Vi ricordate del Festival dei Gufi al Parco di Grazzano Visconti?
Le attività si ripropongono periodicamente e variano a seconda della stagione.
Dato che siamo in estate stavolta viene proposto un festival delle lucciole!
Le lucciole, spiriti della Natura insettomorfi, misteriose presenze, evanescente bellezza, passaggio da uno stadio all’altro della vita e della coscienza.
Rare, sempre più rare.
Il comunicato ricevuto (a dire il vero un po’ untuoso):
Nel Parco del Castello di Grazzano Visconti, dove migliaia di lucciole ti aspettano per illuminare il buio magico della notte nel parco..
Scappa dalla città e vieni nel Parco del Castello di Grazzano Visconti: uno dei parchi più belli dell’Emilia Romagna!
Non perderti le suggestive serate in compagnia del canto degli assioli!
Cosa aspetti …non mancare all’appuntamento: unico e magico solo in questo periodo dell’anno!
Si può anche mangiare e dormire, ma io lo sapete che robe de panza non ne pubblico, già mi sono (molto) pentita della mozzarella in diligenza.
ORARI e INFO
Venerdì 14 giugno
Ore 21,30- Visita guidata notturna nel Parco
Sabato 15 giugno
Ore 21,30- Visita guidata notturna nel Parco
Venerdì 21 giugno
Ore 21,30- Visita guidata notturna nel Parco
Sabato 22 giugno
Ore 21,00 -Presentazione del libro “Lucciole” di D.Barboni con degustazione del Chiù: un delizioso gutturnio superiore
Ore 22,00 -Visita guidata notturna nel Parco
Costi visita guidata notturna
€ 7,00 intero
€ 4,00 ridotto bimbi da 5 a 14 anni
€ 6,00 ridotto over 65
€ 5,50 ridotto soci IKEA family
Prenotazione obbligatoria
340.7634208 o cipriani@noctua.it
Gli eventi potrebbero essere annullati in caso di maltempo.
Perchè si dice che le galline siano stupide? Forse perchè sono mansuete, adattabili, domestiche?
Eppure sono animali non solo intelligenti, ma anche riposanti. Certo, quando non sono tantitssimi. Un pollaio è rumoroso, ma un pollaietto è quanto di più riposante e ipnotico esista in campagna. Il tremulo, delicato, sommesso chiocciare di un paio di galline è un suono che conduce ad una serenità immeritata, ad uno stato di abbandono soporoso.
Lo scorso autunno ho acquistato un po’ di semi, cosa che non facevo da troppo tempo. Seminare non mi piace, non mi è mai piaciuto. Mi impegna molto spazio e tempo. Stare dietro ai semini mi annoia, anche se è bello vederli spuntare. Non ne parliamo ripicchettare, cimare, sfoltire, diradare. Mi piacerebbe avere torme di giardinieri e una serra da semine grande quanto l’Islanda, visitarla periodicamente e indicare con una bacchetta dove vanno messe le plantule, come faceva Russel Page, ma stare dietro a terricci, vermiculite, e la torba no, rinvasa, e fatti battere il cuore dopo ogni rinvaso perchè hai paura di aver piantato troppo su o troppo giù, proteggi dal vento, annaffia ma non troppo, sole ma non troppo…no, è uno stress a cui mi maldispongo sia in autunno che in primavera. Perciò mi piace molto seminare a dimora quelle piantine che sono tanto facili e accomodanti, e che basta spingere giù col pollice per vederle fiorire l’anno successivo.
Sarà per questo che i nasturzi mi piacciono così tanto? Possibile, probabile. Ho modeste aspirazioni.
Da Thompson&Morgan ho acquistato tre varietà quest’anno: la ‘Banana Split’, la ‘Peach Delight’ e una non sicura ‘Alan Titchmarsh’s Favorite’.
EDIT: difatti, avendo trovato il catalogo da cui l’ho ordinata, ho scoperto essere la ‘Double Delight Cream’
Della ‘Peach Delight’ sono così delusa che non metto neanche le poche foto che le ho fatto: un coloraccio arancio albicocca (non pesca!) sbiadito, grigiastro, mortifero: davvero poco esaltante. Forse l’ho messa troppo in ombra, ma non mi pare poi tanto. Ad ogni modo riproverò a primavera prossima in un punto più assolato e vediamo cosa accadrà. Questa che vedete al lato è la ‘Double Delight Cream’, contenuta in una offerta nominata “Alan Titchmarsh Collection”, almeno credo. Ehssì, perchè ho perduto il catalogo da cui l’avevo ordinata, e sul più recente e sul sito non compare affatto. Compare invece un non ben specificato miscuglio in bustine separate indicato come ‘Alan Titchmarsh Collection’ che contiene anche il ‘Banana Split’. A questo punto ho seri dubbi che questo nasturzio sia quello che credo. Invece mi viene il sospetto che sia il ‘Whirlybird Cream’, che pure ho avuto ma che non ha mai avuto questa bella riuscita.
EDIT: Invece no, è il ‘Double Delight Cream’ !
In un gran vascone ricavato da un bidone per l’olio si sta comportando splendidamente, come ogni buon nasturzio che si rispetti (i problemi verranno l’anno prossimo). Sta molto bene con l’altra cultivar gialla, la ‘Banana Split’ (un nome orribile), che vedete qui sotto.
Sulle prime questo nasturzio non mi convinceva: un colore certo diverso dal solito arancio con pennellature centrali, ma troppo piatto, troppo uniforme, e se c’è qualcosa che non mi piace nei fiori è il colore uniforme, da bomboletta spray. Se non fosse stato che l’altro nasturzio, giallo chiaro, semidoppio e più grande, ne smorzava il colore, non l’avrei proprio sopportato. Invece, a maturità questo piccoletto ha tirato fuori delle belle pennellature arancio caldo che gli stanno a meraviglia, non troppo squillanti, molto morbide.
Perciò mi dichiaro molto soddisfatta di questi due piccolini e ve li consiglio. Spero che non spariscano, come hanno sempre fatto quelli compatti, dai colori più inusuali e dal fiore semidoppio. Da me resistono un normale miscuglio rampicante e i micidiali ‘Mahogany Jewel’, che ho ormai da più di dieci anni e che si presentano regolarmente anche non in maniera abbondante come gli zoticoni di color arancio e giallo. ‘Emperess of India’, ‘Peach Melba’ (Tropaeloum minus), ‘Milkmaid’, ‘Apricot Gleam’, ‘Tom Thumb mix’, ‘Alaska mix’, e altre cultivar che non ricordo, sono tutte sparite dopo qualche anno. Ritengo che non ci sia abbastanza acqua per loro da me, e che solo quelli inselvatichiti o più robusti riescano a sopravvivere in piena terra senza irrigazione. Proprio per questo motivo stavolta li ho piantati in vaso, vediamo quanto riesco a farmeli durare.
Vi metto una galleria immagini: prima c’è ‘Banana Split’, poi delle foto d’insieme e infine l’incerto ‘Alan Titchmarsh’s Favorite’. EDIT : ‘Double Delight Cream’
Nasturzio Alan Titchmarsh’s Favorite
Confronta questo post per la conferma della varietà ‘Double Delight Cream’
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)