuramente a diventare poliziotti, scienziati, artificieri, grandi registi…che diavolo! Ce li avessimo avuti noi dei bambini così capaci nel ’58 forse ora non staremmo affogati nella verda. Ma quale bambino italiano del ’58 avrebbe saputo smontare una telecamera, anche solo capire cosa è la ghiera del fuoco? Al più i bambini di ceto superiore sapevano bene il latino e il greco, le orazioni, le poesie di Carducci a memoria. E le bambine non andavano in giro guidando o recitando, ma semmai cucivano il corredo. Eccoti una bella differenza tra la cultura classicista, umanista italiana, contro quella tecnologica e scientifica degli USA.
I bambini sono i protagonisti del film, come in Stand by me, ricordo di un’estate, come nella prima parte dell’Acchiappasogni, come in E.T., come in It e come in tantissimi film con bambini in storie non proprio da bollino verde. Questo qui ricorda proprio tanto il ciccione di I Goonies. Sembra che J.J. non abbia lasciato scorrere un’oncia di sabbia nella clessidra del tempo cinematografico, andando a collocarsi tra le pellicole degli anni ’80, ma con effetti speciali da anni 2000. aargh!Abbiamo tutte le caratterizzazioni, il timidone, il maniaco incendiario, il batalocco ‘mpistunato, il fifone e il grassone.
La ragazza è magra come un’anoressica e capelli biondi e total stretch, come prescrive la moda (di oggi). Truccata da zombi stava bene,vedrete che sarà un’ottima vampira nel sequel, prequel o quel che sarà di Twilight.
Kyle Chandler, per me sarai sempre Gary HobsonE in ultimo cosa fa il vecchio J.J? Mi mette un icona dei telefilm da colazione come Kyle Chandler (che mica buttalo via…), che ha interpretato Ultime dal cielo, terribilmente invecchiato.
Volete la verità? Mi sento disastrosamente vecchia nel vedere un film come questo.
Tra feste, Madonna, spazzatura, traffico e maleducazione
RenegadeCi vorrebbe la penna di un Richard Bachman, o se preferite, di uno Stephen King, per descrivere cos’è Siderno durante agosto. Agosto, mese d’ “alta stagione”, infettato dall’afa, dal mare sporco di liquami, dal traffico impazzito, dalla maleducazione sfrenata che tocca la scelleratezza. In spiaggia radio e musica a tutto volume, cosce scosciate e culi in vetrina, tette e muscoli si contendono il rito sessuale del prendere il sole. Feste in costume per la gioventù locale che paga per potere avere la sua occasione di copula, di inzupparsi di alcolici, vomitare per strada e ricominciare daccapo. Moto e motorini che schizzano tra le auto come schegge impazzite di un proiettile esploso in mille pezzi. Carcasse di animali a putrefarsi ai lati delle strade, lezzi che paiono provenire dalla Geenna che si levano dalle discariche di pattume che si raccolgono quotidianamente agli angoli di ogni strada e in prossimità dei cassonetti. Per il colmo del ridicolo gli insufficienti bidoncini della raccolta differenziata stanno in fila come pietosi soldatini con le loro diverse e inutili divise colorate, traboccanti di ogni ripugnante rifiuto. hop, hop, hop, un altro saltello e sei di là!
Siderno, che ti sei vantata di aver distribuito gelsomini dorati alla tua intellighenzia, fatta di vacuità, di nullità, di esclusività, di vanità, di pellicce e di grembiulini bianchi, di labari abbrunati e di nasi all’insù.
Ti sei vantata di essere il centro della Locride, il polo economico e culturale di una zona immiserita e abbandonata. Hai tenuto finché la mafia ha tenuto. Ora ti prepari a diventare un immondezzaio che giace torpido nella calura estiva, a vivere l’indifferenza dei tuoi cittadini, peraltro impotenti.
Ma conservi l’asso nella manica, la tua carta annuale da giocare, la mascherata della festa di Portosalvo, di cui rimane solo un vago sentore di ritualità religiosa, anche questa immersa nella volgarità, intrisa di cattolicismi sovrascritti al paganesimo come su un cluster, parate, marce a piedi scalzi, teatrini dei pupi che poi finiscono frattalizzati e ripetuti mille volte alle tv locali come la pubblicità del Dualetto o del Magic Bullet, privati ormai del loro valore simbolico e umano, divenuti solo mezzo per esternare una posizione sociale dietro cui si nascondono piccole vendette intra-curiali.
L’essenzialmente brutta statua di legno che raffigura il personaggio biblico di Maria, viene portata ballonzolante e pencolante in giro per tutto il paese come una turista. Tra i pochi sinceri fedeli si mescola il tipico rappresentante della specie cattolica: cilicio e un’ostia dopo l’altra, sangue di cristo, scambiatevi un segno di pace, e poi prevaricazioni, tradimenti, menzogne, insulti e bestemmie appena appena lontani dal sagrato.
Intanto la statua della Madonna ballonzola tra la folla, saranno il suo rollio e beccheggio una manifestazione della caduta dei valori etici ed umani, di cui – così si dice- la religione cristiana è massima rappresentante?
Ma la recita in mezzo alla folla non basta e così la statua viene condotta anche a mare, proprio da brava turista, a fare surf tra fedeli o presunti tali, fotografi e tv, a concludere il suo spettacolino annuale.
Panini, pasta al forno, porchetta, rigatoni, pollo e patateE dopo l’orgia di bancarelle, di ombrelli, ventagli, profumi marca ‘mbusta, film piratati, piatti e pentole, scarpe, vestiti made in China, binocoli, zucchero filato, tappeti e cuscini, torroni e canditi, l’immane spettacolo si conclude con una serie di scorregge potentissime, dette fuochi artificiali, per i quali i soldi non mancano mai, anche se magari mancano per l’assistenza domiciliare o per sostenere le associazioni di volontariato. Non sia mai che Siderno perda il suo primato di lusso spendaccione terzomondista da poveracci!
Festa di Postosalvo, festa di Portosalvo! Ogni anno decreti la fine della stagione turistica, infliggendo colpi mortali a chi di questo turismo sciancato sopravvive. Ogni anno annunci l’inizio delle piogge, qualche volta ti sei tirata dietro un paio di alluvioni e qualche morto. Sei un metronomo, stabilisci la fine del casino per le strade, la riduzione del “turismo di prossimità” (leggi: l’invasione dei cafoni), il ritorno ad una compostezza simulata.
Sei sempre uguale a te stessa, ed anche se ogni anno ti estendi come le metastasi di un cancro, potremmo visitarti ad occhi chiusi: tanto sappiamo già cosa ci sarà e dove sarà. L’unica novità sarà il prezzo: di certo in salita. Sappiamo già che dovremo cercare di camminare di taglio per evitare le “catene umane” che avanzano come rompighiaccio, i passeggini spinti in avanti con ardore da Formula 1 da giovani madri impazzite per la piastra scongelante o il coltello multifunzione. Bambini addormentati in quei passeggini, trascinati di qua e di là come bambole di pezza, come uno dei tanti oggetti in vendita sulle bancarelle, o ancora sepolti da fiori finti, lustrini e scacciamosche, a volte ancora la loro culla utilizzata come carrello per infilarci l’ennesimo doppione dell’inutile oggetto che abbiamo comprato.
La strada olezzante di piscio umano, insozzata da liquidi di ignota provenienza, oli nerastri, chewing-gum e sputi, gelati sciolti, biscotti gettati, vomito di cane. Generatori di elettricità trapanano le orecchie per illuminare banchetti di perline finte e di anellini con sopra l’iniziale del proprio nome: ennesima manifestazione della celebrazione del proprio ego, alla cui fonte veniamo abbeverati come agnellini. Stai su con la testa, non ti addormentare!
E quando è tutto finito, la mattina dopo, dopo la sbornia e il desiderio di possesso finalmente placato, i tuoi rigurgiti ed escrementi saranno testimonianza di quel che in effetti sei: un miserabile pasto di oscena nudità.
La cosa forse più straordinaria e inquietante della vicenda che vi sto per raccontare è che gli eventi si sono svolti in pieno giorno.
Ovviamente nessuno si aspettava che nella pur tragicamente famosa cittadina di Siderno, si verificassero eventi simili a quelli che mi accingo a descrivervi.
Per tre minuti, 180 secondi, delle gocce d’acqua sono cadute dal cielo e uno nembostrato ha sorvolato la cittadina, soffermandosi sulla chiesa.
La nube era di insolite dimensioni e viaggiava controvento, eseguendo rapide manovre a zig zag e a esse. Dovunque passava rilasciava gocce di liquido chiaro e trasparente, inodore, insapore e incolore.
Mentre scrivo sono sommersa da rilievi scientifici che hanno appurato che il liquido si è rivelato essere acqua distillata in cui sono presenti dei patogeni altamente contagiosi che hanno prodotto gli effetti catastrofici di cui avrete già sicuramente avuto notizia da tutte le televisioni del mondo.
Sembra infatti che il gruppo di patogeni provochi una mutazione teratogena a livello di RNA messaggero e in seguito di DNA, trasformando di fatto i Sidernesi in Svizzeri.
La sequela di eventi che si sono svolti in rapida successione ha lasciato impotenti le Forze dell’Ordine, i politici, i giornalisti e i preti, classi notoriamente restie a qualsiasi trasformazione in senso positivo.
Orde di spazzini si sono rovesciate sulle strade ripulendole, mentre mezzi meccanici provvedevano alla rimozione dei cumuli di rifiuti di cui siamo stati invasi grazie all’ecomafia. La cittadinanza al volante ha improvvisamente iniziato a rispettare i segnali stradali e ha smesso di utilizzare il clacson, provocando un silenzio mortale per le strade. I cani passeggiavano al guinzaglio sulla spiaggia e le radioline erano spente. La gente si esprimeva nel modo più cortese immaginabile rivolgendosi reciprocamente saluti ed auguri, sorridendo. Qualcuno, su cui il virus deve avere agito in maniera particolarmente virulenta, ha anche preso la bicicletta per fare la spesa. Altri sono stati ricoverati perchè non volevano più fumare, e i bambini(soggetti molto sensibili) hanno smesso di gettare in strada le carte delle caramelle.
Il caso più eclatante è stato il fatto che la signora de Rossi abbia chiesto scusa alla signora De Bianchi, e la signora De Bianchi alla signora De Rossi. Questo ha gettato nel panico le cittadine vicine per ora fortunatamente non contaminate, protette da un cordone sanitario a quanto dicono impenetrabile.
Nessuno esclude che l’evento possa ripetersi perchè la minacciosa nube è ancora presente nel cielo di Siderno.
Confidando sulla nostra immutabilità conferitaci dal potere dell’Ordine dei Giornalisti, cercheremo, per quanto possibile, di aggiornarvi sugli eventi.
Per ora passo e chiudo.
La vostra corrispondente da Siderno
Sta QUI , ma siccome è difficile da trovare e per mio puro godimento, ve la riporto qui.
Di gran lunga la migliore che abbia mai avuto, grazie Lucilla!
Zitara L. Giardiniere per diletto 2008 Pendragon Edizioni, Bologna
Chi è Lidia Zitara? E’ una giovane controcorrente. Illusa e disillusa. Divisa tra passioni cocenti: filosofia, arte, disegno, letteratura, cinema, Star Trek, fotografia, giardini e giardinaggio e soprattutto la sua terra, la Calabria, nella quale, nonostante le indubbie difficoltà, si ostina a voler vivere. Diciamo che ha ricevuto un’eredità molto intensa, ma anche pesante: suo padre è stato Nicola Zitara, grande intellettuale e giornalista, fondatore nel 1968 dei mitici “Quaderni Calabresi”, una rivista mensile politica culturale che faceva da contro-canto ai “Quaderni Piacentini” di Braibanti e Belloccio. Roba fine, che quelli della mia generazione ben ricordano.
“Giardiniere per diletto” è un libro controcorrente, come la sua autrice. Da una parte c’è la sua volontà di riportare “il giardino” tra le grandi arti, come è stato in altri periodi storici, dall’altra è una critica feroce al giardino borghese, o meglio piccolo borghese, dei nostri giorni, quello sorretto dall’industria del giardinaggio, quello dei pratini all’inglese, del trittico d’alberi, della bordurina mista, delle piante alla moda, delle mostre di giardinaggio per signore con cappello fiorito in testa, della mercificazione e del consumismo, insomma. Il suo libro è un elogio (uffa! Ancora ‘sta parola!) alle piante di sempre: al malvone, al nasturzio, alla bella di notte, al Hibiscus siriacus cresciuto nella sua forma naturale, cioè a cespuglio, al pisello odoroso, alla violetta e alle rose. Quelle sì che sono la sua passione! E’ un inno ai piccoli giardini proletari, quelli fatti in vasi di fortuna sui balconi o raggruppati nelle stradine dei borghi, vicino alla porta di casa. Questo però non vuol dire che la ragazza non abbia esperienza botanica, anzi, conosce tutte le piante, soprattutto quelle spontanee che crescono nella sua bellissima terra, le censisce e le fotografa magnificamente bene. Da parte mia le ho consigliato di prendere dei semi di quegli endemismi pazzeschi che lei ha sotto casa, nei terreni abbandonati e lungo i cigli delle strade, quelli che vengono combattuti dalle amministrazioni comunali a forza di tagli prima dell’andata a seme e qui da me, a Roma, con i diserbanti. Bellissimo il suo pezzo sulle erbe della ferrovia. (Dio, ti prego, salva dalla furia umana almeno le erbe tra le rotaie!)
Pesta duro anche sulle amministrazioni comunali con i loro orrendi giardinetti pubblici, che sembrano creati apposta per non esercitare la loro funzione aggregativa, anzi paiono concepiti sotto il grido:”Se ti fermi qui, morirai fulminato!”. Divertente e angosciante il capitoletto sulla pista ciclabile voluta dal Comune della sua Sidereo: strettissima, costruita su una duna e con meta finale una fogna a cielo aperto.
Lidia gestisce il blog giardinaggioirregolare.wordpress.com
Salve qui Donato Zoppo,
siamo lieti di segnalarvi un importante evento che il prof. Claudio Sottocornola terrà a Siderno il prossimo 5 agosto,
vogliate prenderne nota e segnalarlo sulle vostre testate,
grazie e buon lavoro:
Nella Locride un suggestivo appuntamento con le opere e la multimedialità del
‘filosofo del pop’: la nuova trilogia, la mostra di collage aperta fino al 31
agosto e una proposta di canzoni dal vivo
Il sacro e il simbolo con Claudio Sottocornola: il 5 agosto a Siderno!
Claudio Sottocornola
presenta: Il pane e i pesci
Velar Edizione 2011
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Inaugurazione della Mostra di Collage
“80/Eighties (laudes creaturarum ’81)”
Venerdì 5 agosto alle ore 17.00 alla Libreria Mondadori di Siderno (RC) un nuovo appuntamento con Claudio Sottocornola: ancora una volta il periodo estivo del
professore e artista lombardo è una rinnovata occasione per presentare le sue recenti produzioni e da anni la Locride è una delle sue mete preferite per l’affetto e la curiosità che raccolgono le sue presentazioni. Claudio Sottocornola presenterà la trilogia Il pane e i pesci, che raccoglie scritti dal 1980 al 2010, in cui l’autore scandaglia le diverse facce ed evoluzioni della
spiritualità contemporanea, nel tessuto delle relazioni di un quartiere urbano e nel più vasto mondo, con particolare attenzione al decennio degli anni ’80.
Il primo saggio La spiritualità eucaristica di Charles de Foucauld nella sua vita propone una rilettura della straordinaria avventura spirituale del mistico ed esploratore francese, illuminandone alcuni aspetti come il fascino giovanile per l’Islam, il rapporto di amicizia spirituale per la cugina Marie de Bondy, la intensa elaborazione di una “spiritualità di Nazareth”.
Il secondo volume Scritti cristiani per la gente di Colognola è un’antologia di articoli scritti
fra il 1983 e il 1994 per L’Angelo in Famiglia, con particolare riferimento al territorio del quartiere di Colognola in Bergamo, di cui si testimoniano e decifrano le esperienze di volontariato e la sociologia del religioso, con abbondanti riflessioni a carattere ecclesiologico.
Infine Scritti spirituali giovanili, citazioni, appunti, aforismi propone un itinerario di formazione dal 1980 al 2010, di impianto quasi diaristico, ove all’evoluzione personale l’autore accompagna l’elaborazione di categorie teologiche sempre più in dialogo con le culture e le esperienze del contemporaneo. E’ il volumetto introduttivo alla trilogia, My status quaestionis 2010, a fare il punto della situazione e a
inquadrare il senso dell’intero percorso, come rimarca Claudio Sottocornola:
Non si dà tanto questione di essere o no credenti, ma di quale natura sia la
propria fede. Ciascuno – alla fine – trascende il proprio io empirico e si dedica a qualcosa che va oltre la mera individualità…
Claudio Sottocornola inaugurerà anche la Mostra di Collage 80/Eighties (laudes creaturarum ’81) – che resterà aperta fino al31 agosto – con la sua interpretazione di canzoni d’autore, da Franco Battiato a Gianna Nannini, da
Rita Pavone a Ben E. King. Il sacro e il simbolo saranno i fili conduttori della performance che si inserisce in modo trasversale alla proposta editoriale, con le immagini della mostra e la musica stessa. Efficaci le parole di Agostino
Bacchi: “Credo che poche persone abbiano cercato un loro personale percorso espressivo con tanta intensità, con così bruciante fervore come ha fatto Claudio Sottocornola. Da sempre […] egli ha cercato di dare una forma misterica ai
suoi messaggi dell’anima. Lo ha fatto sia per mezzo dell’espressione visiva, sia con la parola scritta, che attraverso la musica ed il canto. Come filosofo,
intende l’arte come suprema categoria dello spirito e, come tale, ricerca costante dello strumento comunicativo più adeguato. I suoi recital mi danno l’impressione del canto e del gesto misterico e mistico dello sciamano guaritore. Musica, canto, gesto, forma, colore per comunicare stati d’animo, cultura, poesia…”.
Docente di Storia e Filosofia, critico e interprete del popular, poeta, artista visivo e giornalista. Ha fatto di un approccio olistico e interdisciplinare al sapere la sua personale metodologia di espressione e ricerca.
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)