Il diagramma di flusso che spiega perchè la bellezza salverà il mondo

Diagramma:

Oggetto/comportamento/opera d’arte/valore ->giudizio critico -> determinazione di valore positivo (bellezza) o negativo (bruttezza).

Il giudizio critico si forma sull’osservazione e sull’analisi di bellezza/bruttezza.

Esercitando il giudizio critico si riconoscono cose come bruttezza, disvalori, immoralità, ingiustizie, illegalità.

Ed ecco perchè la Bellezza salverà il mondo, se lo salverà, infine.

Corollario:
Ecco spiegato anche perchè ci fanno vivere in acquitrini paludosi di bruttezza. Per annientare il nostro senso critico.

La lettura di questo post potrebbe ingenerare il dubbio che io sia fuori come un balcone. Non voglio lasciarvi nell’incertezza. LO SONO, LO SONO…

Così surreale da meritare un reblog!

Avatar di marco1946un paio di uova fritte

Premessa che non ha nulla a che fare con quello che viene dopo . Avevo previsto che Stefano Disegni avrebbe diretto i suoi satirici strali su NOAH nel numero di Maggio di CIAK (uscito oggi).

Profezia facile. Crowe sembra Mel Gibson in INTERCEPTOR e i suoi avversari sembrano usciti da 1997 FUGA DA NEW YORK (pantaloni attilati, stivali e proto T-Shirt). Ovvio che Stefano si scatenasse…

Fine della premessa che non ha ecc

Ecco 15 asserzioni. Una sola è vera.

  1. I criminali che hanno massacrato Federico Aldrovandi sono stati accolti in una riunione sindacale (a Rimini) con gelido disprezzo.
  2. Le strade di Bologna sono perfette. Sembra di andare sul tappeto del biliardo.
  3. Robert Pattinson ha avuto un ruolo secondario in GRAND BUDAPEST HOTEL (era uno dei rubinetti della vasca da bagno)
  4. Dall’incrocio di un unicorno e di un grifone (come avranno fatto?) è nato un PD.
  5. Marcello Dell’Utri ha annunciato di essere…

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Vetrocemento

Vetrocemento

Giardino povero, ma che dico, poverissimo!

Giardino povero gerace

Giardinaggio Irregolare intervista Marco Martella

Non so se ai lettori italiani il nome di Marco Martella farà scattare l’associazione con Jorn de Précy, l’autore del volume E il giardino creò l’uomo, edito da Ponte alle Grazie nel 2012. Martella, che è il vero autore del libro, si è camuffato da curatore, e -si sa- non tutti fanno attenzione al nome dei curatori e dei traduttori.
In verità, per come la vedo io, de Précy rimane l’autore, Martella una sorta di radiofaro temporale. E il giardino creò l’uomo, è secondo me, la più alta opera mai pubblicata in Italia dai tempi di Ippolito Pizzetti, assieme al mai sufficientemente lodato Taccuino del naturalista, di Richard Mabey, tradotto ancora da Ponte alle Grazie.
Martella vive e lavora in Francia, e nel 2010 ha fondato la rivista «Jardins», pubblicata da Éditions du Sandre.

Con un po’ di fatica e molto ritardo sull’uscita del volume, “Giardinaggio Irregolare” riesce ad offrirvi un’ intervista che spero possa interessarvi. Dirò che io mi sono emozionata leggendo le risposte. Continua a leggere “Giardinaggio Irregolare intervista Marco Martella”

orizzonte degli eventi

Libster Award da “(forse).si.può(ri)fare!”

Non mi aspettavo mai l’inclusione di Giardinaggio Irregolare in una classifica di “Liebster Awards”. Continua a leggere “Libster Award da “(forse).si.può(ri)fare!””

Viaggio nelle praterie del West, di Washington Irving, ed. Spartaco

Viaggio nelle praterie del west_washington_irvingLeggere questo libro è stato difficile, per me. Più volte ho avuto la tentazione di chiuderlo: quasi a metà, dopo la metà, un po’ prima della fine. Ho tenuto duro perchè descrive gli spazi aperti del west, quella zona ai piedi delle Montagne Rocciose, dove spesso sono ambientati anche i romanzi di McCarty, o alcuni racconti di Faulkner.
Ma la lettura è stata lenta, bradipica, sofferta. Non per lo stile di Irving, che è molto frizzante, quasi salgariano. Ma -be’, sì- perchè è un libro che prima delle praterie, prima del cielo, prima dei cavalli, parla della “nobile arte della caccia”. Continua a leggere “Viaggio nelle praterie del West, di Washington Irving, ed. Spartaco”

monoscopio1

Etologia del pubblico dei convegni sidernesi

Ho scritto “etologia”, e per assonanza, non posso fare a meno di pensare alla parola “scatologia” (non “escatologia”, che forse non ci starebbe neppure male).
E buon per chi non deve prendere il dizionario. Continua a leggere “Etologia del pubblico dei convegni sidernesi”