Leggere questo libro è stato difficile, per me. Più volte ho avuto la tentazione di chiuderlo: quasi a metà, dopo la metà, un po’ prima della fine. Ho tenuto duro perchè descrive gli spazi aperti del west, quella zona ai piedi delle Montagne Rocciose, dove spesso sono ambientati anche i romanzi di McCarty, o alcuni racconti di Faulkner.
Ma la lettura è stata lenta, bradipica, sofferta. Non per lo stile di Irving, che è molto frizzante, quasi salgariano. Ma -be’, sì- perchè è un libro che prima delle praterie, prima del cielo, prima dei cavalli, parla della “nobile arte della caccia”. Continua a leggere “Viaggio nelle praterie del West, di Washington Irving, ed. Spartaco”
Autore: Lidia Zitara
Etologia del pubblico dei convegni sidernesi
Ho scritto “etologia”, e per assonanza, non posso fare a meno di pensare alla parola “scatologia” (non “escatologia”, che forse non ci starebbe neppure male).
E buon per chi non deve prendere il dizionario. Continua a leggere “Etologia del pubblico dei convegni sidernesi”
Viaggio in Inghilterra
Inghilterra, rorida e fresca. Profumata e tenera. Bocciolo di rosa, carnicina, verde e azzurro opaco.
Grigio in duecentocinquantasei sfumature. Dal bianco lattiginoso del cielo mattutino al cenerino smeraldato dei prati in inverno, coperti di brina ghiaccia che stride sotto i passi. Ocra grigiastro quello della pietra del Cotswold, più bluastro quella di York. Continua a leggere “Viaggio in Inghilterra”
MIR di primavera
Erano notti limpide e si vedevano bene le stelle. La luce rossa della MIR, messa in orbita a spirale attorno alla Terra, passava ogni venti minuti o meno sulle nostre teste. Dava la percezione dello spazio vuoto, della gravità, del moto.
La MIR andava in disarmo nel 2001, per dare spazio alla Stazione Spaziale Internazionale. Veniva posta in una rotta di collisione con la Terra, che la faceva orbitare in spire sempre più ravvicinate, fino all’impatto nel mare delle Fiji, da cui si disse che lo schianto fu spettacolare.
Eravamo andata a vederla orbitare nei giorni passati: era dannatamente veloce, vicina, rossa.
Io ti ricordo, MIR. Sei stata un sogno di pace e bellezza.
M4 – la luce di Enkheduanna
Non voglio perdermi in ciance su “da quanto tempo manco dal blog” e sul perché e il per quanto mancherò ancora dopo questo post. Né tantomeno su eventuali propositi di rimanenza.
Voglio solo ricordare che oggi è la Giornata mondiale della Poesia e, per quanto sia allergico alle giornate mondiali di stocazzo e staltraminchia, essendo stato folgorato in questi giorni da nozione che giaceva assopita da qualche parte nella mia memoria, ed essendo tale nozione particolarmente adatta ad oggi, eccomi qua che scrivo.
Dedicherò infatti, nel Mausoleo dell’Umanità che su queste virtuali pagine andavo edificando, uno spazio a un grande personaggio. Sì. Perché forse non tutti sanno che intorno al 2300 a.C. visse una donna che a tutt’oggi risulta la più antica (e quindi la prima) autrice di testi poetici, innici, epici, firmati. Non la più antica autrice donna, ma la più antica autrice umana. La…
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La campagna di Siderno non è morta ai miei occhi
Che noia i giornalisti impiccioni, quelli che proprio non si fanno i fatti loro. Che persone immonde, che ficcanasi!
Sono questi i pensieri da cui mi è parso essere accolta allo stabilimento di trattamento e separazione dei rifiuti solidi urbani di Siderno, un tempo appaltato da Veolia, ora da Ecologia Oggi. Continua a leggere “La campagna di Siderno non è morta ai miei occhi”
Il quix di Taro (sottotitolo: quix di libri)
Taro ha lasciato un commento davanti al quale ho detto solo “grazie, allora il mio lavoro non è inutile”.
E davvero mille, mille grazie.
Ci ha posto, in coda al suo commento a un articolo che ho ribbloggato (Donne da celebrare), un bel quiz letterario, che non vorrei fosse perso dall’utente di passaggio. Continua a leggere “Il quix di Taro (sottotitolo: quix di libri)”
Donne da celebrare
L’involuzione del web
Penso che tutti sappiate che il popolo di Twitter ha pensato fosse divertente “celebrare” la Giornata Internazionale della Donna con l’hashtag “non conta come femminicidio”, che ha fatto sganasciare tutti i “non moralisti” con l’elenco dei buoni motivi per uccidere una donna.
Non conta come femminicidio se lei è una zoccola:
E allora niente femminicidio per Lidia Nusdorfi, morta dissanguata alla stazione di Mozzano (Como) sabato 1 marzo. Lidia è stata assalita alle spalle e colpita più volte con un oggetto appuntito al torace e alla gola da Dritan Demiraj. Lo aveva lasciato per il cugino, quella gran puttana, e quindi meritava di morire.
Non conta come femminicidio se lei è una figa di legno:
Niente femminicidio neanche per Libanny Mejia Lopez, sgozzata insieme al piccolo Leandro, 3 anni (è’ stato sgozzato anche lui), lunedì 3 marzo. Victor Hugo Menjivar Gomez ha reagito così perché voleva trombare quella…
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