Pomarium, edizione 2012 sospesa

Ricevo e pubblico:

06-09-2012

POMARIUM 2012 – EDIZIONE SOSPESA

http://www.corrierenazionale.it/tempo-libero/appuntamenti/26369-pomarium-e-la-frutta-antica-ritorna-sulle-nostre-tavoleI Vivai Belfiore e l’Associazione L’Ape Latina comunicano che, per problemi tecnici di varia natura, l’edizione 2012 di Pomarium non avrà luogo.

Il parco dell’azienda è comunque aperto sempre, anche sabato e domenica ed è possibile acquistare piante da frutto in varietà antiche e rare e ricevere consulenze.
Presso il parco si terrà inoltre un ricco programma di corsi di potatura, innesto, coltivazione e difesa per piante da frutto e olivo.

Per ulteriori informazioni e chiarimenti telefonare al 3283847235 o scrivere a:
info@pomarium.net – corsi@vivaibelfiore.it

Vivai Belfiore

Un articolo da Corriere Nazionale.it
(da cui è tratta anche la foto).

“Meridiano di Sangue”, di Cormac McCarthy, terza candidatura ufficiale per il prestigioso Premio “Amore al Risciacquo”


McCarthy è un mostro sacro contemporaneo e su Meridiano di sangue c’è già una sceneggiatura, forse più d’una, anche se non si sa chi-dove-come-quando-e-perché.
Dopo l’Oscar dei Coen per Non è un paese per vecchi, le attese sono altissime.
Di Meridiano di sangue si dice che sia il “western definitivo”, un’opera che riporta il genere alla sua origine.
Si dice che sia il più grande libro di McCarthy, dopo, o forse prima, di Suttree.

Ho incontrato McCarthy come credo sia successo a molti, leggendo La strada. Dopo ho scoperto che aveva scritto un mattone micidiale sulle praterie tra il Texas e il Messico, la cosiddetta “Trilogia della Frontiera”. Capirete che dove sento parlare di praterie mi scatta l’acquisto compulsivo ed è finita che ho letto tutti i libri di McCarty, ma proprio tutti.

Ebbene, questo è di un genere differente, più affine come natura stilistica a La Strada, che pure è minimale nelle descrizioni e nei dialoghi, quanto questo è invece barocco, addirittura ostentatamente “anticheggiante”, rispetto ad altri romanzi più strutturati, sia da un punto di vista del linguaggio che del contenuto, come Il buio fuori, Oltre il Confine, Città della Pianura e -appunto- Suttree , il suo vero capolavoro.
Ciò che accomuna La strada a Meridiano di sangue è l’innaturalezza dello stile, forzatamente scarno per il primo, quasi epico il secondo. In poche parole, mi sono apparsi volumi scritti a tavolino, quale meglio, quale peggio riuscito.

Meridiano di sangue vorrebbe essere ma non riesce. E questo non si può perdonare ad un autore (prolifico) come McCarthy che è “riuscito” tante volte.
E per citare un commento letto su IBS sì, bah, buh, bello, ma…magari qualche deserto in meno ci sarebbe stato.
I personaggi sopra le righe, assolutamente surreali, non convincono proprio, neanche esercitando brutalmente la volontaria “sospensione dell’incredulità”. Siamo davvero lontani da Harrogate in Suttree.
La figura del Giudice Holden appare caricaturale, le descrizioni, seppur magistrali, ripetitive e praticamente identiche tra loro, i toni sono ricercatamente debordanti in similitudini fantasiose che risultano quasi da sculoetta di scrittura creativa, da licealino pensoso, amante del cosmo e della geologia.

La trama è un succedersi di eventi -il che è un tratto tipico di McCarty- non un intreccio vero e proprio, e questo può andare. Ma gli eventi sono sempre eguali con appena qualche variazione un po’ bislacca.

La violenza, il sangue che letteralmente scorre tra le pagine di questo libro, non ha il sapore metallico del ferro, ma quello artefatto dello sciroppo di cioccolato che usò Hitchcock per Psyco.
Molto, molto più crudele, annichilente, violento, devastante è un romanzo breve, come Il buio fuori, rispetto a questa sequela infinita di morti ammazzati, teste mozzate, violenze su donne cadaveri o morenti, scorribande, attentati, fughe, trappole, uomini nudi o indiani alla carica vestiti da clown in un’atmosfera da giudizio universale, e appunto, deserti, deserti, deserti.
McCarty qui non può o non vuole trovare l’autenticità narrativa, e compone quello che a me sembra una triste caricatura di se stesso, dei suoi libri, del suo stile.

Decisamente patetico nell’uso paratattico dei verbi, legati dalla congiunzione “e” che ricorda l’Hemingway di Il vecchio e il mare, cioè il perggior Hemingway della storia, e un vero classico del Midcult americano.
I verbi usati al passato remoto o all’imperfetto, correlati dalla congiunzione “e”, hanno sempre un che di “bibbieggiante” (E Abramo andò sul monte e Dio gli disse bla bla. E Abramo scese dal monte e parlò al suo popolo e lo ammonì…).
McCarthy è un credente e io immagino abbia studiato la Bibbia a fondo, non a caso Montanari, che lo traduce in Italia, è un conoscitore dei Vangeli.
Anche Tolkien fu accusato di accennare troppo da vicino alla Bibbia con l’incipit del Silmarillion e di usare parole obsolete per definire una realtà storica passata.

In conclusione non Kitsch, ma davvero Midcult questo deludentissimo Merdiano di sangue, che per l’altezza da cui piomba fa un botto assordante.
Se il prestigioso Premio Amore al Riasciacquo avesse la categoria “delusione del decennio”, si sarebbero potute aprire le scommesse al botteghino.

Stanti così le cose il libro Meridiano di sangue, di Cormac McCarthy, ed. Einaudi, si candida al prestigioso premio Amore al Riasciacquo nelle Categorie:
Orchite e
Potemkin

The film on the Bosco della Ragnaia

Avatar di jardinsgardensjardinsgardens

The short documentary on the Bosco della Ragnaia I shot in May is online. The film was commissioned by Sheppard Craige, the artist making  this incredible garden, to keep the record of the place as it was in spring 2012. It was really nice to work with him as he gave me full freedom to shoot the documentary.  He didn’t want to be in the film, but I finally managed to convince him to record his voice and to appear very briefly in a sequence.

I have done radio documentaries for France-Culture and BBC Radio4 and this is my first try at doing a documentary film on a garden. It is not an easy thing as a garden is very quiet, doesn’t move much. It is all about contemplation and slow movement. I wanted the film to be also a portrait of an artist.

My friends Bernadette Dupont in Belgium…

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Murabilia 2012 nei giorni 7, 8 e 9 settembre

Ricevo e pubblico:

Dall’Europa, appuntamento a Murabilia, 7-8-9 settembre 2012

Confermandosi manifestazione vocata all’internazionalità a al giardinaggio europeo, anche quest’anno Murabilia propone incontri prestigiosi, un’esperienza unica per chi – professionisti e semplici amatori- crede che con lo scambio e l’esperienza si possa crescere nell’arte di pensare, progettare e coltivare il giardino.

Ecco una breve scheda di alcuni dei protagonisti della dodicesima edizione di Murabilia.

Christopher Brickell botanico inglese, esperto di orticoltura internazionale e di nomenclatura delle piante, è stato direttore della mitica Royal Horticultural Society inglese dal 1985 al 1993, oltre che collaboratore dei Kew Gardens e dell’orto botanico di Edimburgo e aver svolto incarichi in numerose commissioni internazionali. Ha partecipato a spedizioni botaniche in Cina, Georgia, Asia Centrale, Sikkim, Turchia, Grecia e Patagonia. Per la divulgazione ha curato una monumentale enciclopedia di 750 pagine che consta della descrizione di 8000 piante con 5000 fotografie a colori, di cui il quotidiano “Guardian” ha detto Non se ne può fare a meno. È un libro ineguagliabile. A Murabilia presiederà le giurie e parteciperà ad una attesissima conversazione a più voci.

Roy Lancaster è forse il più celebre giardiniere inglese contemporaneo, la cui fama è supportata da una lunghissima collaborazione televisiva con la BBC, trasmissioni radiofoniche, corsi e conferenze tenute ovunque nel mondo e tanti libri, alcuni dei quali diari di viaggi botanici. Ha un ruolo istituzionale in numerose associazioni inglesi di giardinaggio, oltre che presidente della Società delle Erbacee Perenni. Nato nel Lancashire nel 1937, a inizio carriera ha lavorato 18 anni all’arboreto Hillier, per il quale ha compilato un famoso manuale di riconoscimento di alberi e arbusti. All’attivo ha importanti viaggi come cacciatore di piante in Cile, Iran, Turchia, Nepal, Nuova Zelanda, Brasile, Ecuador, Giappone, Nord America, Sud Africa, Malesia e Cina. A Murabilia incontrerà per la seconda volta il maestro giardiniere Carlo Pagani con cui condivide l’entusiastica passione per le piante e l’impegno nella divulgazione.

Jim Jermyn agronomo scozzese, è diventato esperto di flora alpina a partire dagli anni Settanta, viaggiando sulle montagne di Germania, Italia e Regno Unito, e poi gestendo per vent’anni un famoso vivaio fondato nel 1930. Ha scritto libri sui fiori delle nostre Alpi (è riconosciuto come autorità per la flora delle Dolomiti), una guida al giardino roccioso con le piante europee di montagna e un libro sul Giardino dell’Himalaya con scenografiche fotografie a corredo del testo. Manager della famosa mostra di giardinaggio Gardening Scotland che si svolge ogni anno in giugno a Edimburgo, sfoggia le proprie raffinate competenze di bon viveur sul suo sito jimjermynalpines in cui non manca mai di aggiungere alla pianta del mese le indicazioni per accompagnarla con la musica e il vino giusti.

Marco Martella è uno scrittore e traduttore romano cinquantenne che ha scelto di vivere a Parigi, occupandosi di storia e critica del giardino. Ha fondato la rivista Jardins e tra i suoi scritti recenti annovera un piccolo libro intitolato E il giardino creò l’uomo appena uscito in Italia per Ponte alle Grazie e già diventato un cult. Martella ha accettato l’invito a Murabilia, dove venerdì 7 settembre presenterà il libro, con il supporto delle letture di brani a cura di un giovane attore pistoiese, Henry Bartolini. Subito dopo è atteso al Festival della Letteratura di Mantova.

Gerard Werner è il titolare del vivaio francese Pepinière Botanique des Vaugines, aperto nel 1991 a 400 m di altitudine sulle colline della Provenza. Definisce se stesso “vivaista viaggiatore: vado a vedere le piante là dove crescono spontanee e ne raccolgo i semi per provarle in ambienti diversi dal loro”. Specializzato in specie da ambienti asciutti e per zone marine salmastre, non nasconde di lavorare da molti anni per liberare il giardiniere mediterraneo dalla schiavitù del giardino da bagnare, concimare, trattare. In modo poetico, dice che il suo obiettivo sono “piante che ridanno le giuste prospettive alla nostra libertà e che annullano le frontiere tra giardino e natura”.

Matthias Uhlig ha raccolto nel 1991 l’eredità di Karlheinz Uhlig, un tedesco considerato a livello mondiale un’autorità riguardo la propagazione e la coltivazione delle piante succulente, comprese quelle strettamente protette perché rarissime e in via di estinzione in natura. Nato a Chemnitz nella Germania dell’Est nel 1930, Karlheinz ha cominciato da bambino a coltivare cactus e, quando la sua famiglia riuscì a trasferirsi nell’altra Germania, vicino a Stoccarda, nel 1959 la collezione diventò l’inizio di un vivaio. Oggi vi si coltivano oltre 3000 tra specie e forme diverse, vendute in 60 diversi Paesi. Murabilia e la sua la ampia comunità di esperti e amatori di piante grasse riconoscono a questo vivaio la supremazia in termini di competenze e abilità e al silenzioso Matthias una serietà professionale non disgiunta dall’impegno a preservare l’ambiente naturale.

Albert Plapp
del vivaio Kakteen Plapp. Ha base a Jesendorf-Niederbayern, in Baviera, dove ha costruito da sé serre e abitazione. Per il suo aspetto da vichingo, la socievolezza, la passione per l’Itaia e per il vino di casa nostra è conosciuto ovunque nonostante le piccole dimensioni del vivaio: quattro serre per totali 1000 metri quadrati e una zona riproduzione di altri 320 mq. Vende anche tramite Internet kakteen-plapp. A Lucca richiama moltissimi collezionisti che, anziché farsi spedire gli esemplari rari e preziosi, vengono a ritirarli direttamente dalle sue mani. Ma ad attendere lui e la moglie-collaboratrice Johanna ci sono anche i bambini, ammaliati dalle minuscole piante grasse con gli innesti colorati “Hibotan”.

Murabilia – Mura in fiore 2012
Segreteria c/o Opera delle Mura
Castello Porta San Donato Nuova – 55100 Lucca
tel 0583-583086, fax 0583-56738
http://www.murabilia.com murabilia@murabilia.com

Per informazioni stampa:
http://www.murabilia.com
Mimma Pallavicini, tel 015-641700 cell. 328-4760791
mimma.pallavicini@gmail.com

Orari di Murabilia
venerdì dalle ore 12.00 alle ore 19.30
sabato e domenica dalle ore 9.30 alle ore 19.30
la vendita dei biglietti termina alle ore 18.30 di ciascun giorno

Prezzo dei biglietti
– Intero € 7,00
– Ridotto € 3,00 over 65, minori tra gli 8 e i 14 anni, diversamente abili e accompagnatori.
– Gratuito per i minori di 8 anni
– Abbonamento per due giorni € 11,00
– Abbonamento per tre giorni € 15,00
– Ingresso a Murabilia, Orto Botanico, Torre Guinigi € 11,00
– Acquisto cumulativo 20 ingressi € 140,00 più due biglietti omaggio.
– Gruppi con bus con acquisto di oltre 25 biglietti, 10% biglietti omaggio.

Coltiviamo la città, di Massimo Acanfora, ed. Ponte alle Grazie. Seconda candidatura ufficiale per il prestigioso premio “Amore al Riasciacquo”


Una volta lessi una recensione che così diceva: “A che serve una recensione?”.

Le stesse parole si potrebbero applicare a questo libro, capitatomi tra le mani per la curiosità di approfondire la moda degli orti sul balcone, della città verde, dell’orto diffuso, ecc.
Eppur mi tocca, dato che questo libro è il secondo candidato ufficiale al prestigioso premio Amore al risciacquo, quindi devo pur dare motivazione della sua candidatura.

Da sempre mi interessa l’argomento dell’orto senza casa, l’orto comune, l’orto operaio, e come sapete, quello che chiamo giardino povero.
Non dico che mi aspettassi un’opera monumentale e quasi definitiva, come l’eccellente Voglia di campagna di Valerio Merlo, e neanche una esposizione lucida dei fatti, come il volume di Michela Pasquali sui “green guerrilas” di Manhattan o un testo documentario, come quello della Ligue du coin de terre et du foyer, ma certo vedere ridurre l’argomento ad una sequela di…di…di…di nullità, mi ha a dir poco annichilita.

Oltre la bella copertina con due bandelle graziose e vivacemente colorate, c’è proprio poco da dire.
Le illustrazioni in bianco e nero dell’interno non sono neanche passabili, più brutte e amorfe delle vecchie illustrazioni copy-free per visual di cui nei Novanta compravamo gli album per imparare a fare le pubblicità del pesce in scatola o del detersivo. Oggi c’è poca gente che sa lavorare bene a mano per la pubblicità, e ancor meno persone che lavorano bene il bianco e nero per la stampa sulla carta uso mano grezza (che però non è specificato se essere riciclata o meno).
La china è per molti una bestia nera.
Tra l’altro la differenza tra l’esterno lucido e vivace e l’interno in bianco e nero poco curato sarebbe troppo anche per una piccola casa editrice, figuriamoci per un marchio Salani.

Quello che sorprende è l’autorevolezza della casa editrice , Ponte alle Grazie con Altreconomia, che dovrebbe aver partecipato alla pubblicazione di un libro davvero innovativo Rose & Lavoro. Dal Kenya all’Italia l’incredibile viaggio dei fiori. Controllando su entrambi i testi i marchi sembrano differenti, e a questo punto non saprei più dire se l’editore è il medesimo.
Insomma, in un libro su cui si sono concentrati tre marchi editoriali si spererebbe di trovare qualcosa di buono.
Invece nisba.
Il testo di Massimo Acanfora non tratta neanche in minima parte di una economia nuova o “rinnovata” che possa vedere in una parziale autonomia alimentare un punto di svolta. A questo punto non si capisce che cosa ci stia a fare questo marchio.

Il volume non è neanche strutturato solidamente come un manuale per apprendisti, ma affronta gli argomenti tecnici in maniera non certo erronea, ma quantomeno superficiale e vaga, tale che risulti superflua per chi possieda già informazioni orticolturali e insufficiente per chi non le possiede. In definitiva un libro assolutamente inutile dal punto di vista delle nozioni di base. Tra l’altro tutti preferiamo un orto-giardino bello anziché un orto-giardino brutto. I consigli elargiti con tanta generosità non riescono a penetrare il difficile argomento della bellezza dell’orto, più complessa da ottenere su un balcone. Un orto funzionale sarà certamente bello, un orto brutto non sarà mai funzionale, poichè è dalla funzionalità che trae la sua bellezza. Il risultato dell’applicazione pedissequa dei consigli di Acanfora è difficile da immaginare se non come un’accozzaglia di vasi e vaschette, bottiglie di plastica, grigliati, bidoni.

Lo stile è da settimanale “facile”, con giochi di parole, battutine da far allegare i denti, richiami a contesti esterni al giardino solo per rendere la lettura familiare, cioè per far esclamare nella testa di chi lo legge “Ah, sì! Questo film l’ho visto, era bellissimo!”. E varie amenità. Qualche strafalcione qua e là a dimostrare che gli editor non sono gli evangelisti del Perfetto Italiano, e un po’ di scopiazzature tanto per allungare il brodetto.

A partire dalla quarta di copertina, con una frase copiata quasi di peso da un mio articolo, si fa fatica a non immaginare che altro materiale non sia stato attinto dalla rete e poi confezionato con opportuni interventi di editing.
Le citazioni delle fonti web sono tante, e questo è uno dei pochi pregi del libro, ma sono anche poco selettive, per quanto CdG sia citata due volte.

In conclusione Coltiviamo la città, di Massimo Acanfora, edizioni Ponte alle Grazie, si candida per il prestigioso premio Amore al Risciacquo nelle seguenti categorie:

Elettroencefalogramma piatto
Rocco Tarocco
Orchite
Green Guignol

Miiiiitico!

Questa, ragazzi, è proprio tutta da gustare.
Ricordate il mio recente post sul giardinaggio e la botanica?
Ebbene, ne ho una da raccontare che vi farà ridere tutti: oggi un professore di biologia mi ha detto che è IMPOSSIBILE individuare una pianta se non si ha il fiore, aggiungendo in tono condiscendente: “Senti, tu ne sai un sacco più di me sulle piante, ma l’hai dato l’esame di botanica sistematica?”.

Orpokann, infatti senza fiore non riuscirei mai a distinguere una rosa da un carciofo, o un tulipano da una crisantemo!
E come fare a spiegare al nostro professore che per distinguere certe cultivar o certe specie è proprio la foglia l’indizio essenziale?

Aaaah, qui si gioca a rimpiattino!

Tutte le mie fobie

Ci serve una barca più grande
Odeporofobia, paura di viaggiare
Amaxofobia, la paura di guidare
Erpetofobia, paura dei rettili e degli animali striscianti
Talassofobia, la paura delle acque aperte
Agorafobia, paura della gente, dei luoghi aperti, delle riunioni con molto pubblico
Fonofobia, paura dei rumori violenti
Telefonofobia, paura del telefono, collegata ad una contraddittoria Nomofobia, o la paura di rimanere senza telefono cellulare.
Nictofobia, o scotofobia, paura del buio. E chiunque sano di mente avrebbe paura del buio: vi si nascondono i Vashta Nerada.
Acrofobia o paura delle altezze.
Hyalofobia o paura dei vetri

Salute

Murabilia, comunicato n° 4

Ricevo e pubblico:

Murabilia – Mura in Fiore 2012
Mostra mercato del giardinaggio amatoriale di qualità, dodicesima edizione, mura urbane di Lucca
7-8-9 settembre 2012
C O M U N I C A T O  S T A M P A  N. 4 mercoledì 29 agosto 2012

Murabilia e I cacciatore di piante

http://cdn.blog.lemuradilucca.it/wp-content/uploads/2011/08/Copia-di-Murabilia-2011-Plumeria-pianta-vedette.jpg
Chi ama le piante, i giardini, la bellezza della natura, la storia delle scienze botaniche e dell’introduzione in coltura delle piante, a Murabilia 2012, dal 7 al 9 settembre prossimo, avrà motivo di alimentare questi interessi con esperienze irripetibili.

Per esempio, si darà spazio ai cacciatori di piante, un argomento affascinante e avventuroso che rende onore a uomini percorsi dal sacro fuoco della conoscenza e dallo sprezzo del pericolo. In passato, soprattutto nell’epoca d’oro della scoperta delle piante tra Seicento e Ottocento, sono state introdotte così quasi tutte le specie che oggi vivono nei nostri giardini e nelle alberature stradali.

A Murabilia un omaggio a queste storie verrà dalla lettura ad alta voce, a cura dell’attore Henry Bartolini, di brani di un libro che è stato un successo editoriale mondiale recente: La confraternita dei giardinieri, scritto con penna felice da Andrea Wulf e uscito in Italia nel 2011 da Ponte alle Grazie. Appuntamento all’orto botanico per rilassanti assaggi d’autore nel verde (15 minuti ogni volta) alle ore 14, 16 e 18.

A Murabilia poi si compirà una magia, proponendo ai visitatori la testimonianza diretta di alcuni prestigiosi eredi di quegli antichi cacciatori di piante, che percorrono il mondo scavalcando montagne e attraversando deserti, facendosi largo nelle foreste tropicali e immergendosi in pericolose paludi. Incredibilmente, in un mondo globalizzato come il nostro, ai quattro angoli del pianeta ci sono ancora piante sconosciute, e molte sono destinate a diventare nuove introduzioni nei giardini.

Ne parlerà in una conferenza (spazio incontri sul Baluardo La Libertà, sabato 8 settembre, ore 17,45) un grande nome, universalmente riconosciuto come uno dei massimi ricercatori della flora asiatica. Bleddyn Wynn-Jones del vivaio inglese Crûg Farm Plants racconterà il Diario di un cacciatore di piante dei nostri tempi: viaggio in Corea.

Nella stessa ambientazione sulle mura lucchesi domenica mattina, alle ore 11, parlerà dei suoi vagabondaggi fruttuosi in Nepal il francese Michel Lumen, un esperto di erbacee perenni che ormai divide il proprio tempo tra il vivaio in patria e i trekking sulle montagne nepalesi.
Oltre a esporre e vendere molte delle piante che ha introdotto in coltura, offrirà la testimonianza della continuità di un’arte.I visitatori interessati all’argomento, comunque, troveranno tra gli espositori molti altri moderni cercatori di piante.
Uno tra tutti: Gérard Cavatore, che a Bormes les Mimosas, nel Sud della Francia, coltiva 180 specie e varietà di mimose: un patrimonio singolare che gli ha valso il ruolo di conservatore della collezione nazionale del genere Acacia. Di sé dice: “Se sei appassionato in quello che fai, trovi mille modi di ottenere le piante che ancora non si conoscono. Io mi procuro i semi in Astralia, Sudafrica, America, quando non sono io a raccoglierli personalmente, ho fornitori specializzati oppure mi servo di una rete di botanici e viaggiatori curiosi”. A Murabilia, unica occasione simile in Italia, anche i visitatori pigri, fautori del giardinaggio della non azione, potranno fare tesoro delle rocambolesche fatiche altrui, acquistando piante che questi cacciatore di piante hanno appena introdotto da lontano.

Murabilia – Mura in fiore 2012, Segreteria c/o Opera delle Mura 
Castello Porta San Donato Nuova – 55100 Lucca
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Per informazioni stampa: http://www.murabilia.com
Mimma Pallavicini, tel 015-641700 cell. 328-4760791
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Orari di Murabilia:
venerdì dalle ore 12.00 alle ore 19.30
sabato e domenica  dalle ore 9.30 alle ore 19.30
la vendita dei biglietti termina alle ore 18.30 di ciascun giorno
Prezzo dei biglietti: Intero  € 7,00- Ridotto  € 3,00 over 65, minori tra gli 8 e i 14 anni, diversamente abili e accompagnatori. Gratuito per i minori di 8 anni- Abbonamento per due giorni  € 11,00- Abbonamento per tre giorni € 15,00- Ingresso a Murabilia, Orto Botanico, Torre Guinigi € 11,00- Acquisto cumulativo 20 ingressi € 140,00 più due biglietti omaggio. Gruppi con acquisto di oltre 25 biglietti, 10% biglietti omaggio.

http://www.lagazzettadilucca.it/themes/gazzettadilucca/images/murabilia.jpg

Isola Bella riapre nonostante il fortunale

Ricevo e pubblico

Isola Bella: danni “pesanti ma restiamo aperti alle visite”

http://www.cad.polito.it/~ets08/verbania.html

Il vessillo dei Borromeo sull’Isola Bella è già tornato al suo posto. Artigiani si erano subito messi al lavoro per rimettere in sesto il pennone, dopo che il fortunale di sabato lo aveva stritolato.
E’ solo un simbolo della volontà di rinascita dell’Isola Bella, il gioiello dei Domini Borromeo sul Lago Maggiore, dopo i danni del maltempo. Proprio la volontà di non darsi per vinti ha fatto si che già da stamattina l’accesso di turisti e appassionati all’Isola, al Palazzo e ai giardini sia ripreso del tutto normalmente. Certo i segni del tornado ci sono e sono evidenti. “E’ come in certi quadri romantici dell’Ottocento”, ha commentato stamattina uno dei primi visitatori, incantato dalla bellezza dell’Isola piegata ma non distrutta dalle avversità.

Già nella notte di sabato, la squadra di giardinieri, di boscaioli e di tree-climbing dei Principi Borromeo si è messa all’opera per salvare tutto il salvabile, per mettere in sicurezza piante in bilico, per rafforzare siepi e cespugli, per non perdere piante che hanno anche un valore storico oltre che botanico e paesaggistico. Come la Magnolia virginiana, una delle prime arrivate in Italia a metà ‘800 (le primissime magnolie arrivarono in Italia alla Reggia di Caserta n.d.c.).

Ritornano alla memoria le scene, al tempo diffuse in mondovisione, del fortunale che nel giugno 2006 semidistrusse l’Isola Madre, l’altro “Paradiso Borromeo”, creando, allora, una vittima davvero illustre: il celeberrimo Cipresso del Cashmere, l’esemplare più antico introdotto in Europa.
Il Grande Vecchio dell’Isola Madre venne abbattuto ma i giardinieri dei Borromeo lo hanno rialzato, con l’aiuto di elicotteri, curato e ora, dopo 6 anni, anche lui è fuori pericolo.

La possibilità di ricorrere, praticamente in tempo reale, a squadre di giardinieri specializzati è fondamentale per limitare i danni a patrimoni verdi come quelli, storici, delle due Isole Borromeo.
I danni al grande Palazzo dei Principi, pur consistenti, non impediscono la regolare visita ai sontuosi interni, Quadreria compresa.
L’unica area che resterà preclusa ai turisti è il quadrante più alto dei giardini rinascimentali, uno spazio ristretto su cui la furia del vento si è abbattuta con violenza estrema provocando danni alle decorazioni marmoree, abbattendo due antichi obelischi e danneggiando una statua.

Naturalmente è volontà dei Principi intervenire subito anche per il restauro di queste opere e strutture ma, per esse, i tempi saranno necessariamente più lunghi.

Ufficio Stampa: Studio ESSECI,
Sergio Campagnolo tel. 049.663499
info@studioesseci.net

Tra Pomi e Fiori, a Calvi, in Umbia, 1-2 settembre

Ricevo e pubblico:

TRA POMI & FIORI

A Calvi dell’Umbria (TR), nei giorni 1 e 2 Settembre 2012, si terrà la mostra-mercato di florovivaismo “Tra pomi e fiori ”.
L’evento, il primo del genere svoltosi in Umbria e giunto alla sua XII edizione, avrà luogo nel centro storico che nei due giorni della manifestazione sarà animato dalla presenza di vivaisti selezionati – provenienti da diverse regioni italiane- che metteranno a disposizione dei visitatori le loro produzioni e la loro esperienza, tali da soddisfare un po’ tutti gli appassionati di giardinaggio e del mondo del florivivaismo.

Nelle vie e nelle piazze del centro le piante e i molti fiori che la stagione può offrire, faranno a gara per offrire uno spettacolo davvero speciale.

Sarà anche messo a disposizione un angolo dello scambio, dove quanti lo vorranno potranno barattare con altri appassionati del verde piante e semi.

Gli amanti del piccante gradiranno in maniera particolare la presenza dell’Accademia Nazionale del Peperoncino.

Non mancheranno le diverse produzioni artigianali, le specialità alimentari e vinicole e uno stand dedicato agli animali da cortile rari.

Come per le edizioni precedenti sarà riservato uno spazio alla pittura botanica con la partecipazione di artisti noti a livello nazionale.

Sono previste visite al monastero e al museo.
Calvi si raggiunge percorrendo l’autostrada A1 con uscita al casello di Magliano Sabina o la Via Flaminia

ORARIO : 10 – 19 BIGLIETTO : 3 €

Segreteria Organizzativa 333 6841760

Comune di Calvi dell’Umbria 0744 710119

http://www.piccolemostre.altervista.org