Qualche giorno fa a Capofilico hanno mietuto l’avena: è segno che si apprestano ad appiccare gli incendi annuali. Capofilico è sempre stata la mia riserva di caccia per fotografie di piante spontanee in un ambiente antropizzato.
La bellezza della flora calabra mediterranea è matura come un frutto da cogliere. Oltre queste poche settimane che ci separano dal caldo intenso, avremo campi secchi, luce accecante, foglie accartocciate dall’arsura. Ci può venire in consolazione qualche brano di Montale : in pozzanghere mezzo seccate agguantano i fanciulli qualche sparuta anguilla.Le viuzze che seguono i ciglioni immettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
La primavera si trasforma velocemente in estate, e l’estate matura improvvisamente, diventando una serie di giorni invivibili per il caldo e l’afa.
Purtroppo no, è la casa di un amico, amico anche lui dei cani, dove spesso ho portare a fare sgroppate Pappiralfi e Bibo, prima che si aggiungessero Bassotto e Amdreino George.
Un giorno abbiamo camminato tanto che Bibo s’è buttata all’ombra di un albero è ha parlato (i cani sanno parlare benissimo, quando vogliono). Ha detto: cazzo, se non mi portate indietro a braccio non ci torno a casa.
Testuali parole.
Fantastico! E’ tuo? Luogo, natura e casetta dei miei sogni… in attesa di poter replicare tanta bellezza nelle mie care (costose) terre, ammiro le tue foto.
simonetta
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)
Non dirmi, sei la custode di quel posto e ci vivrai coi cani. Ho indovinato?
Purtroppo no, è la casa di un amico, amico anche lui dei cani, dove spesso ho portare a fare sgroppate Pappiralfi e Bibo, prima che si aggiungessero Bassotto e Amdreino George.
Un giorno abbiamo camminato tanto che Bibo s’è buttata all’ombra di un albero è ha parlato (i cani sanno parlare benissimo, quando vogliono). Ha detto: cazzo, se non mi portate indietro a braccio non ci torno a casa.
Testuali parole.
Era una trappola, volevo sapere se ci sei nella cuccia. Eh. Comunque tipa tosta Bibo.
Fantastico! E’ tuo? Luogo, natura e casetta dei miei sogni… in attesa di poter replicare tanta bellezza nelle mie care (costose) terre, ammiro le tue foto.
simonetta