Le zinnie della nonna

zinnie della nonna

L’acqua come elemento di design nel giardino (su Houzz)


Si può dire che i giardini siano nati attorno all’acqua. Per evidenti necessità era considerata, assieme alla terra, il bene primario, quello da proteggere a ogni costo con alte mura. Se si pensa che in epoca moderna molte lotte contadine sono state condotte attorno al controllo dell’acqua, possiamo immaginarci quale potere avesse questo elemento usato al di fuori dell’agricoltura: lo “spreco” d’acqua da parte dei regnanti francesi, dei cardinali romani e dei principi olandesi lascia ancor oggi attoniti. La celebre Fontana di Apollo a Versailles viene aperta solo in particolari occasioni che diventano anche kermesse e festa.

Basta una rapida occhiata alla storia del giardino per rendersi conto di quale immensa capacità attrattiva abbia l’acqua. Qualsiasi elemento – anche piccolo – che abbia a che fare con l’acqua porta il giardino a un livello superiore. Questo potere aumenta se è copiosa ed è corrente, ma consumare molta acqua non sempre è possibile, e a volte non è né legale né etico, ma esistono molti modi per ottenere effetti meravigliosi con una quantità ridotta fatta circolare con piccole pompe, garantendo un consumo davvero minimo e sostenibile anche in giardini in zone calde o aride.

L’acqua è così suggestiva che anche una ciotola, una fontana o un piccolo abbeveratoio catturano l’attenzione, ma l’effetto è moltiplicato esponenzialmente quando viene usata per esaltare geometrie o piani visuali, punti focali, prospettive, per definire gli spazi e diventare elemento coeso della progettazione del giardino.

Come realizzare un giardino accessibile (su Houzz)

Casa Cabo Pulmo

Un dislivello di pochi centimetri può trasformarsi nella scalata dell’Everest, se ci si muove con il bastone o in sedia a rotelle, e molti giardini pubblici possono essere del tutto impraticabili per chi si sposta con la carrozzina o anche con piccoli mezzi motorizzati, per gli ipovedenti, o semplicemente per gli anziani, che hanno difficoltà a mantenere l’equilibrio e non sono più elastici nei movimenti.
Avendo vissuto queto problema, ho maturato una certa insofferenza per la superficialità con cui spesso vengono oggi concepiti alcuni giardini pubblici. Ma su quello poco o nulla si può fare se non rivolgersi al comune di residenza.
Se il tema ci tocca da vicino, ecco quali piccoli o grandi cambiamenti possiamo operare nel nostro giardino privato, per renderlo più accogliente e più facile da attraversare. Perché l’indipendenza negli spostamenti rende le persone felici, e questo dovrebbe essere un diritto di tutti.
Leggi il resto dell’articolo su Houzz

Se ti va puoi leggere questo mio vecchio articolo

Bakker pop

hippeastrum

Cueillez dès aujourd’hui les roses de la vie

pierre de ronsard

Campo di papaveri a Vennarello

vennarello_siderno

Cape Filico strikes back

bibo

Gabriella Lizza, Sulle tracce di Vita. Maestri di giardino Editore 2015

gabriella_lizza_sulle tracce di vita2

I have come to the conclusion, after many years of sometimes sad experience, that you cannot come to any conclusion at all.
Vita Sackville -West, In Your Garden Again (1953)

gabriella_lizza_tracce_vita1

Hyundai o Toyota?

automobile pioggia_bassa

Orchis italica

orchys_italica