Le regole del bosco, creazione, cura e aspetti ornamentali del bosco domestico (26-27 ottobre -Verona)

alan-lee--mirkwood2Pizzetti lamentava la nostra incapacità anche solo di pensare al bosco produttivo, che al suo tempo fu la salvezza di molti sotto la guerra. Ora, con la crisi che alita sul collo di tutti, il bosco produttivo è divenuto una necessità. Chi avverte per primo questa necessità sono sempre i giardinieri, gli studiosi del paesaggio, e in genere chi si occupa di ambiente in maniera consapevole.

L’Associazione Maestri di Giardino ha indetto a riguardo un secondo campus di studi.
Si terrà il 26 e il 27 ottobre alla Tenuta La Valverde, a Verona. E’ un campus a pagamento.
Qui sotto vi metto il link del programma
Cliccare qui per il programma “Le regole del Bosco”

Per comodità lo riporto anche nel corpo del post, ma vi raccomando di controllare sempre il sito e telefonare per prenotare o conoscere variazioni di programma.

Programma
SABATO 26 OTTOBRE
Mattino
ore 9: Ritrovo presso Villa La Valverde e registrazione dei partecipanti.
ore 9.30: Apertura dei lavori con saluto di MG. da Sacco e dei rappresentanti dell’Associazione MdG.
Ore 10-12: Primo Modulo, conferenza introduttiva di Paolo Tasini.
• Nuove idee per nuovi boschi. Una ricognizione su un luogo in cui si sovrappongono naturalità e coltivazione, fra tradizione e le nuove tendenze del food forest e del forest gardening.
Ore 12.30: Pranzo presso i locali della Villa.
Pomeriggio
Ore 14-16: Secondo modulo, laboratorio con Valerio Gallerati.
• Leggere il bosco: passeggiata e analisi dello sviluppo vegetazionale a dieci anni dall’impianto del bosco, delle consociazioni e del riequilibrio naturale.
Ore 16: Pausa con degustazione di tisane naturali.
Ore 16.30-18: Terzo modulo, conferenza di Valerio Gallerati.
• Dal seme alla pianta – Come inizia un bosco. I segreti e i tempi della germinazione, la consociazione delle specie negli ambienti naturali come regola guida per la creazione di un bosco.
Sera
Ore 18: Fine della prima giornata del Campus e sistemazione per la notte.
Ore 19.30: Cena con prodotti tipici del veronese.
Ore 21: Walden o il richiamo della foresta. Antonio Perazzi presenta il libro Foraverde Maestri di Giardino Editori (serata aperta al pubblico).

DOMENICA 27 OTTOBRE
Mattino
Ore 08.30-10: Terzo modulo, laboratorio con Gianpiero Gauna.
• L’arte della manutenzione del bosco. Attività pratica di cura delle piante e di raccolta delle potature e di altro
materiale per l’utilità della casa e del giardino.
Ore 10: Caffè all’aperto.
Ore 10.30 – 12.30: Quarto modulo, Laboratorio con Paolo Tasini e Gianpiero Gauna
• Più fiori, più frutti: per bellezza e per alimento. Attività pratica di piantumazione di specie erbacee e arbustive
a integrazione della vegetazione esistente.
Ore 12.30: Pranzo presso i locali della Villa.
Pomeriggio
Ore 15 -17.30: Quarto modulo, Laboratorio con Massimo Villa.
• Steccati, cancelli e altri intrecci: l’arte dell’intreccio praticata con gli scarti della pulizia del bosco per realizzare oggetti o arredi e strutture utili.
Ore 17.30: Merenda e chiusura dei lavori.

Abstract e contatti
Ore di lezione teorico-pratiche: 11,5
Organizzazione: Associazione culturale Maestri di Giardino, Presidente Daniele Mongera
http://www.maestridigiardino.com
Tutor: Daniele Mongera, tel. 3292515637 – mail: campus@maestridigiardino.com
Resident Tutor: Maria Giulia da Sacco, tel. 3386838998, http://www.valverde-verona.it

Costi del Campus
Tariffa ordinaria Campus: 180 € comprensivi di:
– iscrizione annuale all’Associazione Maestri di Giardino, valida fino al 31.12.2014*
– 11,5 ore di lezione teorico-pratiche
– conferenza specialistica sul tema del bosco domestico
– 2 pranzi, 1 cena, 4 coffee break
Tariffa convenzionata Campus (riservata ai soci dell’Ass. Compagnia del giardino e del Circolo Amici in
Giardino): 130 € comprensivi di:
– iscrizione annuale all’Associazione Maestri di Giardino, valida fino al 31.12.2014
– 11,5 ore di lezione teorico-pratiche
– conferenza specialistica sul tema del bosco domestico
– 2 pranzi, 1 cena, 4 coffee break
Tariffa per associati Maestri di Giardino: 50 €
*L’iscrizione all’Associazione Maestri di giardino dà diritto a partecipare ai Campus successivi a prezzo
scontato e a partecipare ai laboratori formativi presso i Maestri.


Informazioni importanti

-Per partecipare al Campus è necessario iscriversi entro e non oltre il 20 ottobre 2013.
Il Campus si effettuerà con un numero minimo di partecipanti.
Per le modalità di iscrizione telefonare al 3292515637 oppure scrivere a campus@maestridigiardino.com.

Il Campus si svolgerà con qualsiasi tempo: tutte le attività e i laboratori all’esterno saranno effettuati anche in condizioni di foschia o di leggera pioggia. È pertanto importante munirsi di abbigliamento ed equipaggiamento adeguato, oltre che di eventuali indumenti di ricambio.
Si ricorda che nella notte tra il 26 e il 27 ottobre si ritorna all’ora legale: il programma del Campus ne ha tenuto
debitamente conto.

tenuta la valverde

Villa La Valverde – Via Antonio da Legnago, 21 – 37141 Verona
La Valverde si trova poco lontano dalle mura di Verona e può essere raggiunta:
– Dall’autostrada A4 Milano–Venezia, uscire a Verona Est. Imboccare la Tangenziale Est e uscire a Montorio-Caserma Duca. Voltare a destra: la villa è poco più avanti, alla vostra sinistra.
– Dall’aeroporto di Verona. Prendere la Tangenziale Sud ed uscire a San Martino Buon Albergo. Da lì imboccare la Tangenziale Est e seguire le indicazioni come sopra.
– Con i mezzi pubblici. La linea urbana n.13 ferma ogni 15 minuti a pochi metri dal cancello.
– In bicicletta. Dalla città seguire la pista ciclabile per Montorio che passa proprio davanti alla villa.

Commenta e sarai ricompensato, vivi a sufficienza e sarai venduto

Ieri mia madre mi porge una pagina de “Il Fatto Quotidiano” in cui si parlava del self publishing, dei commenti sulle piattaforme di vendita internet, delle recensioni, ecc.
inmondadori_il tuo commento 5 euro_cr

Chiariamoci: è una notiziola “colorata” dal giornale; che sui commenti e sulle recensioni ci sia un florido mercato lo sappiamo anche noi.
Ma “Il Fatto Quotidiano” o sbaglia o devia l’attenzione di proposito, spostandola sull’immiserimento culturale.
La notizia non è che Luigi scrive “Il libro è un autentico ed autorevole gioiello: l’unico libro che mi pare degno di stargli accanto è il capolavoro dadaista intitolato il tuo destino è scritto qui, del celebre filosofo hacker transumanista sardo ceo e seo del sito madonnaa.com Complimenti“. La notizia non è che siamo ignoranti o che ci diamo arie di grandezza scrivendo che Giovenale è proverbiale per la sua indignatio.
La vera notizia è che la Mondadori ti fa lo sconto di cinque euro per commento se ti logghi preferibilmente col profilo Facebook e che ti stimola a recensire per poterti proporre articoli di tuo interesse.
E te lo dicono pure, eh.

La faccenda dello sconto, poi, è un po’ una bufala, per usufruirne c’è una soglia minima, inoltre puoi scegliere solo nel settore giochi e cazzatelle varie, in più hai un tempo limitato. Quindi: nasci, compra, crepa.

La notizia è che ormai hanno vinto loro. Ci manipolano, ci spostano qui, ci mettono lì, ci guidano, ci muovono, come fossimo banchi di pesci, insiemi numerici, pedine, dati.
Non ce l’hanno fatta con la forza, ce l’hanno fatta con le blandizie. Ormai non apparteniamo più a noi stessi, siamo di loro proprietà.
Non ho neanche più la capacità di indignatio di Giovenale, solo un gran senso di sconforto e rassegnazione.

Lo scorfano

A presto la tinca
scorfano_ nicola sacco

Piove piove, la gatta non si muove, si accende la candela, si dice buonasera

hibiscus syriacus

asparagina

foglie morte

Da Fools Journal, chiome al vento

slopepoint11da “Fools Journal”, i bellissimi alberi al vento della Nuova Zelanda

Lo Hobbit 2; la desolazione di Tolkien. Sottotitolo: quello biondo con la pettinatura da Barbie si è innamorato di Lentiggini

C’è solo da mettersi a ridere.

Star Trek “Into darkness”, il cerchiobottismo di J.J. Abrams

star trek la ricerca di spock locandinaCome forse qualcuno si sarà accorto, è da qualche venerdì che Rai4 manda i film di Star Trek.
Questa settimana abbiamo visto La ricerca di Spock, un film fatto con pochi mezzi, pochi effetti, pochissima computer grafica (all’epoca costava meno uno scenario in studio con cactus e neve finti) e una troupe di attori i cui disastri noi trekkies conosciamo bene.
Kirk sempre spavaldo ma sempre all’altezza, un Sulu che ipoteticamente avrebbe potuto fare l’attore se avesse saputo recitare, uno Spock già decrepito allora (oggi credo che lo muovano con i fili: non scherzo, guardatevi certi episodi di Fringe), un McCoy sempre più bisbetico, una attempata Uhura come action-chick, Chekov con un sempiterno sorriso da Gianni Morandi. Per non parlare del doppiaggio, sempre un po’ sballato con cast diversi di volta in volta.
L’andazzo è quello, lo sappiamo. Ma li abbiamo sempre amati, sempre sopportati, ne siamo sempre stati dipendenti.

Star-Trek-Into-Darkness-Benedict-CumberbatchCerto che vedere venerdì un film con attori scadenti che interpretano alla perfezione personaggi ammirevoli, e poi passare al sabato e vedere Into darkness, è un bel passo.
Into darkness neanche è arrivato nella sale, qui. Nonostante promettesse di essere un blockbuster di fantascienza tridimensionale, i proprietari dei cinemini di zona hanno annusato che di biglietti non avrebbero stampati tanti. Abbiamo avuto i Puffi, Dianosaus’Age, Red 2, ma ci hanno fatto saltare anche La grande bellezza e To the wonder.
Che dovevo fare? ho prenotato il cd e l’ho visto ieri.

Volete la verità? A me non è dispiaciuto: già meglio del catastrofico primo episodio. A parte considerazioni specialistiche, di cui non sono capace, posso dire tre cose:
1) ci stiamo pian piano abituando a questi nuovi personaggi (e abituare non significa amare), che stanno trovando una loro dimensione caratteriale anche un po’ bislacca e giovanile. Siamo lontani dal mito di Kirk, e le ferite riportate dal primo film non sono ancora guarite, ma si accende un barlume di speranza,
2) vorrei sapere, vorrei proprio sapere, se ai giovani piace questo Star Trek. No, perchè visto che è stato fatto per loro, se non gli piace, non si potrebbe archiviare questa avventura abramesca e chiudere la faccenda lasciandoci in pace a piangere su Veridiano 7?
3) Abrams ha giocato su due fronti: quello dello zoccolo duro e quello giovanile. Non penso di SPOILERARE, dato che ormai chi doveva vedersi il film se l’è già visto, ma tirare fuori un vecchio cattivo, una vecchia fiamma e invertire la scena della morte nel nucleo di curvatura, sono cose che un pubblico giovane non capirebbe, ergo, erano dirette a noi.

E poi c’è molto extratesto. E questo non aiuta un film ad essere duraturo, memorabile. L’extratesto è il contesto al di fuori del testo. Per esempio la nave dell’ammiraglio Marcus cade su Alcatraz: una chiara allusione al flop della la serie Alcatraz prodotta dallo stesso Abrams. Il lancio da una nave all’altra: un rimando al primo reboot, come anche numerosi dialoghi col capitano Pike. E poi extratesto che rimanda alla vecchia serie, ai vecchi film, ai vecchi personaggi, ecc.
Questo non aiuta, non aiuta. Non a-iu-ta.
Il film deve essere una storia originale. Dopo aver mutato la linea temporale, Abrams si è tenuto molte strade aperte, ma citare la vecchia serie non aiuterà la nuova a salpare.

Una cosa ha fatto Star Trek: è diventato leggendario.
Per gli amanti di Star Trek non basta “un buon film”, ci vuole una leggenda.

star_trek_into_darkness_movie-wide

Colori d’autunno nel “Giardino tra i campi”

Colori d’autunno nel giardino tra i campi from Emilio Tremolada on Vimeo.

link utili:
Un giardino tra i campi
Un giardino tra i campi su Facebook

I video di Emilio Tremolada su Vimeo

Un’informazione per chi si trova dalle parti di Orticolario a Cernobbio. Il 4-5-6 ottobre ci sarà un corso di fotografia tenuto da Emilio Tremolada, per gli appassionati di fotografia e giardini. Il corso si terrà nello stand di CasaFacile (organizzato con FujiFilm) e ai partecipanti verrà data in uso l’attrezzatura fotografica con cui realizzare foto all’interno della mostra.
L’autunno è una stagione dai suggestivi colori e ricca di soddisfazione, questo è l’affascinante giardino di Stefano Peroni a Castelbolognese.

FlicFlac (io dico flic, tu dici flac)

pelargonum zonale rosa venato bianco

Piante, fiori e analfabetismo funzionale

Quante volte vi è capitato di sentire o leggere che la metà degli italiani è affetta da quel che si chiama “analfabetismo funzionale”?

In pratica metà delle persone che leggono qualcosa, qualunque cosa, non la capiscono. A mio avviso si potrebbe tranquillamente dire che metà (magari anche di più) delle cose che circolano in Italia sono incomprensibili, ma vabbè, la notizia la fanno i giornalisti e siccome qualcuno l’ha scritta così la notizia è così. Punto.

Be’, ma veniamo a noi. Sapete che esempi vengono riportati? Il manuale di montaggio di un sellino nuovo, il bugiardino delle medicine, un manuale di floricoltura.
aaaaargh_homer simpson

Ora, rimanendo seri. Un sellino nuovo non è difficile da montare se si ha l’attrezzatura giusta e un po’ di forza, e non serve neanche il foglietto che ti spieghi come si fa. Basta che le parti non siano arrugginite, e se le cose ciclistiche non sono drammaticamente stravolte da quando eravamo piccoli, credo che chiunque ci riuscirebbe.
Ma il punto non è questo: immaginate di avere solo il foglietto, senza nè sellino nè bici, e di dover smontare il pezzo vecchio e montare il pezzo nuovo solo nella vostra mente, attenendovi al foglietto delle spiegazioni.
Mio dio, ma chi può pretendere che si comprendano le istruzioni di mondaggio di un oggetto SENZA quell’oggetto davanti? Solo un cervellone dell’Istat.

Secondo, il bugiardino delle medicine. Ora qui veramente devo dare sfoggio di cultura. Raramente io non capisco i foglietti illustrativi, e se non so un termine medico me lo cerco e me lo sparo quando devo farmi fare le ricette o vado a farmi visitare. “Dottore, soffro di acatisia, ipoacusia e difficoltà di accomodamento oculare”. In genere il dottore mi butta fuori, ma questa è un’altra storia.
Non vorrei tirarmela, ma se mi date un foglietto illustrativo senza il nome del farmaco, è capace benissimo che vi riesco a dire anche il nome del principio attivo.
“Ah, quindi l’Orudis pomata ha come principio attivo il Diclofenac? pensavo Ketoprofene” – scena realmente accaduta.
Ketoprofene e Diclofenac sono roba da barzellettisti, io lo Zestoretic lo chiamo Lisinopril diidrato + Idroclorotiazide.

Insomma, signori dell’Istat, non venite a sfidarmi sui foglietti illustrativi perchè vi faccio secchi, vi seppellisco sotto un mare di denominazioni scientifiche, vi rimando a scuola, vi rullo i cartoni.

Ma c’è chi non li legge neanche, terrorizzato di trovarvi negli effetti indesiderati “shock anafilattico raramente a decorso letale”. Diciamo che questa cosa la capiamo tutti, analfabetismo funzionale compreso.

pollice nero_piante e fiori_confusione_negatiE le piante?
Be’, be’, del tutto falso non deve essere. Se pensate che il titolo di questa foto recuperata nei meandri delle rete era “orchid killer”, siamo messi bene, visto che la piantina è un’Echeveria.
Certo che la vuole uccidere. Si chiederà come mai non fiorisce…

Se metà delle persone non comprende: “annaffiare due volte a settimana nella stagione di fioritura con concime liquido ad alto titolo di potassio” stiamo combinati a tre tubi. Vuol dire che metà delle persone che leggono un manuale di floricoltura non sono realmente interessate alle piante.
E se i dati Istat sono corretti non c’è altra spiegazione, perchè la manualistica italiana è fin troppo elementare nello spiegare come si coltivano le piante, specie quelle rivistine che fioriscono nel periodo primaverile, tutte concentrate sull’orto bio in terrazzi di inquinatissime città.
Diciamo che la gente non vuole più leggere come si coltiva una pianta, lo vuole vedere con gli occhi. “Fammi vedere come si fa”: è questo il pensiero che esprimono. Perchè guardando imparano subito, la lettura non interessa. Non è analfabetismo funzionale, sono i tempi che cambiano. Ci sono i tutorial su youtube, i video su grandi siti di giardinaggio, italiani ed esteri.
E come si può cassare questo atteggiamento come anticulturale? Come si può dar torto ad una persona che per imparare a potare una rosa vuole vedere come si fa, e non leggerlo?
Pizzetti si legge, Vita Sackville West si legge.
Per potare, innestare, rinvasare ecc, ci sono i tutorial e i video, che sono la naturale estensione della tradizione dell’illustrazione e della fotografia.
Non ci sarebbero i corsi di potatura o di illustrazione botanica, se così non fosse.
Avete mai provato a spiegare a parole (non dico a scrivere, ché sarebbe ridicolo) come si disegna un fiore?